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martedì 16 ottobre 2012

[libro] Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro


Recensione da Libri e Caffelatte
EINAUDI
"Non lasciarmi" (Never let me go) è una distopia di Kazuo Ishiguro del 2005. L'autore, giapponese trapiantato in Inghilterra dall'età di sei anni, ha creato una visione alternativa della società odierna forse non troppo originale (dopo l'avviso di spoiler vi dirò), ma talmente riflessiva e personale dall'avermi colpita in modo positivo. E' una lettura molto soft, il tenore è tranquillo anche se c'è un'ansia e una tristezza costante per la situazione che vivono i protagonisti. 

INCIPIT
Inghilterra, tardi anni Novanta
Parte prima
Capitolo primo
Mi chiamo Kathy H. Ho trentun anni, e da più di undici sono un'assistente. 
Sembra un periodo piuttosto lungo, lo so, ma a dire il vero loro vogliono che continui per altri otto mesi, fino alla fine di dicembre. A quel punto saranno trascorsi quasi esattamente dodici anni.
Adesso mi rendo conto che il fatto che io sia rimasta per tutto questo tempo non significa necessariamente che loro abbiano grande stima di me.
Ci sono ottime assistenti a cui è stato chiesto di abbandonare dopo appena due o tre anni. E poi me ne viene in mente almeno una che ha operato per oltre quattordici, malgrado fosse un'assoluta nullità.
Quindi non ho nessuna intenzione di darmi delle arie. Ma so per certo che sono soddisfatti del mio lavoro, tanto quanto, nell'insieme, lo sono io. 
I miei donatori hanno sempre reagito meglio del previsto. 
I loro tempi di recupero sono stati alquanto straordinari, e quasi nessuno è stato catalogato come «soggetto problematico», almeno prima della quarta donazione. 
Sì, è vero, forse adesso mi sto davvero dando delle arie. Ma per me significa molto, essere in grado di svolgere bene il mio lavoro, specialmente quando si tratta di mantenere «calmi» i miei donatori. Ho sviluppato una sorta di istinto nei loro confronti. So quando è il momento di essere presente e confortarli, quando lasciarli soli con se stessi; so quando ascoltarli, qualunque cosa abbiano da dire, e quando, con un'alzata di spalle, dirgli che è arrivata l'ora di darci un taglio.

Locandina del FILM del 2010 di Romanek
Attori: Carey Mulligan, Andrew "Spiderman" Garfield
e Keira Knightley.
CONSIGLIATO!
TRAMA: Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio isolato e molto rigido nella campagna inglese. Fanno lezione, giocano, trascorrono il tempo. In apparenza una vita serena anche se si respira un'aria di quieta rassegnazione. Si creano dei legami affettivi e sentimentali.
Il tempo trascorre, vanno a vivere in un cottage sperando che "la data" venga spostata...

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martedì 3 luglio 2012

[libro] Apocalypse Kebab di Tangerine

MAMMA EDITORI
Per questo romanzo particolare ho fatto una lunga presentazione con INCIPIT e trama estesa inviatami dall'editor appositamente per Libri e Caffelatte. Ancora grazie.

INCIPIT
Voglio essere cremata, le mie ceneri mischiate alla polvere da sparo di un fuoco d’artificio e sparate in cielo sulle note di “My way” di Sid Vicious, così che amici e colleghi, ormai imbottiti d’alcol come gli stoppini di una molotov, esclamino estasiati: “Alexandra Zahradnik ha fatto il botto”.

Il dolore la colpì alla base del cranio, una coltellata tra il collo e la testa, che affondò e si dissolse. Poi udì il rumore, lamiera piegata, e un botto, e un grido.
Gazi aveva ripreso a parlare nel telefonino e lei riattaccò.
Si mise a sinistra e accelerò. Lo scooter superò un furgone e una macchina verde e un SUV nero e una station wagon blu.
Poi Alexandra Zahradnik vide. Le dita serrarono le leve dei freni con tanta violenza che i muscoli si contrassero fino alla spalla. La ruota posteriore prese a slittare, mentre gli pneumatici vomitavano una nuvola di vapore bruciato. Finalmente la ruota si stancò di cercare di andarsene da sola e si riallineò a quella anteriore e lo scooter fermò la sua corsa di traverso.

TRAMA ESTESA! 

Siamo in una Praga di confine.
Ai confini del tempo in questo 2012 e ai confini dell’Europa.
Praga, infatti, è il presidio orientale cresciuto ai margini di una faglia in cui da tempo immemore gli Esterni filtrano dal continuum spaziotemporale. E tra costoro soprattutto, sebbene raramente, gli Inferenti.
Sì, avete capito bene: quelli che ai tempi enochiani ritenevano che le figlie degli uomini erano belle, quelle che se le sono ciulate insegnando loro in cambio come coltivare l’orto. Quelli che sono tornati ai tempi dei Gargoyle e poi a quelli dei Golem.
Ebbene su questa faglia al centro di Praga si trova Alexandra, meches viola d’ordinanza, piercing, e un catorcio di motorino per andare a consegnare kebab a domicilio.

Guardiamola sotto la pioggia, questo scricciolo di ventenne mollata dalla vita e dagli affetti frenare di colpo e fermarsi per miracolo sull’orlo di una voragine. S’è aperta sulla Nerudova all’improvviso, senza un rumore, ma lei è un po’ che quella sera ha un presentimento.
Sì, perché Alexandra Zahradnik ha una bussola nel cervello, una ghiandola particolarmente sviluppata, e come lei ce l’ha il resto dei Column, un’accozzaglia improbabile cui il mondo affida la propria sicurezza contro gli Esterni e contro gli Inferenti.

