giovedì 14 luglio 2011

Fahrenheit 451 di R. Bradbury (Libro+Film di Truffaut)

MONDADORI
LA RECENSIONE COMPLETA è QUI! quella che segue è solo una parte.


Famoso romanzo UCRONICO di Ray Bradbury che nasce da un racconto breve THE FIREMAN del 1951 pubblicato su Galaxy Science Fiction e da noi uscito in due puntate su Urania Rivista nel 1953 col titolo "Gli anni del rogo".

INCIPIT (extended)
Parte prima.
Il focolare e la salamandra.
Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, "diverse". Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non sai che direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto stava per accadere la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che si dette ad arroventare il cielo vespertino, poi ad ingiallirlo e infine ad annerarlo. Egli camminava entro una folata di lucciole. Voleva soprattutto, come nell'antico scherzo, spingere un'altea su un bastone entro la fornace, mentre i libri sbatacchiando le ali di piccione morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio.
Montag fece il sorriso crudele di tutti gli uomini bruciacchiati e respinti dalla fiamma.
Sapeva che quando fosse ritornato alla sede degli incendiari avrebbe potuto ammiccare a se stesso, specie di giullare negro, sporco di carbon fossile, davanti allo specchio. Poi, all'atto di andare a dormire, si sarebbe sentito quel sorriso di smorfia ancora artigliato nei muscoli facciali, al buio. Non scompariva mai, quel sogghigno, non se n'era andato mai nemmeno una volta per lontano che risalisse con la memoria.


TRAMA: Guy Montag è un PIROFILO cioè uno che appicca incendi! Per l'esattezza brucia i libri, retaggio di una società sbagliata quando la gente voleva pensare, sognare, avere idee insomma!


Il libro si apre con l'incontro tra Montag e Clarisse, una 17enne un po' pazza come si definisce lei. Attraverso IL DIALOGO risaltano alcuni punti interessanti:
-la leggenda che un tempo i "vigili del fuoco" spegnessero incendi è falsa!
-NON si leggono i libri prima di bruciarli. E' vietato dalla legge. SI DISTRUGGONO E BASTA!
-la televisione occupa molto tempo nella vita quotidiana di una persona.
-è molto difficile incontrare qualcuno per strada. Nessuno passeggia più. Tutti, quando non lavorano, rimangono in casa davanti alla tv.
Ecco quello che io chiamo un dialogo costruttivo ^^
(...)
Ogni volta che Montag parla con Clarisse è un modo dell'autore per spiegare il mondo di F451. In più, è lei che gli accende certe idee e dubbi in Montag. Lei dice: Cos'è più sociale? Io che passeggio e parlo con te o quando a scuola siamo tutti seduti in silenzio a guardare la Parete-tv? Domande come questa rendono le passeggiate con Clarisse un piacevole momento di riflessione per Montag e per il lettore.
Dal film di Truffaut, Clarisse e Montag
DIFFERENZE: il personaggio di Clarisse ha 20 anni e fa l'insegnante.
Avrà un ruolo più importante rispetto al libro, che è solo marginale.
Montag è sposato con Mildred, una donna "vuota" che fa un notevole uso di pastiglie, per dormire soprattutto, e di PARETI-TV. Ne ha ben tre, una anche in camera da letto. 
Una notte Montag rincasa e la trova quasi morta. Dimentica di aver già preso le tre pastiglie per la notte, ne ha prese altre. Forse più volte, fino all'overdose. La scena dei dottori è inquietante. Arrivano due infermieri e l'unica cosa che fanno è un bel riciclo totale del sangue! Fine! La donna si risveglierà il giorno dopo come nuova.
Un gruppo sanguigno a caso...
E' molto triste quando Montag si accorgerà che non l'avrebbe pianta! Anzi, dal libro: "(...) Perché sarebbe stata la morte di una persona sconosciuta, un volto di passante, un'immagine vista su un giornale, e ad un tratto gli apparve così ingiusto di essersi messo a piangere, non alla morte, ma al pensiero che "non avrebbe pianto" alla morte di lei, uomo sciocco e fatuo accanto a una donna sciocca e vuota, mentre il serpente famelico la faceva ancora più vuota."
Nel film hanno il letto matrimoniale
ma nel libro due letti singoli.
C'è una LEGGERA SFUMATURA TECNOLOGICA, cosa che mi ha piacevolmente stupito, rappresentata dal SEGUGIO MECCANICO che i pirofili hanno alla Casa del Fuoco.
Dal libro: "Il Segugio Meccanico dormiva, ma senza dormire, viveva, ma senza vivere, nel suo canile dolcemente ronzante, dolcemente vibrante, tutto soffuso d'una luce blanda, in fondo a un angolo buio della casa del fuoco.
La luce fioca dell'una dopo mezzanotte, la luce della luna che pioveva dal gran cielo aperto incorniciato nell'intelaiatura della finestra immensa, sfiorava qua e là il bronzo, il rame, l'acciaio della belva percorsa da un lievissimo tremito. La luce sfavillava su perline color rubino e sui sensibili peli capillari nelle narici irsute di nylon della creatura che fremeva, vibrava lievissimamente con le otto zampe disposte come quelle di un ragno sotto il corpo su zampe dai cuscinetti di gomma."
MOLTO CARINO, vero? ^_^
Nel film, purtroppo, non c'è!

