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lunedì 16 gennaio 2012

[libro] EverWorld 12 -SOS per il grande mago di K.A. Applegate

Fonte Libri e Caffelatte
AVVERTENZE: Essendo il libro conclusivo, la recensione contiene il finale della saga.
!!! SPOILER !!!
cover MONDADORI
INCIPIT + CAPITOLO 1
LA COSA GIUSTA DA FARE
Nessuno mi aveva costretto a uccidere Senna. L'avevo fatto perché avevo voluto farlo. Perché ero convinta che fosse la cosa giusta da fare. E ne ero tuttora convinta. Eppure, ad ogni momento che passava, ad ogni passo che facevo, il senso di colpa diventava quasi insostenibile.
Io volevo solo andarmene via da Everworld. Non c'era posto per me, qui. Volevo solo tornare a casa e dimenticare tutto. Era questo il mio sogno impossibile. Nel mondo reale uccidere Senna non sarebbe mai stato un atto giustificabile. Qui a Everworld, era stato necessario.

CAPITOLO I
Sette. Sette sopravvissuti. Gli unici scampati all'orrore.
Eravamo su una collina, davanti a ciò che restava della contea di Merlino. Era stato Merlino il Magnifico a condurci sin lì, a farci fuggire dal castello attraverso un tunnel che si apriva sotto il mastio e passava sotto il fossato. Merlino. Un mago potente, ma ora umiliato, preoccupato. Incapace, come tutti noi, di ignorare la grama realtà di quanto avevamo appena visto con i nostri occhi.
Lo sterminio quasi totale delle forze di Loki, il dio della distruzione dei miti nordici. La repentina e indubbia uccisione del figlio di Loki, il gigantesco lupo Fenrir. E la distruzione quasi totale dell'esercito di re Camulos. La sua morte. Il trionfo della tecnologia delle armi moderne su archi e frecce, sulla forza bruta dei troll, sulla mole inconcepibile di una creatura mitologica che, qui a Everworld, era reale.
Un po' più indietro rispetto a Merlino c'erano Etain, la principessa irlandese per metà di sangue elfo, e sua madre, la regina Goewynne, del popolo degli elfi. Senza più una casa, scacciate dal loro regno, dalla contea di Merlino. Re Camulos, padre dell'una e marito dell'altra, era morto.

Etain. Capelli rossi, occhi azzurri, pelle perfetta, vestita come una principessa irlandese delle fiabe, con una lunga veste dalla scollatura profonda, ora a brandelli e imbrattata di sangue. Etain aveva tutto il fascino di una vera bellezza irlandese, ma non solo. Etain era intelligente e curiosa, era assennata e consapevole delle questioni di stato. Era al cento per cento la figlia di un re. Adesso, era la figlia di un re morto. Era un'esiliata.
Goewynne. Fino a quella mattina, sovrana benigna e potente della contea di Merlino, a fianco di re Camulos. Goewynne poteva far pensare a una signora dell'alta società, di cui però non aveva la boria, ma solo l'eleganza e la grazia e la profonda consapevolezza del proprio ruolo. Fisicamente era bella: lunghi capelli neri e setosi e occhi di un azzurro chiarissimo, che ora sembravano grigi per la profonda tristezza. Goewynne era stata sposa devota di re Camulos.
Adesso era una vedova, la faccia gonfia e contusa per le percosse ricevute da un Sennita. Eppure, riusciva in qualche modo a conservare un'aria di regalità. Non riuscivo nemmeno a immaginare quanto le fosse costato restare così padrona di sé mentre la società ordinata e pacifica della contea di Merlino veniva distrutta, schiacciata dalla tecnologia di una società più avanzata e più civilizzata. Una tragica e perversa ironia della sorte.

La contea di Merlino era una deliziosa cittadina portuale dell'Irlanda, o meglio, della versione everworldiana dell'Irlanda. Un porto pittoresco, un parco, case di pietra calcarea dai tetti di paglia o di tegole. Strade acciottolate, piccoli e prosperi negozi, persino una linea tranviaria.
Adesso niente di tutto questo esisteva più. Ogni casa sventrata e bruciata, gli abitanti torturati, massacrati, costretti a fuggire dalle loro abitazioni.
L'Irlanda. Era il posto più bello che avessimo visitato qui a Everworld. Terra dei Tuatha De Danaan, sacra isola del Daghdha. Solo che ora il Daghdha era morto, ucciso da Ka Anor.
Ma, anche senza il padre dei suoi dei, questa Irlanda aveva prosperato in pace per duecentonove anni. Da quando il Consiglio di Pace si era riunito al Magh Tuireadh. Da quando gli irlandesi avevano scelto di seguire la via indicata da Merlino.
L'Irlanda dunque prosperava da più di duecento anni. Fino al nostro arrivo. Quattro ragazzi venuti del Vecchio Mondo. Seguiti poco dopo da Senna e dalla sua banda di forsennati, carichi di armi, che Everworld non aveva mai visto prima. Le avevano usate contro il popolo irlandese.