Il fatto è che se sei sfigato, ma molto, molto sfigato, puoi avere come regalino di consolazione la ghiandola. Quella che ti fa “sbucciare” gli Esterni, quella che consente di impedire che gli Inferenti riescano a fregarti l’anima facendoti fare ciò che vogliono.
E così oltre ad Alexandra, c’è Emil, nerd senza orizzonti oltre lo schermo di un PC, c’è Oskar, gay anziano inviso all’ex regime stalinista, c’è Vladislav, figlio di papà schiacciato da papà, e Dobromilla, bambola grassa oppressa dal proprio stesso peso. Sarà a costoro che il mondo resterà affidato contro gli Inferenti.
E ad Alexandra, soprattutto.

Sì, perché dal fottuto buco nella Nerudova ne sono arrivati sette, Alexandra li ha “sbucciati” con chiarezza e uno in particolare è enorme e spinoso.
“Cazzo è un Arconte”, le spiega Iggy, Esterno questo di razza Viaggiatore, protetto dal bancone di un bar dove – complice Alexandra – cela la sua identità aliena. “Un Arconte cazzo”, ripete, uno di quelli che quando si muovono lo fanno solo per le soluzioni finali. Per i disastri belli grossi insomma. Brutta gatta da pelare Alexandra, peccato che il gatto assomigli in tutto e per tutto a un Kurt Cobain; che sia, in una parola, veramente pericoloso.

VI rimando a L&C per gli altri INCIPIT.
Ma non solo. L'ho letto, recensito e intervistato l'autrice QUI!

mercoledì 2 maggio 2012

[libro] Il racconto dell'ancella di Atwood


AVVISO: Questo romanzo dall'apparenza innocuo è invece una lettura cinica e cruda. La bravissima Atwood ha pennellato con maestria una società futuristica che toglie alla donna libertà e diritti. Ci sono scene particolari non tanto per la violenza fisica ma psicologica. 
Non è per tutti. 
A seconda della sensibilità personale, io però lo consiglio vivamente. 
TEA
"Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood è una distopia del 1985. Anche se a un lettore superficiale può apparire come un romanzo rosa più che una lettura fantascientifica, in realtà è davvero una visione allucinante di una società americana dittatoriale ben costruita.
L'autrice non è nuova alle distopie, in fondo.

Attraverso la vita della protagonista, l'autrice dipinge un futuro post-atomico partendo da un passo della Genesi nel Vecchio Testamento che recita:
Ora Rachele vide che non poteva partorire figli a Giacobbe, perciò Rachele divenne gelosa di sua sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, altrimenti muoio».
Giacobbe si adirò contro Rachele e rispose: «Tengo io forse il posto di Dio che ti ha negato il frutto del grembo?».
Allora ella disse: «Ecco la mia serva Bilha. Entra da lei e lei partorirà sulle mie ginocchia; così anch'io potrò avere figli per suo mezzo». (Genesi 30; 1-3)

Essendo scritto in prima persona dove un'ancella è la voce narrante, ha un tenore tranquillo e femminile, ma non meno angosciante. La guerra e le sommosse gestite dai ribelli sono solo in sottofondo (radio, tv, conversazioni ecc). 
Protagonista assoluta è la donna vista attraverso molte sfaccettature.
Una simulazione, ben riuscita, di un governo corrotto dalla misoginia e dal fondamentalismo religioso che toglie alla donna i diritti e la libertà.
Il mio consiglio iniziale è che, essendo una "distopia in rosa", potrebbe interessare soprattutto il pubblico femminile anche se NON è un romanzo d'amore. 
Con questa premessa, parto con la recensione ^__^

NOTA: ne hanno fatto anche un film, le immagini che aggiungo arrivano da "Il racconto dell'ancella" di Volker Schlöndorff del 1990.
La sublime Faye Dunaway, la bellissima Natasha Richardson
e il bravissimo Robert Duvall
sono i protagonisti di un film ben gestito.
CONSIGLIATO! 
INCIPIT
I
Notte
1

Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L'impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano scomparse. Una balconata per gli spettatori correva tutt'attorno allo stanzone, e mi pareva di sentire, vago come l'aleggiare di un'immagine, l'odore acre di sudore misto alla traccia dolciastra della gomma da masticare e del profumo che veniva dalle ragazze che stavano a guardare, con le gonne di panno che avevo visto nelle fotografie, poi in minigonna, poi in pantaloni, con un orecchino solo e i capelli a ciocche rigide, puntute e striate di verde. 
C'erano state delle feste da ballo; la musica indugiava, in un sovrapporsi di suoni inauditi, stile su stile, un sottofondo di tamburi, un lamento sconsolato, ghirlande di fiori di carta velina, diavoli di cartone e un ballo ruotante di specchi, a spolverare i ballerini di una neve lucente. 
Sesso, solitudine, attesa di qualcosa senza forma né nome. Ricordo quello struggimento per qualcosa che stava sempre per succedere e non era mai la stessa cosa, come le mani che c'erano addosso lì per lì, nel piccolo spazio dietro la casa, o più in là nel parcheggio, o nella sala della televisione col sonoro abbassato e soltanto le immagini, guizzanti sulla carne tesa. 
Ci struggevamo al pensiero del futuro. Come l'avevamo appresa, quella disposizione all'insaziabilità? Era nell'aria; e restava ancora nell'aria, un pensiero persistente, mentre si cercava di dormire, nelle brande militari che erano state disposte in corsie, con molto spazio tra l'una e l'altra, così che non si potesse parlare.