Un giorno come tanti altri, Montag si reca per l'ennesima pulizia nella casa di una vecchietta. La donna nascondeva dei libri. Anche se solo di sfuggita, legge una riga "Il tempo si è assopito nel gran sole del meriggio". Come fosse stata incisa da un ferro rovente, quella frase gli rimane in testa. Nasconde il libro salvandolo dalle fiamme. La donna si lascerà bruciare con i libri.
Che scena! In più la signora parla citando frasi di libri.
Nel film è resa benissimo!
In casa della vecchietta, Montag ruba un libro e inizierà a leggerlo di nascosto, in casa e di notte. Non si fermerà a questo solo. Le letture cambieranno il suo modo di vedere le cose. Inizierà a "pensare", a riflettere su chi e cosa lo circonda. E' bellissimo!

Fin qui, spero di avervi incuriosito per la lettura.
In Libri e Caffèlatte prosegue con l'avviso di SPOILER.

CONCLUSIONI: F451 è sicuramente un libro da leggere! Un libro che fa riflettere sull'importanza che ha il nostro bagaglio culturale. Non saremmo ciò che siano senza "quel che c'è stato". L'idea di fondo del libro mi è piaciuta però non sono rimasta colpita come 1984 di Orwell.
Forse perchè F451 è più satirico che cupo.
Montag ha molte libertà rispetto a Winston di '84. Ha un moglie anche se deprimente fino all'inverosimile. Ha una casa, ha modo di trascorrere delle serate piacevoli. Insomma, ha una vita anche se sente che qualcosa gli manca. Winston no!
Orwell mi ha marchiata a fuoco, Bradbury si è lasciato leggere bene ma niente marchio.
A mio avviso, hanno anche due spessori diversi.
Orwell è riuscito a dare verosimiglianza a un mondo claustrofobico e totalitarista laddove Bradbury ha tentato di far solo riflettere sull'importanza del fruire delle idee e della conoscenza.
In entrambi i casi risalta la necessità di comunicare le opinioni e le emozioni liberamente ma in 1984 i toni grigi contribuiscono nell'esaltare la scintilla di speranza che Winston cerca. Che trova e gli viene strappata via senza pietà. Al contrario, Montag mi è sembrato più un personaggio con un disagio ma non di vitale importanza.
Comunque lo PROMUOVO senza dubbio.

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

mercoledì 15 giugno 2011

EverWorld 6 - Inseguiti dagli Hetwan di K.A. Applegate

MONDADORI
Recensione completa QUI!


INCIPIT 
(extended con un anticipo del primo capitolo)

LA QUIETE PRIMA
DELLA TEMPESTA

Mi guardai intorno, e adesso c'era luce...
Il primo pensiero, la prima idea fu di avere davanti una donna bellissima. E, nonostante la faccia che mi si stava gonfiando a vista d'occhio, nonostante la fifa blu, nonostante la rabbia che sentivo contro Jalil e David e anche contro April, sebbene non avesse fatto o detto niente, nonostante tutto questo, ero incantato. Attratto.
L'angelo era bello, con un viso dominato da immensi occhi verdi e luminosi, incorniciato da riccioli d'oro, con una bocca ben disegnata, labbra carnose e denti bianchi e brillanti.
E solo allora, solo dopo essere stato travolto da quella prima ondata di un'improbabile lussuria dei sensi, solo allora mi resi conto che quell'angelo era un uomo.
«Buona sera» disse con una voce al cui confronto i più bei gorgheggi di April sembravano il gracidio di uno stagno di rane. «Il mio nome è Ganimede...»
Restammo a bocca aperta.
Era alto, ma non alto come Loki. E non certo così spaventoso. Era praticamente quasi nudo. L'unica cosa che lo copriva era una specie di lieve drappo bianco che sembrava sempre sul punto di scivolare giù dai fianchi stretti...
Ganimede si avvicinò...
«C'è cibo. C'è vino. C'è amore. "Ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia..."»
«"Di doman non c'è certezza"» concluse April.
Ganimede sembrò sorpreso.
«Sì. Come dici tu, è meglio fare festa, mangiare, bere, stare in allegria, perché non c'è certezza nel domani.»