Quattro ragazzi di un quartiere a nord di Chicago, Illinois. Vestiti con un bizzarro assortimento di indumenti sporchi che da tanto tempo ormai avevano perso ogni somiglianza con degli indumenti "civili" o alla moda.
David, il capo, perché lui aveva bisogno di fare il capo, perché noi avevamo bisogno che lui facesse il capo. Il responsabile. L'eroe. Colui che ancora possedeva la spada di Sir Galahad. Pesto, insanguinato e pieno di li-vidi, ma dritto e altero.
Jalil, l'uomo di scienza, la voce della ragione. Il più intelligente. Coraggioso, pure. Spietato, mai sentimentale, attento al proprio tornaconto, quando serviva. Ma decisamente affidabile. Mi aveva salvato la vita in più di un'occasione, non senza correre gravi rischi in prima persona. Adesso la pubblica umiliazione che crudelmente Senna gli aveva inflitto lo aveva spezzato nell'intimo. Resisteva stoicamente, dritto, lo sguardo fisso davanti a sé.
E poi c'era Christopher. Aveva portato in braccio Etain dal castello lungo tutto il tunnel di pietra buio e umido e l'aveva lasciata solo quando avevamo raggiunto la cima della collina.
Solo pochi momenti prima Christopher era schiavo della magia di Senna, era pronto a tradirci tutti, mi teneva un mitra puntato alla testa. Ma adesso era libero da Senna. Era ferito e scoraggiato, ma era tornato uno di noi.
E infine c'ero io. April O'Brien. Era stata Goewynne a condurmi via dal castello, tenendomi per mano come se fossi in trance, come se fossi stordita, sotto shock. Mi aveva condotto sulla collina, lontano dalla scena del crimine.
April O'Brien. Una persona rispettabile e buona in un mondo. Un'assassina nell'altro.
Eravamo rimasti solo in quattro, perché Senna era morta.
L'avevo uccisa io.

TRAMA e CONCLUSIONI: E' finita. Senna non c'è più. I ragazzi svaniscono nel mondo reale e rimangono a combattere in Everworld. Il resto importa poco.
E' un finale un po' malinconico, speravo in un finale "col botto".
In realtà, la guerra prosegue ma Applegate si ferma qui. Loki, Thor, Odino e Baldur si uniscono contro Ka Anor per liberare Everworld dai Senniti, ma April si addormenta con questa frase nella mente:
-"Si vive soli e si muore soli". Siamo soli quando veniamo al mondo, siamo soli quando ne usciamo. Soli. Ed è nostra la scelta di tornare indietro o di andare avanti.-
!!! FINE SPOILER !!!

Forse è un finale giusto, ma dopo 12 libri speravo in un finale "finale". Questo sembra più una "pausa". Uno stand by, insomma. Anche alcune domande su Senna, non sono state del tutto chiarite. Pazienza.
Rimane una saga piacevole, per un lettore che cerca svago e azione.
Questi ragazzi mi mancheranno, mi ero affezionata. Anche Everworld, infondo.
SAGA PROMOSSA!

sabato 14 gennaio 2012

[libro] EverWorld 11 - L'inganno del mago di K.A. Applegate

Fonte Libri e caffelatte
Cover MONDADORI
INCIPIT
IN UN SOLO BOCCONE
La lingua era grande come me ed era fermamente decisa a spingermi sotto quei dentoni tritatutto.
Ero un boccone di pizza troppo grosso, uno stuzzichino fuori misura...
I denti si richiusero. Li schivai per un millesimo di secondo, ma il movimento convulso mi fece perdere la presa, la lingua mi colpì, mi spinse di lato, e mi ritrovai a pancia in su, con quei dannati dentoni piantati nella schiena.
Ero in posizione, immobilizzato, incastrato tra la lingua e la guancia.
La bocca si aprì, entrò un filo di luce, ma fu sufficiente a veder calare con forza i denti superiori.
Prevalse l'istinto: rotolai via, spinsi contro la carne cedevole della guancia, sembrava un palloncino mezzo sgonfio. Mi scansai nell'attimo stesso in cui i denti si chiudevano, e di colpo ero un grosso boccone, in lacrime, urlante, bagnato di pipì, incastrato tra i denti e la guancia...
Afferrai la punta della lingua e la spinsi in modo che mi passasse sopra il corpo.
Mi scivolò sulla faccia, sul petto, e sgusciò via. Ma in qualsiasi momento poteva venire in mente al gigante di usare un dito. O di darsi uno schiaffo sulla guancia. E io sarei stato schiacciato...