TRAMA: Il libro e il film differiscono per la linearità della trama, che però rimane molto simile. Il romanzo inizia con la nostra protagonista già immersa nella storia (già ancella, in casa del Comandante). Attraverso vari ricordi, sarà narrato anche il suo passato. Io però ho pensato fosse più semplice esporvi la trama come il film, che a mio avviso risulta meno epilettico.

Quelli che un tempo erano gli Stati Uniti, sono ora la Repubblica di Galaad.
(Dal libro: Il cuore di Galaad, dove la guerra non può entrare tranne che attraverso la televisione. Non sappiamo con certezza dove siano i suoi confini, che variano a seconda degli attacchi e contrattacchi, ma questo è il centro, dove nulla si muove. La Repubblica di Galaad, non conosce confini.)
Coloro che si trovano ai confini, vengono presi e portati al centro di controllo e smistamento. Soprattutto le donne che vengono divise tra "positive " e "negative".
Le positive sono quelle ancora fertili. Il bene più prezioso per la Repubblica.

centro di raccolta
Kate (l'attrice è Natasha Richardsonviene divisa come le altre donne
La protagonista è una donna giovane e fertile, Kate. Ha un marito e una figlia, ma vengono separati.
Presa sotto la custodia di Zia Lydia, sarà condotta al Centro Rosso per diventare un'Ancella.


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giovedì 22 marzo 2012

[libro] Hunger Games

Recensione da Libri e caffelatte
MONDADORI
Come vi avevo anticipato QUI! Hunger Games ha ben poco di originale, purtroppo.
L'autrice ha miscelato romanzi e film (alcuni titoli ve li ho esposti nell'articolo collegato) anche molto famosi. Ma pare che lei abbia invece pensato solo alla guerra in Vietnam e al mito di Teseo. Mha!
Comunque, ora metto l'incipit e la trama con le mie varie opinioni, qualche stralcio e, al termine, le conclusioni.   

INCIPIT
Quando mi sveglio. l'altro lato del letto è freddo. Allungo le dita per cercare il calore di Prim, ma trovo solo la tela grezza della fodera del materasso. Avrà fatto un brutto sogno e si sarà infilata nel letto della mamma. 
Ma certo. Oggi è il giorno della mietitura. 
Mi sollevo su un gomito. Nella stanza c'è abbastanza luce per vederle. Prim, la mia sorella minore, è sdraiata su un fianco, rannicchiata contro il corpo di nostra madre, le guance vicinissime. 
Nel sonno la mamma sembra più giovane, un po' consumata, ma non troppo male in arnese. Il viso di Prim è fresco come una goccia di pioggia e incantevole come la primula da cui ha preso il nome. 
Una volta anche mia madre era bellissima. O almeno così dicono.
Seduto, di guardia accanto alle ginocchia di Prim, c'è il gatto più brutto del mondo. Naso schiacciato, un orecchio mozzo, occhi color purè andato a male. Prim l'ha chiamato Ranuncolo perché dice che il suo pelo giallastro ha lo stesso colore di quel fiore. Mi odia. O almeno non si fida di me. Anche se sono passati anni, credo che si ricordi ancora di quando Prim lo portò a casa e io cercai di affogarlo dentro un secchio. Un gattino rognoso, la pancia gonfia di vermi, pieno di pulci.
L'ultima cosa che mi serviva era un'altra bocca da sfamare. Ma Prim iniziò a implorare e si mise anche a piangere e dovetti farlo restare. Alla fine fu meno peggio del previsto. Dopo che mia madre l'ebbe sverminato, scoprimmo che era un cacciatore di topi di prima categoria. Ogni tanto prende anche qualche grosso ratto. Certe volte, quando pulisco la preda, lascio a Ranuncolo le interiora. 
E lui ha smesso di soffiarmi contro.

Il PRIMO CAPITOLO lo trovate QUI!

TRAMA: In una società distopica, dopo la distruzione di quello che un tempo era il nord America, è sorta Panem costituita da una grande e ricca città, Capitol (nome originalissimo per "la capitale"), e da dodici poveri Distretti (altro brivido ...).
Ogni anno si tengono dei giochi che vengono trasmessi in televisione (un Grande Fratello di sangue, in sostanza.). I Distretti mandano a sorteggio due ragazzi che dovranno "sopravvivere" ai giochi uccidendosi a vicenda.
Ne resterà solo uno :D
Il romanzo narra le vicende di Katniss Everdeen, che si offre volontaria in sostituzione della sorellina, e un altro ragazzo, Peeta Mellark, durante le diverse fasi: sorteggio, arrivo a Capitol, preparazione con tanto di ceretta (lei, lui non precisa -,,-), gara e sopravvivenza, conclusione.

La parte dell'arrivo a Capitol e la preparazione è un pochino lunga. Forse troppo. Vengono presentati gli altri giocatori, ma li avrei anche conosciuti volentieri durante la gara.
La parte dei giochi non è male, invece, anche se colma di "facilitazioni" per Katniss e gran colpi di fortuna.
I giochi terminano. Ritorno a Capitol City. Fine del romanzo.
Non è una trama particolarmente complessa.

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mercoledì 14 marzo 2012

[ebook] Cigno nero di Bruce Sterling

Breve recensione 
40K
Cigno nero è un RACCONTO di Bruce Sterling.
Si spaccia per cyberpunk, ma NON LO E'!
Sarò sintetica, anche perchè:
1-non mi è piaciuto, aspettative ingannate.
2-l'ho pagato 3,00 euro in febbraio (oggi costa 0,99 centesimi)
3-sono molto seccata per entrambi i punti 1 e 2!