CAPITOLO I
Dunque, in pratica, le cose ci stavano andando piuttosto bene. Eravamo scappati dal Regno dei Folletti, il che non era stato facile come potrebbe sembrare. Avevamo evitato di essere inceneriti da Nidhoggr, il drago grande come Rhode Island, di guardia alla porta posteriore dell'allegro mondo degli Inferi di Hel. Avevamo venduto il nostro mezzo satiro con un buon margine di guadagno (a dire il vero, noi non avevamo pagato niente per averlo...). Avevamo creato la prima società di telecomunicazioni di Everworld, nel Regno dei Folletti, in cambio di un paio di grosse manciate di diamanti.
Eravamo un gruppo di adolescenti ricchi, allegri e spensierati.
E sarebbe stato tutto perfetto, roseo e dorato, se non avessimo avuto alle costole un sacco di gente: Loki, divinità nordica dalla progenie schizofrenica; Hel, sua figlia, mezza morta e putrefatta e mezza viva e mozzafiato; il secondo figlio di Loki, il Serpente del Midgard (al cui confronto Nidhoggr sembra un girino); Fenrir, il figlio-lupo di Loki, grosso abbastanza da mangiarsi e digerirsi un sofà tutto intero; e infine Merlino, che non è figlio di Loki e probabilmente non è nemmeno cattivo, ma che è pur sempre capace di far tornare in vita un cinghiale arrostito e mandarlo a scannarti.
E adesso, mentre i miei occhioni ancora, pieni di sonno si aprivano a fatica, mentre venivo strappato contro ogni mia volontà dal mondo reale (dove stavo cercando di convincere una ragazza in una chat room su Internet che avevo venticinque anni e avevo fatto i miliardi con i software), adesso, dicevo, mi resi conto improvvisamente che c'era un'altra piccola questione, una cosa da nulla, una nuvoletta nera che rabbuiava la mia visione del mondo altrimenti rosea e serena: eravamo entrati nella terra degli Hetwan.

TRAMAQuesta volta il narratore è Christopher, il mio preferito^^ Il gruppo arriva nella terra degli Hetwan. (Chris dice: "Sono alieni, gli Hetwan. Alti più o meno come un nano. Forse un nano e un quarto. Hanno occhi da mosca e intorno alla bocca tre appendici, simili a piccole braccia, che, non smettono mai di afferrare non si sa cosa nell'a-ria, forse insetti... E hanno le ali."
Conoscono anche  l'ANGELO Galimede, Chris lo descrive così: "Si vedeva ogni singolo muscolo sotto la pelle luminosa, ma non era un Mister Muscolo, un palestrato, uno gonfiato con gli steroidi. Anzi, era piuttosto magro, sebbene non proprio scarno.
Quando si muoveva, si percepiva tutta la sua potenza. Dava l'idea di uno che sarebbe riuscito a passare attraverso un muro di mattoni. Ma dava anche l'idea di uno che si sarebbe spostato per non schiacciare una formica.
Guardai David di sottecchi. Anche lui lo ammirava con gli occhi sgranati e la bocca aperta. Aveva un'espressione considerevolmente stupida. Jalil continuava a deglutire nervosamente.
April guardava Ganimede con ammirazione franca e palese. Se lo divorava con gli occhi. Era patetica. Stava sbavando." 
Faranno conoscenza con Dioniso, con cui Chris si prenderà una bella sbronza ^^
Un nuovo passo verso la scoperta sulla natura di Senna si compie mostrando altre creature di questo mondo fantastico che è Everworld. Un nuovo passo che li porterà fin sull'Olimpo da Zeus.

CONCLUSIONIQuesti libretti sono FANTASTICI! Quando poi parla Chris è ancora meglio! Mi divertono, mi distraggono e non mi stufano mai. Li hanno etichettati erroneamente come "età di lettura 8 anni", ma questo capitolo è un'altra conferma che IN REALTA' sono per TUTTI
Inseguiti dagli Hetwan poi è gestito da Chris che non fa che pensare al sesso, non mi sembra tanto per  un bambino di otto anni! Secondo me, sicuramente sono per un pubblico giovane (più o meno adolescente) ma non sono certo libretti "innocenti" come Geronimo Stilton! 
A mio avviso, sono d'evasione anche per un adulto che cerca una lettura di genere fantastico spensierata, rilassante e di totale svago.
Davvero dei gioiellini. 
PROMOSSO/I
... e la lettura prosegue^^


FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

domenica 12 giugno 2011

EverWorld 5 - Il regno dei Folletti di K.A. Applegate

Breve recensione presa da Libri e Caffèlatte
Mondadori

INCIPIT
IL PATTO CON IL DRAGO
«Nidhoggr» sussurrai.
Nessuna risposta.
Iniziai ad arrampicarmi sulla gigantesca montagna d'oro. E finalmente si accorse di me. La testa enorme si sollevò, mi sovrastava. Un rivolo di quindici litri di napalm gli gocciolava dalle fauci e scendeva nell'oro, fon-dendolo.
«Umano» disse il drago. «Non vedo la mia pietra, né la mia lancia, né la mia spada, né il mio calderone.»
«No» risposi, parlando più forte che potevo.
«Non hai un bell'aspetto.»
«No.»
«Ti restano solo poche ore, umano. La pietra che hai dentro il petto è impaziente di bruciarti.»
Annuii.
«Sì. Lo so. Ma so anche come puoi fare per riavere i tuoi oggetti.»
Il drago mi guardò.
«Sei venuto a cercare di convincermi a cadere nella trappola che i folletti mi hanno teso?»
«No. So della trappola. Se la intendono con il nemico, con gli Hetwan. C'entra anche questo, in parte.»
L'enorme occhio che mi stava davanti si dilatò per la sorpresa.
«I folletti vogliono il tuo tesoro. Gli Hetwan vogliono invadere il regno degli Inferi, e non vogliono dover combattere contro di te per farlo.»
Nidhoggr annuì appena. Era come vedere il dirigibile della Goodyear che dondolava nell'aria.
(continua...)

TRAMA: "Ewerworld. Conati di vomito. Più niente da vomitare. Più niente dentro. Pioggia, pioggia forte, fango dappertutto. Io, disteso sulla schiena, la bocca aperta, a cercare di spegnere la sete ardente con una goccia, una goccia, un'altra goccia di pioggia. Un'ora dopo l'altra. Pioggia sulla faccia, sul petto, dappertutto, pioggia negli occhi, nelle orecchie. Una goccia, un'altra goccia, nella bocca impastata di terra." (David)

CONCLUSIONI: In questo quinto capitolo è nuovamente David a parlare, a pensare. Non mi è simpatico come Chris ma mi piace lo stesso. Non so che dire se non che, sebbene siano per ragazzi, trovo questi libretti godibilissimi. Ci sono molti clichè, sicuramente non sono perfetti e qualche forzatura ogni tanto c'è ma si lasciano leggere volentieri. Unico problema: sono brevissimi e finiscono sempre "tronchi" ... uff! Cercherò di velocizzare la lettura in modo da concludere questa saga ^_^
PROMOSSO


FONTE LIBRI E CAFFELATTE

lunedì 30 maggio 2011

Flatlandia di E. A. Abbott


LA RECENSIONE COMPLETA E' QUI!

Dire che questo "racconto" del 1884 è una perla del genere UCRONIA (DISTOPIA) è dir poco!
"FLATLANDIA, racconto fantastico e più dimensioni" è più una visione, secondo me. Edwin A. Abbott ha avuto un'illuminazione e ha creato un'opera MOLTO ORIGINALE, UNICA con protagonista QUADRATO che vive in FLATLANDIA. Per quadrato intendo proprio lui ^^
Quadrato, il protagonista^^
La storia è semplice, a un primo livello di lettura.
Nella prima parte, Quadrato racconta la sua società e il suo mondo "piatto" a NOI abitanti di SPACELAND, noi che viviamo in TRE DIMENSIONI.
Nella seconda, che io ho preferito, narra del suo incontro con SFERA. Un incontro che lo sconvolgerà perchè rivelatore di un'altra dimensione oltre alle sue due, di un'altra civiltà insomma. Avendo difficoltà di comprensione, Sfera lo porta con sè e gli mostra le differenze.
Un po' come se si trovasse davanti un alieno, Quadrato ascolta le verità di Sfera e cerca di razionalizzarle. E' affascinante! Attraverso le riflessioni di Quadrato, e qui arriva un secondo livello di lettura, Abbott dipinge anche una SATIRA alla sua società londinese dell'ottocento. Ma non solo, e qui c'è un terzo livello, affronta anche la MATEMATICA E LA GEOMETRIA come mai nessuno prima. 
UN GENIO! Che dire di più? ^^

Cover di "FLATLAND, A ROMANCE OF MANY DIMENSIONS" del 1884
Questo libro è stato una scoperta piacevole, istruttiva e, per certi versi, divertente.
Ecco quindi che ho pensato di segnalare FLATLANDIA con poche righe come recensione perchè, a mio avviso, se dico troppo rovino la lettura, che è stata sicuramente particolare.

INCIPIT (dalla versione Adelphi)

PARTE I
QUESTO MONDO
«Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo»

1 - Sulla natura della Flatlandia
Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio.
Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al loro posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma - consistenti, però, e dai contorni luminosi.
Così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. Ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose.

Abitazione di Quadrato
TRAMA (dalla versione di Bollati B. Ed. nel SITO QUI!):
Questo libro, e il film animato che ne è stato tratto, sono l’avventura di un quadrato: ci riguarda tutti però. Una forma geometrica ben nota sin dai tempi dell’antica Grecia, descritta da Euclide, una forma semplice, che cavalca la storia delle civiltà sino ad arrivare alle soglie del XX secolo. Ed entrare come protagonista dell’arte, del design dei nostri tempi. Perché, come ha scritto Bruno Munari, «il quadrato non ha stili», funziona sempre. 
Quadrato è il protagonista di questo libro di Abbott intitolato "Flatlandia" (Il mondo piatto) scritto nel 1884. Un’avventura alla scoperta della terza dimensione, lasciando il paese piatto delle origini, sino a sognare, immaginare la quarta dimensione e dimensioni ancora più alte, che diventeranno visibili grazie ai matematici in quegli stessi anni. Un’avventura che parla di geometria, di nuovi mondi, di creatività e fantasia, di libertà. Una storia molto attuale, in cui hanno spazio anche i diversi, i geometricamente diversi, ovviamente. Che turbano, creano scompiglio nel regno della regolarità.