TRAMA: Chris, nemmeno a dirlo, non viene mangiato.
Riesce a togliere un dente al gigante, anzi due, e a sgusciare fuori. Sembrerebbe una trovata banale, ma subito dopo troviamo una splendida giovane, Etain, che è in grado di controllarlo. Quindi Chris non schiatta grazie a lei. Se ne innamora a prima vista.
Etain spiegherà loro di essere nella terra dei Tuatha De Danann, sull'isola del Daghdha, in Irlanda. Non la stessa Irlanda del loro mondo, ovviamente.
Il gigante Lorg è uno dei Fomorii, un popolo "impetuoso" che difende quelle terre.

Nel villaggio di Etain c'è la luce elettrica, il tram, il telegrafo ... insomma, Chris si trova a suo agio.
In molti sono Druidi, Etain compresa. Gli ospiti vengono accolti bene. Sembra andare tutto al meglio, ma un giorno Lorg viene ritrovato morto. Caduto sotto una raffica di proiettili. 
Da quel evento è un susseguirsi di supposizioni su chi possa aver portato in EverWorld le armi dell'altro mondo.

L'ingresso di un altro "umano" sconvolge le carte in tavola. I ragazzi si rivolteranno contro Senna, non che prima l'amassero. Ne erano più che altro intimoriti.
Un cambio di schieramento, il ritorno di Merlino, un assedio al castello ... portano sempre più vicino al finale.

OPINIONE: Manca poco, pochissimo. Questo penultimo capitolo non delude. Chris ha un momento di cedimento quando cade vittima di Senna, ma per fortuna si riprende. Alla prossimo e ultimo!

I precedenti libri di EverWorld sono QUI!

giovedì 17 novembre 2011

EverWorld 10 - Mondi Sommersi di K.A. Applegate

Fonte LIBRI E CAFFELATTE
MONDADORI
INCIPIT
ACQUA, OVUNQUE...

Gli squali non erano grandi per gli standard di Everworld, ma erano sicuramente grandi. Nessuno era inferiore ai sei metri di lunghezza. Sei lunghi metri di squalo affamato. Con uno scatto repentino e fulmineo, uno degli squali strappò un nano dal suo sedile e lo spezzò in due.
Le gambe, che ancora scalciavano, caddero fluttuando lentamente e lasciando dietro di sé una scia di sangue. La folla strillò. Quelli più vicini furono presi dal panico, ma i più lontani apprezzarono molto la scena. Nettuno scoppiò in una folle risata che riecheggiò in ogni angolo dell'arena.
Ed ecco che il dio e i suoi seguaci erano di nuovo dall'altra parte del muro d'acqua, di nuovo nei loro comodi sedili, pronti ad assistere allo spettacolo della carneficina.
«Non possono uscire di lì, vero?» piagnucolò Christopher.
«Grande Atena, salvaci!» gridò Nikos.
Lo squalo più vicino si avvicinò alla barriera che separava l'aria dall'acqua. E continuò a nuotare. A mano a mano che il muso emergeva dalla nostra parte, si formava una bolla d'acqua che avvolgeva l'animale.
Nella sua bolla ondulata, lo squalo continuò a nuotare nell'aria. Adesso aveva le fauci spalancate. File e file di denti fitti e acuminati.
Puntava su di noi...

TRAMA: siamo col POV di David. Il gruppo è in nave. Lasciatosi alle spalle l'Egitto insanguinato e in rovina, con le divinità "distrutte", David, Chris, Senna, April e Jalil cercano di tornare sull'Olimpo per aiutare gli dèi nella guerra contro gli Hetwan.
Siccome non c'è tregua in EverWorld, arriva NETTUNO

Dal libroUna figura enorme stava emergendo dal vortice verde. Era ondeggiante, ma si poteva distinguere un vago profilo. Un uomo, un essere umano, o almeno una creatura che vagamente ricordava una forma umana. Un dio. Sicuramente un dio. Trasparente, come una smisurata noce di gel per capelli gonfia sul pelo dell'acqua, emersa dalle profondità marine, in continua trasformazione.
E dentro la creatura, parte della creatura stessa, dentro la pancia, dentro la testa, c'erano quelli che sembravano delfini, squali, razze e altre creature marine che non seppi riconoscere. Potevano anche essere fasci di alghe. O magari balene. Quella creatura era sicuramente grande abbastanza.