Intanto, QUESTO RACCONTINO è una banalissima conversazione in un bar, il Caffè Elena
Due tizi si incontrano e parlano di "realtà" alternative. Peccato che parlare non equivalga a mostrare.
Dire: "Immagina un'Italia diversa ..." non fa di un racconto, un racconto di fantascienza.
Allora, io ogni volta che scambio due parole con gli amici al bar viviamo un momento sci-fi o siamo in una sci-fi? Bha!

La storia è banale e lo stile frettoloso. Per la maggior parte, sono solo due teste vuote che conversano. Fiumi di dialoghi senza che accada nulla. Anche la "comparsata finale" non ha suscitato emozione, nè meraviglia.
Davvero una delusione feroce.
Proverò a leggere un suo romanzo, ma dopo che mi sarò sforzata di dimenticare questo "scritto" da bimbo delle elementari con il vezzo per la satira ...

Lo ammetto, Cigno Nero l'ho scritto io all'età di cinque anni :D
Quando parla Crozza, rido di più!
Se Stergling voleva fare satira, perchè c'è scritto "cyberpunk"?
Da lì la mia seccatura del punto 1.

Ora veniamo al punto 2.
Gentili editori 40K (fortykey), io vi ho comprato l'ebook a 3,00 euro. Voi, oggi decidete di fare l'offerta "primavera" e di metterlo a 0,99 centesimi.
Scusate se mi permetto, ma non mi sembra un'idea geniale.
In questo modo, quelli che come me hanno speso ben TRE volte di più per un RACCONTINO dandovi fiducia visto che è uno scritto tradotto e quindi costa di più di uno scritto italiano, MAGARI S'INCAZZANO leggermente! O no?
Cosa dovrei pensare, che visto il vostro modo d'agire è meglio NON COMPRARE NULLA e aspettare i "vostri saldi"? Ovviamente, da oggi farò così.
 
Se non fossi stata chiara, Cingo nero lo BOCCIO!

NOTA FINALE: a tutti coloro che volessero leggerlo, consiglio di approfittare dei "saldi" perchè dopo, a 3,00 euro, davvero ve lo sconsiglio.

lunedì 28 novembre 2011

La fine del mondo storto di M. Corona

FONTE LIBRI E CAFFELATTE
MONDADORI
INCIPIT
Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone ed energia elettrica. Non occorre usare fantasia per immaginarselo, prima o dopo capiterà, e non ci vorrà nemmeno troppo tempo. Ma mentre quel giorno prepara il terreno, facciamo finta che sia già qui. Ha un brutto muso, è un tempo duro, infame, scortica il mondo a coltellate e lo spoglia di tutto. Di quel che serve e di quel che non serve. La gente all'improvviso non sa più che fare per acciuffare il necessario. Prova a inventarsi qualcosa e intanto arranca, senza sapere che una salvezza esiste. Il necessario sta dentro la natura. Ma, per averlo, occorre cavarlo fuori, prenderlo con le mani, e la gente le mani non le sa più usare.
«Sacramento che disgrazia!» dicono. «Non sappiamo usar le mani.»
Ma partiamo dall'inizio.

TRAMA (dalla quarta): Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? 
La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. 
Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. 
Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... 

CONCLUSIONI:
Intanto NON è un romanzo! E' un PAMPHLETMAGARI ERA IL CASO DI DIRLO, NO? 
Questo scritto è solo un lungo sproloquio polemico di finto perbenismo anche un po' ipocrita di uno "scalatore-montanaro-scultore" che però, anzichè starsene in montagna, imbratta 160 paginette di banalità, senza inizio-svolgimento-fine, e le vende con Mondadori a 18.00 euro. 
E poi è "il mondo" che fa schifo? Bha! 
Da che pulpito viene poi 'sto predicozzo infinito su quanto non ci sia nulla da salvare al mondo? Su quanto i giovani siano sbagliati? Dal Dalai Lama? Be' da lui lo potrei anche accettare. Ma da Mauro Corona, no!
Ha dei problemi in campagna, Signor Corona, 
che si ostina a venire in città? 
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domenica 9 ottobre 2011

Orgoglio e pregiudizio e zombie di Austen e Smith

Breve recensione presa da Libri e Caffèlatte
Nord
INCIPIT
E' cosa universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di un altro cervello. E tale verità si era dimostrata in tutta la sue evidenza durante le recenti aggressioni a Netherfield Park, durante le quali una famiglia di diciotto persone era stata massacrata e divorata da un'orda di  morti viventi.

TRAMAÈ cosa nota e universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di altro cervello. Così inizia "Orgoglio e pregiudizio e zombie", versione fedelmente aggiornata del celeberrimo (e amatissimo) capolavoro di Jane Austen, grazie a numerose scene "inedite" in cui, a farla da protagonisti, sono appunto gli zombie. 
Pubblicato da una piccola casa editrice americana, questo romanzo ha suscitato l'entusiasmo sia dei neofiti sia dei più fanatici ammiratori della Austen, scalando in breve tempo tutte le classifiche di vendita e imponendosi come il fenomeno editoriale dell'anno. 
E il motivo di un successo tanto clamoroso è semplice: al fascino di una storia d'amore senza tempo, si aggiunge il divertimento di una lotta senza esclusione di colpi contro l'orribile flagello che si è abbattuto sull'Inghilterra, arrivando fino al tranquillo villaggio di Meryton, dove l'indomita Elizabeth Bennet, insieme con le sue sorelle, è impegnata a contrastare orde di famelici morti viventi. Un ruolo che le calza a pennello, almeno finché non arriva il bello e scontroso Mr Darcy a distrarla...