I DUE ASPETTI-IDEE DEL LIBRO CHE HO APPREZZATO DI PIU': la Gerarchia Geometrica e le Femmine Filiformi.
La Gerarchia in Flatlandia è in base al numero dei lati del poligono, più lati si ha e più in alto si è. Quindi un triangolo sarà nella classe più bassa mentre un poligono con molti lati e con la forma il più vicino possibile al cerchio sarà addirittura un "privilegiato".
Invece, le femmine sono viste come linee rette ma appuntite. Temibili e, alle volte, invisibili. Le donne sono anche passionali e isteriche. Forse nell'ottocento erano viste così da Abbott ma rimane il fatto che anche oggi siamo "temibili" e sappiamo essere "invisibili" ... uh uh uh!^^

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

martedì 24 maggio 2011

Il pianeta delle scimmie di Boulle

QUELLA CHE SEGUE E' SOLO UN ASSAGGIO del lungo articolo su Libri e Caffelatte^^

Dopo averci pensato molto, ho deciso di strutturare l'articolo nel modo più semplice possibile e cioè in ordine cronologico degli eventi confrontando il primo FILM del '68 col LIBRO originale di Boulle man mano che procede la storia esponendovi le differenze di volta in volta. A mio avviso così sarà tutto più semplice, e meno noioso^^ (fare prima la recensione del libro e poi del film dicendo due volte alcune cose mi sembrava esagerato!)

Il primo film ha MOLTE idee del libro del francese Pierre Boulle, a differenza del film del 2001 di Tim Burton, reinventato quasi tutto!
Il libro originale è del 1965 e il titolo è "La planéte des singes".
Da noi è arrivato editato da Editrice Massimo nello stesso anno col titolo "Viaggio a Soror" per poi essere riproposto da Monda nel '75. E rieditato nel 2001 per l'uscita del film di Tim Burton.

Cover LIBRO MONDADORI del 1975
Ho scelto questa perchè
il fatto che ci sia  la bottiglia è importante
!
NOTA PERSONALE: il libro è scritto abbastanza male, ne riporterò degli stralci così giudicherete da soli, con delle banalità "cosmiche" tanto per restare in tema. Pensavo meglio! Ma a suo favore ha che ci sono delle buone idee ecco perchè non riesco a bocciarlo. Lo ammetto: sono di parte!
Sono troppo affezionata alla saga dei film. Se non ci fosse stato il libro non li avrebbero fatti.
In più, è stato Boulle ha inventare alcuni dei miei personaggi preferiti, Zira e Cornelius. Forse è il caso di dire che, alle volte, LA STORIA E' PIU' IMPORTANTE DELLO STILE!

!!! AVVISO SPOILER !!!

Nel ROMANZO c'è una sorta di introduzione alla storia che conosciamo molto particolare. A me non è piaciuta, ne avrei fatto a meno. Ma questo è il lavoro di Boulle e questo vi riporto.

INCIPIT
"Jinn e Phyllis stavano passando delle meravigliose vacanze nello spazio, il più lontano possibile dagli astri abitati. In quel tempo i viaggi interplanetari erano all’ordine del giorno, gli spostamenti intersiderali per nulla eccezionali. I razzi trasportavano turisti verso le prodigiose plaghe di Sirio, o finanzieri verso le famose Borse di Arturo e di Aldebaran. Ma Jinn e Phyllis, una coppia di ricchi sfaccendati, si distinguevano nel cosmo per la loro originalità e per un certo pizzico di poesia. Essi gironzolavano per l’universo a diporto, con la vela."

In pratica, i due tizi (che alla fine del romanzo si scopriranno essere anche loro due scimmie) trovano nello spazio una bottiglia vagante O__O
Jinn si infila la tuta e la va a prendere.

"Phyllis era molto fiera della sua collezione; ma questa era la prima volta che incontravano una bottiglia contenente un manoscritto; di ciò infatti essa ormai non dubitava. Tutto il suo corpo fremeva d’impazienza, mentre gesticolava come un ragno all’estremità del filo, gridando nel telefono al suo compagno:
«Più adagio, Jinn... No, un po’ più in fretta; ci sta sorpassando; a sinistra... a dritta... molla... L’ho presa!»
Lanciò un grido di trionfo e rientrò a bordo con la preda.
Era una bottiglia di grandi dimensioni, col collo accuratamente sigillato. Nell’interno si vedeva un rotolo di carta."