Bellissima! Mi è piaciuta un'altra cosa su Nettuno, una precisazione che non si legge spesso. Una creatura di tali dimensioni non parlerebbe "normalmente" e un uomo non la percepirebbe altrettanto normalmente.
Infatti, da libroE a quel punto, l'essere d'acqua parlò. I timpani quasi mi scoppiavano e gli occhi mi si chiudevano per la potenza del suono, i piedi slittavano sul legno e caddi in ginocchio sul ponte. La voce parlò, gridò, ruggì come un sistema di amplificazione troppo potente in una sala cinematografica troppo piccola. La voce sembrava venire da tutta quella massa d'acqua animata di vita, non da un punto in particolare: non c'erano labbra che si aprivano, non c'era una lingua che si muoveva.
Un dettaglio, forse, ma a mio avviso molto sensato. Spesso si leggono di creature gigantesche che parlano agli umani senza tener conto dei "dettagli" che l'autrice invece ha giustamente precisato. Bene! ^^

PROSEGUE SU LIBRI E CAFFELATTE

venerdì 16 settembre 2011

EverWorld 8 e 9 di K.A. Applegate

Per gli altri libri della saga ecco i link:
-Libri 2010 (volumi 1, 2, 3 e 4)
-Libri 2011 (volume 5 QUI!)
-Volume 6 QUI!
-Volume 7 QUI!

"EverWorld 8 - L'albero dei due Mondi"
MONDADORI
INCIPIT
FUOCO!
Le fiamme guizzavano, lingue di fuoco rosse, gialle, dorate si alzavano dal basso. Doppio tormento: il fuoco e la paura del fuoco. Stavo per bruciare vivo.
Le fiamme avvolsero il tronco dell'albero in un lampo, un fuoco innaturale, troppo veloce, avanzava troppo rapidamente. Le fiamme salirono lungo il tronco e si fermarono proprio sotto a David. Si propagarono sui rami, come se qualcuno li avesse cosparsi di benzina.
Sentii delle grida, alcune umane, altre no. I demoni danzavano tra le fiamme, felici nel loro elemento. Si riempivano le mani di fuoco e se lo gettavano sul viso, come se fosse acqua, e ridevano al vederci gridare, piangere, implorare.
La voce di David era un grido roco. Continuamente ripetuto. O era la mia? Dalla gola mi usciva un suono agghiacciante, un suono che non avrei mai saputo produrre di mia volontà, un suono spremuto dagli angoli più oscuri e remoti della mia mente. Soffocavo nel fumo, nel vomito del demone, nel mio stesso terrore.
Poi... un sibilo, un movimento velocissimo, un'ombra roteante e scintillante. Colpì il tronco e proseguì il volo. Il tronco scivolò giù, tagliato in obliquo a pochi centimetri dai piedi di David. Altri sibili, altri ancora. Una lama passò attraverso una delle creature, che non venne ferita, ma smise di ridere.

Monte Olimpo (immagine presa QUI!)
BREVE RIASSUNTO FINO A QUESTO PUNTO E TRAMA: Il punto di vista è quello di Jalil, diviso tra Everworld e il mondo reale dove cerca di avere un primo appuntamento con Miyuki, la ragazza dei suoi sogni.
Dopo essere stati sull'Olimpo, dopo una battaglia con e tra gli dèi stessi, il gruppo di amici (Jalil, Chris, David a April) si ritrovano con Senna. La dèa Athena la salva, in realtà, ingaggiando una vera sfida con gli altri dèi. 
Tutto per colpa dei ragazzi stessi che hanno portato in Everworld la polvere da sparo! Le cose si stanno complicando molto.