Pieno di romanticismo e avventura, di cuori infranti e cadaveri affamati, di argute schermaglie e duelli all'arma bianca, Orgoglio e pregiudizio e zombie trasforma una pietra miliare della letteratura mondiale in un libro che si ha davvero voglia di leggere. O che non si vede l'ora di rileggere.

CONCLUSIONI: La storia è quella che conosciamo tutti, non si scappa. Il divertimento di questa rivisitazione è proprio in questo: una semplice aggiunta al genere. Da romanzo storico/rosa si aggiunge zombie! E ha funzionato :D
Il romanzo è sia per chi ha già letto quello originale, che potrebbe ritrovare i personaggi tanto amati dinnanzi alla "problematica" morti viventi, e per chi non lo ha mai avvicinato per via della "storia d'amore e basta..."
La frizzante Elizabeth è una sorta di guerriera pratica di armi e arti marziali, come lei la sua famiglia. Anche l'impareggiabile Darcy è un cacciatore, ma non di selvaggina ;) Tutti hanno mantenuto la loro personalità. I dialoghi sono per lo più gli stessi, c'è solo il componente zombesco a vivacizzare il tenore.

Faccio un esempio pratico: sono a una festa. Ballano sereni, le dame nei loro ampi sottanoni e gli uomini ingessati a puntino quand'ecco che dalle vetrate irrompono gli zombie.
C'è ovviamente chi fugge ma c'è anche chi resta per combatterli. Eli solleva la gonna, imbraccia l'arma e inizia a far fuoco. Più o meno il romanzo funziona così.

Nota negativa: i combattimenti sono abbozzati, la maggior parte sono frasi aggiunte del tipo "arrivarono gli zombie, un gruppetto di cinque. Eli e Darcy fecero fuoco e li uccisero tutti". Un po' bruttino a mio avviso. Molto superficiale e abbozzato. Quelle poche dove si sono impegnati di più, invece, è stato piacevole.
La zia di Darcy ha una parte a sorpresa davvero gustosa.

Nel complesso l'ho letto bene e mi sono divertita. L'idea l'ho trovata geniale. Forse potevano fare più scontri "mostrati" ma pazienza. 
Come libro "parodia" è rimasto un po' troppo fedele all'originale ma lo consiglio lo stesso avvisando che le aggiunte si aggirano su 15-20% circa quindi rimane "orgoglio e pregiudizio". ^^


giovedì 14 luglio 2011

Fahrenheit 451 di R. Bradbury (Libro+Film di Truffaut)

MONDADORI
LA RECENSIONE COMPLETA è QUI! quella che segue è solo una parte.


Famoso romanzo UCRONICO di Ray Bradbury che nasce da un racconto breve THE FIREMAN del 1951 pubblicato su Galaxy Science Fiction e da noi uscito in due puntate su Urania Rivista nel 1953 col titolo "Gli anni del rogo".

INCIPIT (extended)
Parte prima.
Il focolare e la salamandra.
Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, "diverse". Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non sai che direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto stava per accadere la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che si dette ad arroventare il cielo vespertino, poi ad ingiallirlo e infine ad annerarlo. Egli camminava entro una folata di lucciole. Voleva soprattutto, come nell'antico scherzo, spingere un'altea su un bastone entro la fornace, mentre i libri sbatacchiando le ali di piccione morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio.
Montag fece il sorriso crudele di tutti gli uomini bruciacchiati e respinti dalla fiamma.
Sapeva che quando fosse ritornato alla sede degli incendiari avrebbe potuto ammiccare a se stesso, specie di giullare negro, sporco di carbon fossile, davanti allo specchio. Poi, all'atto di andare a dormire, si sarebbe sentito quel sorriso di smorfia ancora artigliato nei muscoli facciali, al buio. Non scompariva mai, quel sogghigno, non se n'era andato mai nemmeno una volta per lontano che risalisse con la memoria.


TRAMA: Guy Montag è un PIROFILO cioè uno che appicca incendi! Per l'esattezza brucia i libri, retaggio di una società sbagliata quando la gente voleva pensare, sognare, avere idee insomma!