La rompono e iniziano a leggere:

"Affido questo manoscritto allo spazio, non con la speranza di ottenere soccorso, ma per contribuire, forse, a scongiurare lo spaventoso flagello che minaccia la razza umana. Dio abbia pietà di noi!...
«La razza umana?» sottolineò Phyllis stupefatta.
«È scritto così» confermò Jinn. «Ma non interrompermi fin dall’inizio.» E riprese la lettura.
Per quanto mi riguarda, io, Ulisse Mérou, sono ripartito con la mia famiglia a bordo del vascello cosmico. Possiamo sopravvivere per parecchi anni. A bordo coltiviamo legumi, frutti, e alleviamo un pollaio. Non ci manca niente. Un giorno forse troveremo un pianeta ospitale. È un augurio che oso appena formulare. Ma ecco, fedelmente riportato, il racconto della mia avventura:
Nell’anno 2500 m’imbarcai con due compagni sul vascello cosmico, con l’intenzione di raggiungere quella regione dello spazio dove domina sovrana la stella supergigante Bételgeuse."

Il romanzo parte dalla fine.
Ulisse dice che è a bordo di un vascello con la sua famiglia, cioè NOVA e il figlio, e che ha scritto la sua storia su dei fogli di carta ...
E' a bordo di una nave stellare e scrive su carta? Mha!
Mandare un messaggio, no?
In breve, Ulisse ha un caro amico, il professor Antelle, "geniale scienziato" e forse milionario perchè ha costruito una nave stellare! Poi gli ha detto: "Senti Ulisse, ce lo facciamo un giretto nel cosmo?"
E Ulisse: "Ma sì, dai!"
Certo che Boulle, per essere un ingegnere, fa viaggiare i suoi personaggi nello spazio come se fossero in automobile! E non solo all'inizio, vedrete alla fine che spettacolo^^

Ecco poi che creano il gruppo. Quindi abbiamo:
Ulisse, un giornalista + Antelle, scienziato + Arturo Levain, un fisico discepolo di Antelle + Ettore, la scimmietta
Se ne stanno via allegramente DUE anni, poi finalmente trovano un "pianetino" da visitare.
Atterrano!
Qui mi è venuto in mente la Voyager ma più piccola!
Il pianeta lo chiamano SOROR. (In latino, soror vuol dire "sorella")
"Prima di qualsiasi altra iniziativa, ci sembrò indispensabile dare un nome al pianeta. Lo battezzammo Soror, per via della sua somiglianza con la Terra."

Così capiamo anche perchè la prima edizione da noi era stata chiamata "Viaggio a Soror". E' un altro pianeta! Non c'è alcun dubbio!
Iniziano a esplorarlo in tutta serenità fino a quando non incontrano altri uomini simili a "cavernicoli", completamente NUDI! E Boulle condisce/infarcisce e si dilunga su questa nudità, soprattutto si sofferma A LUNGO su NOVA! Ma qui mi fermo col libro (Nova ve la presento dopo, tranquilli :) e inizio col FILM.

DIFFERENZE fino a qui: non ci sono Jinn e Phyllis e la bottiglia. Il film si apre sul Capitano Taylor che, con il suo micro equipaggio di tre persone già in stasi, è in viaggio nello spazio "profondo alla velocità della luce" da SEI MESI ma da subito precisa che "secondo la teoria del tempo del dottor Hasslein" sulla Terra sono invece passati oltre SETTECENTO ANNI!
Sono partiti che era l'anno 1972 ma sulla Terra ora sono nel 2673.
In pratica è un viaggio SENZA RITORNO. Lo sapevano tutti.

Oh! Un bel sigaro nello spazio è quel che ci vuole prima di una lunga stasi!
Interni della navicella, un po' spartana...
Per i "secchioni"
NOTA SCIENTIFICA: ho fatto due ricerche, io 'sto Hasslein non l'ho trovato da nessuna parte. Che sia un'invenzione degli sceneggiatori per dare credibilità alla storia? La teoria della RELATIVITA' ristretta è di Einstein che, se ci fate caso, suona simile. Se qualcuno invece sa qualcosa, io sono qui. ^^
Comunque sul tempo che varia in modo differente sulla Terra e su un'ipotetica nave stellare che se ne va a zonzo per lo spazio c'è il "divertente" PARADOSSO DEI GEMELLI ^^