Everworld è come una bolla, per capirci. Tutti gli dèi si unirono per crearla. Ci misero dentro tutto quello che nel nostro mondo erano le civiltà perdute, i miti, le leggende.
Problema: altri "immortali" di un'altra galassia hanno deciso che Everworld era "carino" e l'hanno voluto conquistare. Hanno fatto breccia nella bolla e iniziato una guerra. Gli "alieni" al momento sono rappresentati dagli Hetwan e dagli Coo-Hatch. Il dio degli Hetwan, Ka Hanor, si nutre degli altri dèi.
Quando David, Chris, April e Jalil furono rapiti dai Coo-Hatch, popolo che lavora perlopiù i metalli, per salvarsi la vita gli diedero un libro di chimica. Da lì, senza volere, i quattro amici hanno generato uno squilibro fortissimo e a loro danno.
I Coo-Hatch vogliono solo andarsene da Everworld e pretendono che Zeus li aiuti. Da lì lo scontro sul monte Olimpo. Peccato che solo Senna possa condurli a casa, forse.
Il personaggio di Senna inizia a farsi più definito.
E' una sorta di porta, un'anomalia trans-dimensionale. Ha poteri particolari come quello di cambiare forma e aspetto, riesce a curare e a indurre "il desiderio".
Senna sostiene di poter viaggiare solo da Everworld e il mondo reale e non tra Everworld e il mondo dei Coo-Hatch. Forse però potrebbe sua madre.
Se così fosse, i Coo-Hatch rallenterebbero quegli insettoni degli Hetwan, che vogliono solo impossessarsi del mondo di Everworld a tutti i costi. 

In questo nuovo capitolo i problemi alla base sono che Jalil non se la sente di fare un sacrificio a degli dèi che non venera, una capra. Peccato che la mancanza del sacrificio li abbia fatti infuriare.
In un mondo capovolto, gli Orisha pretendono non più la capra ma la STREGA, cioè Senna.

"EverWorld 9 - Sulle rive del Nilo"
MONDADORI
INCIPIT (extended 1 capitolo)
RIUNIONE DI FAMIGLIA
Merope e le altre Amazzoni armate di arco ci accompagnarono a una stanzetta in fondo al cortile. E fu lì... che parlai a mia madre per la prima volta dopo dieci anni.
«E così sei venuta» esordì lei.
«Non avevo molta altra scelta.»
«Sì, lo so. Le trame di Loki non sono passate inosservate. Ma sei riuscita a sfuggirgli. Sono sicura che è stata una bella impresa. Loki è molto pericoloso, molto intelligente... per essere un dio.»
A questo punto la conversazione si arenò. Era tutto qui? Dovevamo starcene in piedi, imbarazzate, in una stanzetta muffita, come due sconosciute che imbastiscono una conversazione frammentaria mentre aspettano l'autobus?
«Come te la sei passata, Senda?»
«Mi chiamo Senna adesso» la corressi.
Lei aggrottò la fronte.
«Senna? È il nome di una pianta usata in medicina, per lo più come lassativo.»
«Già. Per fortuna i ragazzi a scuola non perdono molto tempo a spulciare i dizionari.»
Lei abbassò gli occhi.
«Come te la sei passata?»
«Come me la sono passata? In questi ultimi dieci anni, da quando mi hai scaricata? Come me la sono passata, l'unica della mia specie, imprigionata in un mondo pieno di idioti ciechi, sordi e muti? Bene, mamma.' Benissimo. E tu, come te la sei passata?!»

CAPITOLO 1

Avevo sette anni quando mia madre mi disse che sarebbe andata via.
Ricordo che le luci del treno erano troppo forti, era impossibile vedere fuori dal finestrino. Il vagone sobbalzava e dondolava. Un uomo dormiva, il mento sul petto, e respirando fischiava. Un'infermiera si era tolta una scarpa bianca e si massaggiava il piede.
Eravamo sedute sui duri sedili di plastica, io e mia madre. Lei era nervosa, molto tesa, e si vedeva bene. Osservava troppo attentamente gli altri passeggeri. Mi parlava sussurrando, tenendo le labbra vicine al mio orecchio. Mi faceva un po' di solletico.
«So che non capisci, Senda. Non puoi capire veramente, non ora almeno. Ma se ti tengo con me, tesoro, se restiamo insieme, avremo dei guai. Ci sono delle persone cattive che potrebbero... non voglio spaventarti, zuccherino, non voglio che ti preoccupi. Devi solo fidarti della tua mammina. Un giorno capirai.»
Mi posò la mano sulla guancia, mi carezzò la faccia e i capelli. E mi baciò sulla tempia.