Il libro si apre con l'incontro tra Montag e Clarisse, una 17enne un po' pazza come si definisce lei. Attraverso IL DIALOGO risaltano alcuni punti interessanti:
-la leggenda che un tempo i "vigili del fuoco" spegnessero incendi è falsa!
-NON si leggono i libri prima di bruciarli. E' vietato dalla legge. SI DISTRUGGONO E BASTA!
-la televisione occupa molto tempo nella vita quotidiana di una persona.
-è molto difficile incontrare qualcuno per strada. Nessuno passeggia più. Tutti, quando non lavorano, rimangono in casa davanti alla tv.
Ecco quello che io chiamo un dialogo costruttivo ^^
(...)
Ogni volta che Montag parla con Clarisse è un modo dell'autore per spiegare il mondo di F451. In più, è lei che gli accende certe idee e dubbi in Montag. Lei dice: Cos'è più sociale? Io che passeggio e parlo con te o quando a scuola siamo tutti seduti in silenzio a guardare la Parete-tv? Domande come questa rendono le passeggiate con Clarisse un piacevole momento di riflessione per Montag e per il lettore.
Dal film di Truffaut, Clarisse e Montag
DIFFERENZE: il personaggio di Clarisse ha 20 anni e fa l'insegnante.
Avrà un ruolo più importante rispetto al libro, che è solo marginale.
Montag è sposato con Mildred, una donna "vuota" che fa un notevole uso di pastiglie, per dormire soprattutto, e di PARETI-TV. Ne ha ben tre, una anche in camera da letto. 
Una notte Montag rincasa e la trova quasi morta. Dimentica di aver già preso le tre pastiglie per la notte, ne ha prese altre. Forse più volte, fino all'overdose. La scena dei dottori è inquietante. Arrivano due infermieri e l'unica cosa che fanno è un bel riciclo totale del sangue! Fine! La donna si risveglierà il giorno dopo come nuova.
Un gruppo sanguigno a caso...
E' molto triste quando Montag si accorgerà che non l'avrebbe pianta! Anzi, dal libro: "(...) Perché sarebbe stata la morte di una persona sconosciuta, un volto di passante, un'immagine vista su un giornale, e ad un tratto gli apparve così ingiusto di essersi messo a piangere, non alla morte, ma al pensiero che "non avrebbe pianto" alla morte di lei, uomo sciocco e fatuo accanto a una donna sciocca e vuota, mentre il serpente famelico la faceva ancora più vuota."
Nel film hanno il letto matrimoniale
ma nel libro due letti singoli.
C'è una LEGGERA SFUMATURA TECNOLOGICA, cosa che mi ha piacevolmente stupito, rappresentata dal SEGUGIO MECCANICO che i pirofili hanno alla Casa del Fuoco.
Dal libro: "Il Segugio Meccanico dormiva, ma senza dormire, viveva, ma senza vivere, nel suo canile dolcemente ronzante, dolcemente vibrante, tutto soffuso d'una luce blanda, in fondo a un angolo buio della casa del fuoco.
La luce fioca dell'una dopo mezzanotte, la luce della luna che pioveva dal gran cielo aperto incorniciato nell'intelaiatura della finestra immensa, sfiorava qua e là il bronzo, il rame, l'acciaio della belva percorsa da un lievissimo tremito. La luce sfavillava su perline color rubino e sui sensibili peli capillari nelle narici irsute di nylon della creatura che fremeva, vibrava lievissimamente con le otto zampe disposte come quelle di un ragno sotto il corpo su zampe dai cuscinetti di gomma."
MOLTO CARINO, vero? ^_^
Nel film, purtroppo, non c'è!

Un giorno come tanti altri, Montag si reca per l'ennesima pulizia nella casa di una vecchietta. La donna nascondeva dei libri. Anche se solo di sfuggita, legge una riga "Il tempo si è assopito nel gran sole del meriggio". Come fosse stata incisa da un ferro rovente, quella frase gli rimane in testa. Nasconde il libro salvandolo dalle fiamme. La donna si lascerà bruciare con i libri.
Che scena! In più la signora parla citando frasi di libri.
Nel film è resa benissimo!
In casa della vecchietta, Montag ruba un libro e inizierà a leggerlo di nascosto, in casa e di notte. Non si fermerà a questo solo. Le letture cambieranno il suo modo di vedere le cose. Inizierà a "pensare", a riflettere su chi e cosa lo circonda. E' bellissimo!

Fin qui, spero di avervi incuriosito per la lettura.
In Libri e Caffèlatte prosegue con l'avviso di SPOILER.

CONCLUSIONI: F451 è sicuramente un libro da leggere! Un libro che fa riflettere sull'importanza che ha il nostro bagaglio culturale. Non saremmo ciò che siano senza "quel che c'è stato". L'idea di fondo del libro mi è piaciuta però non sono rimasta colpita come 1984 di Orwell.
Forse perchè F451 è più satirico che cupo.
Montag ha molte libertà rispetto a Winston di '84. Ha un moglie anche se deprimente fino all'inverosimile. Ha una casa, ha modo di trascorrere delle serate piacevoli. Insomma, ha una vita anche se sente che qualcosa gli manca. Winston no!
Orwell mi ha marchiata a fuoco, Bradbury si è lasciato leggere bene ma niente marchio.
A mio avviso, hanno anche due spessori diversi.
Orwell è riuscito a dare verosimiglianza a un mondo claustrofobico e totalitarista laddove Bradbury ha tentato di far solo riflettere sull'importanza del fruire delle idee e della conoscenza.
In entrambi i casi risalta la necessità di comunicare le opinioni e le emozioni liberamente ma in 1984 i toni grigi contribuiscono nell'esaltare la scintilla di speranza che Winston cerca. Che trova e gli viene strappata via senza pietà. Al contrario, Montag mi è sembrato più un personaggio con un disagio ma non di vitale importanza.
Comunque lo PROMUOVO senza dubbio.

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

lunedì 30 maggio 2011

Flatlandia di E. A. Abbott


LA RECENSIONE COMPLETA E' QUI!

Dire che questo "racconto" del 1884 è una perla del genere UCRONIA (DISTOPIA) è dir poco!
"FLATLANDIA, racconto fantastico e più dimensioni" è più una visione, secondo me. Edwin A. Abbott ha avuto un'illuminazione e ha creato un'opera MOLTO ORIGINALE, UNICA con protagonista QUADRATO che vive in FLATLANDIA. Per quadrato intendo proprio lui ^^
Quadrato, il protagonista^^
La storia è semplice, a un primo livello di lettura.
Nella prima parte, Quadrato racconta la sua società e il suo mondo "piatto" a NOI abitanti di SPACELAND, noi che viviamo in TRE DIMENSIONI.
Nella seconda, che io ho preferito, narra del suo incontro con SFERA. Un incontro che lo sconvolgerà perchè rivelatore di un'altra dimensione oltre alle sue due, di un'altra civiltà insomma. Avendo difficoltà di comprensione, Sfera lo porta con sè e gli mostra le differenze.
Un po' come se si trovasse davanti un alieno, Quadrato ascolta le verità di Sfera e cerca di razionalizzarle. E' affascinante! Attraverso le riflessioni di Quadrato, e qui arriva un secondo livello di lettura, Abbott dipinge anche una SATIRA alla sua società londinese dell'ottocento. Ma non solo, e qui c'è un terzo livello, affronta anche la MATEMATICA E LA GEOMETRIA come mai nessuno prima. 
UN GENIO! Che dire di più? ^^

Cover di "FLATLAND, A ROMANCE OF MANY DIMENSIONS" del 1884
Questo libro è stato una scoperta piacevole, istruttiva e, per certi versi, divertente.
Ecco quindi che ho pensato di segnalare FLATLANDIA con poche righe come recensione perchè, a mio avviso, se dico troppo rovino la lettura, che è stata sicuramente particolare.