Ora, tornando al film, dovevano restare in stasi ma la nave ha un'avaria (non si sa il perchè) e precipita su un pianeta risvegliandoli bruscamente. Non sto qui a farmi troppe domande, lasciamo perdere. Prendiamone atto e fine. Nel giro di pochi minuti ci sono "duecento errori"... pazienza!
Dopo essere usciti dal mezzo che imbarca acqua, Taylor precisa che secondo lui "sono a circa 320 anni luce dalla Terra nella Costellazione di Orione. L'anno terrestre è il 3978!"
Non hanno alcun modo di tornare indietro, sono soli.
Come avrà fatto, mi chiedo, a precipitare nel lago di poppa?
Se ha perforato l'atmosfera con "la punta" com'è logico supporre
avrebbe dovuto spuntare dall'acqua solo la poppa (il retro della nave). O no?
MISTERO!
Chissà che guarda Dodge?
Sarà tipo il tricorder di Star Trek ^^
ALTRA DIFFERENZA: nel libro DECIDONO di atterrare per visitare il pianeta alieno. Vedono una città ma preferiscono atterrare "in periferia". Sanno che è abitato!
Nel film hanno un incidente che li  CONDANNA a trascorrere quel che resta delle loro vite su un pianeta sconosciuto. Non sanno nulla!
Preciso questa differenza perchè pone lo stato d'animo dei personaggi su basi opposte.
Nel libro c'è il piacere dell'esplorazione sapendo che possono ripartire come e quando vogliono.
Nel film sono rassegnati, non hanno scelta!

Taylor e i due superstiti, la donna è morta, s'incamminano in cerca di un posto più accogliente dove trovare cibo e acqua. I panorami che si susseguono sono splendidi^^




Camminano per giorni, scopriranno dopo di essere in quella che le SCIMMIE chiamano "ZONA PROIBITA" un tempo verde e fertile, oggi un deserto. Non si accorgono di essere osservati ...

PROSEGUE CON UNA LUNGA RECENSIONE QUI!

Del romanzo salvo moltissime idee, peccato per lo stile e altre idee inverosimili che rompono il "senso della meraviglia" che invece regala per tutto il tempo il film. Sono comunque contenta di averlo letto, alla fine Boulle ha avuto un'idea che tocca l'immaginazione ancora oggi e di questo gliene va dato merito!

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

mercoledì 18 maggio 2011

GIRLFRIEND FROM HELL di Germano M.

BOOK & NEGATIVE
Cover Luca Morandi
La segnalazione è QUI!

INCIPIT 
Non sono ancora leggenda. Ma ci sto lavorando.
Lei accarezza il pancione, accanto a sé il fucile. Non lo lascia mai. E neanch’io.  
Non ho imparato a usare altre armi da fuoco. So maneggiare solo quella. E so come preparare le cartucce a pallettoni. Ricordino di un’infanzia felice e di un amico che aveva per padre un cacciatore. 
Oltre che tirare alle lepri, tiro ai Gialli. Non c’è tutta questa differenza, dopo tre anni. 
Ero qui a riflettere. Non ho mai creduto alle streghe, ma se gli infetti esistono e io mi trovo qui con lei, e fuori c’è la fine del mondo, vuol dire che esistono anche loro.  
Le streghe, da tempo immemore, sono quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est 1.
Oppure ho solo visto troppi film.
Comincio a essere stanco.

TRAMA: Anno 2015. La Gialla, un morbo che tramuta gli esseri umani in bestie antropofaghe, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventi che hanno condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.

BANNER SB
Dal mondo del SURVIVAL BLOG  
un'avventura TOTALMENTE AUTONOMA E INDIPENDENTE
NON è uno spin-off, l'autore ci tiene a precisarlo nel suo articolo, ma una "storia di amore e morte" vissuta da Hell, il personaggio protagonista blogger che chi ha seguito il progetto SB conoscerà già per i suoi post scritti dal 26 novembre 2010 al 5 febbraio 2011 su Book&Negative.

L'ebook è GRATUITO e SCARICABILE QUI! 
dove troverete anche altre informazioni.


CONCLUSIONI: Mi è piaciuto! Si legge bene, è scorrevole. Lo stile usato è più che asciutto, le frasi sono cortissime! Anche troppo, secondo me. Forse, non c'è tempo per Hell di usare aggettivi con gli zombie nei dintorni, solo tanta musica in sottofondo. Cosa che ho apprezzato molto.
In alcuni momenti mi sembrava di "vedere" un film originale di Carpenter^^
La trama scorre liscia, con un crescendo di isolamento nei confronti del mondo. Un mondo che sta morendo.
Come in ogni post-apocalittico che si rispetti c'è anche una particina per il cane, e mi sembra giusto^^
Piacevole l'unione sul finale col SB di Girola e di Riccione che trovano, con i loro amici sopravvissuti, un apprezzabile/giusta chiusura.
Nota: ci sono numerosi dialoghi in inglese ma tanto c'è la traduzione! ;)
Nota 2: il libro è indipendente. Rientra nel Survival Blog ma non è necessario aver letto tutto o qualcosa per comprenderlo. Ma a chi invece avesse letto gli altri post o ebook, coglierà i riferimenti.
PROMOSSO!

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

domenica 15 maggio 2011

1984 di Orwell

Quello che segue è una parte della recensione di Libri e Caffèlatte.
Alla fine troverete il link per proseguire^^


LUI mi ha detto che due più due fa cinque.
... è BUONO!