Fiume Nilo (immagine presa QUI!)
TRAMA: A parlare è SENNA! Iniziamo con lo scoprire che sua madre Anica l'ha mollata al padre quando aveva sette anni. Lui era già sposato con una figlia, April. Restio a tenersi la bimba, viene "ipnotizzato" e circuito da Anica che scompare subito dopo. Il nome della bimba è SENDA ma il fraintendimento proseguirà fino al nuovo incontro con la madre.
Con gli altri del gruppo devono risalire il Nilo, le Amazzoni sono lì per ripulire gli Egizi delle loro ricchezze. La madre di Senna/Senda non si scomporrà molto quando rivedrà la figlia. Anzi, avvertendo il pericolo (Senna è diventata molto potente) non si farà scrupoli a chiamare un vecchio amico, Merlino, che tanto la voleva.
Un capitolo avvincente che spiega molto sulla saga e su Senna.

Il titolo originale è INSIDE THE ILLUSION uscito nel 2000. Per ora è il più bello della saga.
Senna si rivela un personaggio fantastico. Cinico, freddo, egoista, spietato. Considera gli uomini inferiori, cose da usare per i propri fini, sacrificabili per il suo benessere.
Esiste lei e quello che lei vuole: diventare la dèa di Everworld!
Ma ci sono dei compromessi, anche nel mondo "senza senso" di Everworld.

SBALZI TEMPORALI
Siccome Senna controlla il ponte che collega i due mondi, Everworld e quello reale, ovviamente non viene sbalzata come gli altri. E' molto interessante come la Applegate ha mischiato i ricordi di Senna, quindi, con la storia. Ogni tanto è la stessa Senna a raccontarci qualcosa di lei, di quello che le è successo, del suo rapporto con la sorellastra April ma soprattutto ci svela i suoi pensieri.

Questo libretto, vi assicuro essere una perla ^_^

Mancano tre libri alla fine.
Alla prossima.

Nota: sembra che la saga di Everworld non sia stata scritta solo dalla Applegate ma anche da una collega "ghost writer". Secondo me, potrebbe anche essere. Comunque sia, è una saga per ragazzi davvero interessante e di qualità. COMPLIMENTI ALL'AUTRICE UFFICIALE E ALLA GHOST ^^

FONTE: articolo riportato da LIBRI E CAFFELATTE

mercoledì 15 giugno 2011

EverWorld 6 - Inseguiti dagli Hetwan di K.A. Applegate

MONDADORI
Recensione completa QUI!


INCIPIT 
(extended con un anticipo del primo capitolo)

LA QUIETE PRIMA
DELLA TEMPESTA

Mi guardai intorno, e adesso c'era luce...
Il primo pensiero, la prima idea fu di avere davanti una donna bellissima. E, nonostante la faccia che mi si stava gonfiando a vista d'occhio, nonostante la fifa blu, nonostante la rabbia che sentivo contro Jalil e David e anche contro April, sebbene non avesse fatto o detto niente, nonostante tutto questo, ero incantato. Attratto.
L'angelo era bello, con un viso dominato da immensi occhi verdi e luminosi, incorniciato da riccioli d'oro, con una bocca ben disegnata, labbra carnose e denti bianchi e brillanti.
E solo allora, solo dopo essere stato travolto da quella prima ondata di un'improbabile lussuria dei sensi, solo allora mi resi conto che quell'angelo era un uomo.
«Buona sera» disse con una voce al cui confronto i più bei gorgheggi di April sembravano il gracidio di uno stagno di rane. «Il mio nome è Ganimede...»
Restammo a bocca aperta.
Era alto, ma non alto come Loki. E non certo così spaventoso. Era praticamente quasi nudo. L'unica cosa che lo copriva era una specie di lieve drappo bianco che sembrava sempre sul punto di scivolare giù dai fianchi stretti...
Ganimede si avvicinò...
«C'è cibo. C'è vino. C'è amore. "Ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia..."»
«"Di doman non c'è certezza"» concluse April.
Ganimede sembrò sorpreso.
«Sì. Come dici tu, è meglio fare festa, mangiare, bere, stare in allegria, perché non c'è certezza nel domani.»