INCIPIT (dalla versione Adelphi)

PARTE I
QUESTO MONDO
«Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo»

1 - Sulla natura della Flatlandia
Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio.
Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al loro posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma - consistenti, però, e dai contorni luminosi.
Così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. Ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose.

Abitazione di Quadrato
TRAMA (dalla versione di Bollati B. Ed. nel SITO QUI!):
Questo libro, e il film animato che ne è stato tratto, sono l’avventura di un quadrato: ci riguarda tutti però. Una forma geometrica ben nota sin dai tempi dell’antica Grecia, descritta da Euclide, una forma semplice, che cavalca la storia delle civiltà sino ad arrivare alle soglie del XX secolo. Ed entrare come protagonista dell’arte, del design dei nostri tempi. Perché, come ha scritto Bruno Munari, «il quadrato non ha stili», funziona sempre. 
Quadrato è il protagonista di questo libro di Abbott intitolato "Flatlandia" (Il mondo piatto) scritto nel 1884. Un’avventura alla scoperta della terza dimensione, lasciando il paese piatto delle origini, sino a sognare, immaginare la quarta dimensione e dimensioni ancora più alte, che diventeranno visibili grazie ai matematici in quegli stessi anni. Un’avventura che parla di geometria, di nuovi mondi, di creatività e fantasia, di libertà. Una storia molto attuale, in cui hanno spazio anche i diversi, i geometricamente diversi, ovviamente. Che turbano, creano scompiglio nel regno della regolarità.


I DUE ASPETTI-IDEE DEL LIBRO CHE HO APPREZZATO DI PIU': la Gerarchia Geometrica e le Femmine Filiformi.
La Gerarchia in Flatlandia è in base al numero dei lati del poligono, più lati si ha e più in alto si è. Quindi un triangolo sarà nella classe più bassa mentre un poligono con molti lati e con la forma il più vicino possibile al cerchio sarà addirittura un "privilegiato".
Invece, le femmine sono viste come linee rette ma appuntite. Temibili e, alle volte, invisibili. Le donne sono anche passionali e isteriche. Forse nell'ottocento erano viste così da Abbott ma rimane il fatto che anche oggi siamo "temibili" e sappiamo essere "invisibili" ... uh uh uh!^^

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

mercoledì 18 maggio 2011

GIRLFRIEND FROM HELL di Germano M.

BOOK & NEGATIVE
Cover Luca Morandi
La segnalazione è QUI!

INCIPIT 
Non sono ancora leggenda. Ma ci sto lavorando.
Lei accarezza il pancione, accanto a sé il fucile. Non lo lascia mai. E neanch’io.  
Non ho imparato a usare altre armi da fuoco. So maneggiare solo quella. E so come preparare le cartucce a pallettoni. Ricordino di un’infanzia felice e di un amico che aveva per padre un cacciatore. 
Oltre che tirare alle lepri, tiro ai Gialli. Non c’è tutta questa differenza, dopo tre anni. 
Ero qui a riflettere. Non ho mai creduto alle streghe, ma se gli infetti esistono e io mi trovo qui con lei, e fuori c’è la fine del mondo, vuol dire che esistono anche loro.  
Le streghe, da tempo immemore, sono quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est 1.
Oppure ho solo visto troppi film.
Comincio a essere stanco.

TRAMA: Anno 2015. La Gialla, un morbo che tramuta gli esseri umani in bestie antropofaghe, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventi che hanno condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.

BANNER SB
Dal mondo del SURVIVAL BLOG  
un'avventura TOTALMENTE AUTONOMA E INDIPENDENTE
NON è uno spin-off, l'autore ci tiene a precisarlo nel suo articolo, ma una "storia di amore e morte" vissuta da Hell, il personaggio protagonista blogger che chi ha seguito il progetto SB conoscerà già per i suoi post scritti dal 26 novembre 2010 al 5 febbraio 2011 su Book&Negative.

L'ebook è GRATUITO e SCARICABILE QUI! 
dove troverete anche altre informazioni.


CONCLUSIONI: Mi è piaciuto! Si legge bene, è scorrevole. Lo stile usato è più che asciutto, le frasi sono cortissime! Anche troppo, secondo me. Forse, non c'è tempo per Hell di usare aggettivi con gli zombie nei dintorni, solo tanta musica in sottofondo. Cosa che ho apprezzato molto.
In alcuni momenti mi sembrava di "vedere" un film originale di Carpenter^^
La trama scorre liscia, con un crescendo di isolamento nei confronti del mondo. Un mondo che sta morendo.
Come in ogni post-apocalittico che si rispetti c'è anche una particina per il cane, e mi sembra giusto^^
Piacevole l'unione sul finale col SB di Girola e di Riccione che trovano, con i loro amici sopravvissuti, un apprezzabile/giusta chiusura.
Nota: ci sono numerosi dialoghi in inglese ma tanto c'è la traduzione! ;)
Nota 2: il libro è indipendente. Rientra nel Survival Blog ma non è necessario aver letto tutto o qualcosa per comprenderlo. Ma a chi invece avesse letto gli altri post o ebook, coglierà i riferimenti.
PROMOSSO!