Parole come ONORE, GIUSTIZIA, DEMOCRAZIA, SCIENZA E RELIGIONE non esistono più, sono state CANCELLATE perchè erano ERETICHE quindi SBUONE!
Le parole non sono importanti, non lo sono mai state. Le parole cambiano le persone e fanno riflettere, e questo è sbuono! Lui lo ha detto!
Lui sa tutto!
Lui ha posto rimedio alla malattia del pensare.
Lui ha le risposte, e le domande.
PERCHE'
Riflettere è sbuono!
Pensare è sbuono!
Amare è sbuono!
Vivere è sbuono ... servire il Partito è vita!
Il PARTITO!

Il Partito ha tre slogan:

LA GUERRA È PACE
LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
L'IGNORANZA È FORZA

Io lavoro al Ministero della Verità e sono uno dei pochi che ancora conosce l'ARCHEOLINGUA, una lingua del passato. Una lingua sbuona, complicata, piena di equivoci e dubbi, che il Partito sta convertendo in NEOLINGUAARCIPIU'BUONO! 
Entro il 2050 TUTTO sarà in Neolingua, tutto sarà IPERBUONORE!
Poche parole, quelle buone scelte da LUI, senza più i sinonimi e i contrari, che creano ARCHIPENSARE, con una nuova struttura sintattica, senza il periodo ipotetico.
VENTRALSENTIRE! 
Il passato va sistemato, modificato. VA RISCRITTO.

"Chi controlla il passato controlla il futuro. 
Chi controlla il presente controlla il passato."

Nuovi articoli e nuove foto buone, quelle che dice LUI.

LUI
IL GRANDE FRATELLO 
VI GUARDA
SEMPRE!
OVUNQUE!
"(...)Nello stesso momento, però, facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo, 
la sua minacciosa figura si dissolse per lasciare il posto al volto del Grande Fratello, 
i capelli e i baffi neri, irraggiante forza e una misteriosa serenità. 
Così grande che quasi riempiva lo schermo. 
Nessuno udì quello che il Grande Fratello stava dicendo. 
Erano solo parole d'incoraggiamento, di quelle 
che si dicono nel fragore della battaglia, impossibili a distinguersi, 
ma che fanno riacquistare fiducia per il solo fatto di essere pronunciate."
Al lavoro...
"Nelle pareti del cubicolo si aprivano tre orifizi:
a destra del parlascrivi, un piccolo tubo pneumatico per i messaggi scritti,
a sinistra un tubo più grande per i giornali, e al centro,
ad agevole portata del braccio di Winston,
un'ampia feritoia oblunga protetta da una grata metallica.
Quest'ultima serviva a eliminare la carta straccia.
Nell'intero edificio vi erano migliaia, anzi decine di migliaia di feritoie simili,
ubicate non solo nelle singole stanze, ma anche nei corridoi,
non troppo distanti l'una dall'altra.
Per chissà quale motivo le avevano soprannominate "buchi della memoria".
Quando qualcuno sapeva che un certo documento doveva essere distrutto,
oppure vedeva per terra un pezzo di carta in tutta evidenza gettato via,
automaticamente sollevava il coperchio del buco della memoria più vicino
e ve lo lasciava cadere dentro, dove un vortice di aria calda
l'avrebbe trasportato fin nelle enormi fornaci nascoste
da qualche parte nei recessi del fabbricato."
A casa...
"All'interno dell'appartamento una voce pastosa leggeva un elenco di cifre
che avevano qualcosa a che fare con la produzione di ghisa grezza.
La voce proveniva da una placca di metallo oblunga,
simile a uno specchio oscurato, incastrata nella parete di destra."
Un giorno incontro lei, la ragazza dai capelli neri, e mi da "un pezzetto di carta piegato in quattro".
Di nascosto lo prendo, di nascosto lo leggo.
L'avevo già vista durante i Due Minuti d'Odio, era bastata quella fascia scarlatta in vita per farmela detestare subito. Giovane, bella e frigida come tutte quelle della Lega Giovanile Antisesso! Eppure, quella scritta "in grossi caratteri vergati con calligrafia incerta" mi ha confuso ... TI AMO.
PSICOREATO, lo so!
Eppure quelle parole mi hanno fatto rinascere il desiderio di vivere!
Di pensare e di dire:

"Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. 
Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente."

CLASSICI MODERNI
OSCAR MONDADORI

INCIPIT (extended)

PARTE PRIMA
I
Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli.
Winston si diresse verso le scale. Tentare con l'ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell'Odio, durante le ore diurne l'erogazione della corrente elettrica veniva interrotta.
L'appartamento era al settimo piano e Winston, che aveva trentanove anni e un'ulcera varicosa alla caviglia destra, procedeva lentamente, fermandosi di tanto in tanto a riprendere fiato. Su ogni pianerottolo, di fronte al pozzo dell'ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava dalla parete.
Era uno di quei ritratti fatti in modo che, quando vi muovete, gli occhi vi seguono. 
IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso.

TRAMA (dalla quarta di copertina): L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua.
Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

PROSEGUE SU LIBRI E CAFFELATTE
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