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

domenica 15 maggio 2011

1984 di Orwell

Quello che segue è una parte della recensione di Libri e Caffèlatte.
Alla fine troverete il link per proseguire^^


LUI mi ha detto che due più due fa cinque.
... è BUONO!

Parole come ONORE, GIUSTIZIA, DEMOCRAZIA, SCIENZA E RELIGIONE non esistono più, sono state CANCELLATE perchè erano ERETICHE quindi SBUONE!
Le parole non sono importanti, non lo sono mai state. Le parole cambiano le persone e fanno riflettere, e questo è sbuono! Lui lo ha detto!
Lui sa tutto!
Lui ha posto rimedio alla malattia del pensare.
Lui ha le risposte, e le domande.
PERCHE'
Riflettere è sbuono!
Pensare è sbuono!
Amare è sbuono!
Vivere è sbuono ... servire il Partito è vita!
Il PARTITO!

Il Partito ha tre slogan:

LA GUERRA È PACE
LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
L'IGNORANZA È FORZA

Io lavoro al Ministero della Verità e sono uno dei pochi che ancora conosce l'ARCHEOLINGUA, una lingua del passato. Una lingua sbuona, complicata, piena di equivoci e dubbi, che il Partito sta convertendo in NEOLINGUAARCIPIU'BUONO! 
Entro il 2050 TUTTO sarà in Neolingua, tutto sarà IPERBUONORE!
Poche parole, quelle buone scelte da LUI, senza più i sinonimi e i contrari, che creano ARCHIPENSARE, con una nuova struttura sintattica, senza il periodo ipotetico.
VENTRALSENTIRE! 
Il passato va sistemato, modificato. VA RISCRITTO.

"Chi controlla il passato controlla il futuro. 
Chi controlla il presente controlla il passato."

Nuovi articoli e nuove foto buone, quelle che dice LUI.

LUI
IL GRANDE FRATELLO 
VI GUARDA
SEMPRE!
OVUNQUE!
"(...)Nello stesso momento, però, facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo, 
la sua minacciosa figura si dissolse per lasciare il posto al volto del Grande Fratello, 
i capelli e i baffi neri, irraggiante forza e una misteriosa serenità. 
Così grande che quasi riempiva lo schermo. 
Nessuno udì quello che il Grande Fratello stava dicendo. 
Erano solo parole d'incoraggiamento, di quelle 
che si dicono nel fragore della battaglia, impossibili a distinguersi, 
ma che fanno riacquistare fiducia per il solo fatto di essere pronunciate."
Al lavoro...
"Nelle pareti del cubicolo si aprivano tre orifizi:
a destra del parlascrivi, un piccolo tubo pneumatico per i messaggi scritti,
a sinistra un tubo più grande per i giornali, e al centro,
ad agevole portata del braccio di Winston,
un'ampia feritoia oblunga protetta da una grata metallica.
Quest'ultima serviva a eliminare la carta straccia.
Nell'intero edificio vi erano migliaia, anzi decine di migliaia di feritoie simili,
ubicate non solo nelle singole stanze, ma anche nei corridoi,
non troppo distanti l'una dall'altra.
Per chissà quale motivo le avevano soprannominate "buchi della memoria".
Quando qualcuno sapeva che un certo documento doveva essere distrutto,
oppure vedeva per terra un pezzo di carta in tutta evidenza gettato via,
automaticamente sollevava il coperchio del buco della memoria più vicino
e ve lo lasciava cadere dentro, dove un vortice di aria calda
l'avrebbe trasportato fin nelle enormi fornaci nascoste
da qualche parte nei recessi del fabbricato."
A casa...
"All'interno dell'appartamento una voce pastosa leggeva un elenco di cifre
che avevano qualcosa a che fare con la produzione di ghisa grezza.
La voce proveniva da una placca di metallo oblunga,
simile a uno specchio oscurato, incastrata nella parete di destra."
Un giorno incontro lei, la ragazza dai capelli neri, e mi da "un pezzetto di carta piegato in quattro".
Di nascosto lo prendo, di nascosto lo leggo.
L'avevo già vista durante i Due Minuti d'Odio, era bastata quella fascia scarlatta in vita per farmela detestare subito. Giovane, bella e frigida come tutte quelle della Lega Giovanile Antisesso! Eppure, quella scritta "in grossi caratteri vergati con calligrafia incerta" mi ha confuso ... TI AMO.
PSICOREATO, lo so!
Eppure quelle parole mi hanno fatto rinascere il desiderio di vivere!
Di pensare e di dire:

"Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. 
Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente."

CLASSICI MODERNI
OSCAR MONDADORI

INCIPIT (extended)

PARTE PRIMA
I
Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli.
Winston si diresse verso le scale. Tentare con l'ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell'Odio, durante le ore diurne l'erogazione della corrente elettrica veniva interrotta.
L'appartamento era al settimo piano e Winston, che aveva trentanove anni e un'ulcera varicosa alla caviglia destra, procedeva lentamente, fermandosi di tanto in tanto a riprendere fiato. Su ogni pianerottolo, di fronte al pozzo dell'ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava dalla parete.
Era uno di quei ritratti fatti in modo che, quando vi muovete, gli occhi vi seguono. 
IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso.

TRAMA (dalla quarta di copertina): L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua.
Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

PROSEGUE SU LIBRI E CAFFELATTE
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