CAPITOLO I
Dunque, in pratica, le cose ci stavano andando piuttosto bene. Eravamo scappati dal Regno dei Folletti, il che non era stato facile come potrebbe sembrare. Avevamo evitato di essere inceneriti da Nidhoggr, il drago grande come Rhode Island, di guardia alla porta posteriore dell'allegro mondo degli Inferi di Hel. Avevamo venduto il nostro mezzo satiro con un buon margine di guadagno (a dire il vero, noi non avevamo pagato niente per averlo...). Avevamo creato la prima società di telecomunicazioni di Everworld, nel Regno dei Folletti, in cambio di un paio di grosse manciate di diamanti.
Eravamo un gruppo di adolescenti ricchi, allegri e spensierati.
E sarebbe stato tutto perfetto, roseo e dorato, se non avessimo avuto alle costole un sacco di gente: Loki, divinità nordica dalla progenie schizofrenica; Hel, sua figlia, mezza morta e putrefatta e mezza viva e mozzafiato; il secondo figlio di Loki, il Serpente del Midgard (al cui confronto Nidhoggr sembra un girino); Fenrir, il figlio-lupo di Loki, grosso abbastanza da mangiarsi e digerirsi un sofà tutto intero; e infine Merlino, che non è figlio di Loki e probabilmente non è nemmeno cattivo, ma che è pur sempre capace di far tornare in vita un cinghiale arrostito e mandarlo a scannarti.
E adesso, mentre i miei occhioni ancora, pieni di sonno si aprivano a fatica, mentre venivo strappato contro ogni mia volontà dal mondo reale (dove stavo cercando di convincere una ragazza in una chat room su Internet che avevo venticinque anni e avevo fatto i miliardi con i software), adesso, dicevo, mi resi conto improvvisamente che c'era un'altra piccola questione, una cosa da nulla, una nuvoletta nera che rabbuiava la mia visione del mondo altrimenti rosea e serena: eravamo entrati nella terra degli Hetwan.

TRAMAQuesta volta il narratore è Christopher, il mio preferito^^ Il gruppo arriva nella terra degli Hetwan. (Chris dice: "Sono alieni, gli Hetwan. Alti più o meno come un nano. Forse un nano e un quarto. Hanno occhi da mosca e intorno alla bocca tre appendici, simili a piccole braccia, che, non smettono mai di afferrare non si sa cosa nell'a-ria, forse insetti... E hanno le ali."
Conoscono anche  l'ANGELO Galimede, Chris lo descrive così: "Si vedeva ogni singolo muscolo sotto la pelle luminosa, ma non era un Mister Muscolo, un palestrato, uno gonfiato con gli steroidi. Anzi, era piuttosto magro, sebbene non proprio scarno.
Quando si muoveva, si percepiva tutta la sua potenza. Dava l'idea di uno che sarebbe riuscito a passare attraverso un muro di mattoni. Ma dava anche l'idea di uno che si sarebbe spostato per non schiacciare una formica.
Guardai David di sottecchi. Anche lui lo ammirava con gli occhi sgranati e la bocca aperta. Aveva un'espressione considerevolmente stupida. Jalil continuava a deglutire nervosamente.
April guardava Ganimede con ammirazione franca e palese. Se lo divorava con gli occhi. Era patetica. Stava sbavando." 
Faranno conoscenza con Dioniso, con cui Chris si prenderà una bella sbronza ^^
Un nuovo passo verso la scoperta sulla natura di Senna si compie mostrando altre creature di questo mondo fantastico che è Everworld. Un nuovo passo che li porterà fin sull'Olimpo da Zeus.

CONCLUSIONIQuesti libretti sono FANTASTICI! Quando poi parla Chris è ancora meglio! Mi divertono, mi distraggono e non mi stufano mai. Li hanno etichettati erroneamente come "età di lettura 8 anni", ma questo capitolo è un'altra conferma che IN REALTA' sono per TUTTI
Inseguiti dagli Hetwan poi è gestito da Chris che non fa che pensare al sesso, non mi sembra tanto per  un bambino di otto anni! Secondo me, sicuramente sono per un pubblico giovane (più o meno adolescente) ma non sono certo libretti "innocenti" come Geronimo Stilton! 
A mio avviso, sono d'evasione anche per un adulto che cerca una lettura di genere fantastico spensierata, rilassante e di totale svago.
Davvero dei gioiellini. 
PROMOSSO/I
... e la lettura prosegue^^


FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

domenica 12 giugno 2011

EverWorld 5 - Il regno dei Folletti di K.A. Applegate

Breve recensione presa da Libri e Caffèlatte
Mondadori

INCIPIT
IL PATTO CON IL DRAGO
«Nidhoggr» sussurrai.
Nessuna risposta.
Iniziai ad arrampicarmi sulla gigantesca montagna d'oro. E finalmente si accorse di me. La testa enorme si sollevò, mi sovrastava. Un rivolo di quindici litri di napalm gli gocciolava dalle fauci e scendeva nell'oro, fon-dendolo.
«Umano» disse il drago. «Non vedo la mia pietra, né la mia lancia, né la mia spada, né il mio calderone.»
«No» risposi, parlando più forte che potevo.
«Non hai un bell'aspetto.»
«No.»
«Ti restano solo poche ore, umano. La pietra che hai dentro il petto è impaziente di bruciarti.»
Annuii.
«Sì. Lo so. Ma so anche come puoi fare per riavere i tuoi oggetti.»
Il drago mi guardò.
«Sei venuto a cercare di convincermi a cadere nella trappola che i folletti mi hanno teso?»
«No. So della trappola. Se la intendono con il nemico, con gli Hetwan. C'entra anche questo, in parte.»
L'enorme occhio che mi stava davanti si dilatò per la sorpresa.
«I folletti vogliono il tuo tesoro. Gli Hetwan vogliono invadere il regno degli Inferi, e non vogliono dover combattere contro di te per farlo.»
Nidhoggr annuì appena. Era come vedere il dirigibile della Goodyear che dondolava nell'aria.
(continua...)

TRAMA: "Ewerworld. Conati di vomito. Più niente da vomitare. Più niente dentro. Pioggia, pioggia forte, fango dappertutto. Io, disteso sulla schiena, la bocca aperta, a cercare di spegnere la sete ardente con una goccia, una goccia, un'altra goccia di pioggia. Un'ora dopo l'altra. Pioggia sulla faccia, sul petto, dappertutto, pioggia negli occhi, nelle orecchie. Una goccia, un'altra goccia, nella bocca impastata di terra." (David)

CONCLUSIONI: In questo quinto capitolo è nuovamente David a parlare, a pensare. Non mi è simpatico come Chris ma mi piace lo stesso. Non so che dire se non che, sebbene siano per ragazzi, trovo questi libretti godibilissimi. Ci sono molti clichè, sicuramente non sono perfetti e qualche forzatura ogni tanto c'è ma si lasciano leggere volentieri. Unico problema: sono brevissimi e finiscono sempre "tronchi" ... uff! Cercherò di velocizzare la lettura in modo da concludere questa saga ^_^
PROMOSSO


FONTE LIBRI E CAFFELATTE

giovedì 23 dicembre 2010

EverWorld 1 - Senna è scomparsa di K.A. Applegate


INCIPIT

INIZIA LA RICERCA
Accadde il giorno dopo. Fu una cosa terribile.
Era molto presto. Un'alba grigia. Più grigio che alba, a dire il vero, con quelle nuvole gonfie di pioggia e basse sopra il lago. L'aria era pungente, come piace a me quando vado a correre...
Scivolai silenziosamente giù dalle scale. Passai davanti alla stanza di mia madre...
La via era tranquilla...
Mi diressi verso il lago...
Vidi qualcuno seduto in fondo al pontile...
Era Senna, gli occhi fissi sul lago velato di nebbia, le gambe piegate, raccolte vicino al mento. Quasi una bambina. Con addosso un giubbotto di jeans troppo grande per lei. Sembrava così piccola...
E poi vidi gli altri. E loro videro me e, come dire, l'aria pungente del mattino diventò un vento di ghiaccio, mi entrò nella pelle e mi gelò dentro...
«E questo che cosa significa?» ripeté Christopher con un tono di voce più alto. Deliberatamente alto. Forse alto abbastanza perché Senna ci sentisse, se ci stava ascoltando.
«Prova a chiederlo a lei» disse April.
Lentamente Senna si alzò in piedi. Si voltò e ci guardò. Era forse a una trentina di metri di distanza.
Vidi il turbamento dipinto sul suo viso. Le sue labbra formarono la parola "no".
E poi l'universo intero si lacerò...


TRAMA E CONSIDERAZIONI:
A pelle mi è subito piaciuto, le prime pagine non sono male. 
La prima cosa che ho pensato: "... è strano!"
"C'è un posto che non dovrebbe esistere. Ma c'è. Ci sono creature che non dovrebbero esistere. Ma esistono. Benvenuto nella terra dove tutti i sogni e gli incubi diventano realtà. Possono essere mortali. Benvenuto a Everworld. Un mondo di spada e magia."
Ho finito il primo: è carinissimo! 
E' per ragazzi ma oltre che scorrevole si è rivelata anche una lettura gradevole.
Scritto in prima persona, qui a parlare è David, narra le avventure di quattro ragazzi che si ritrovano in un altro mondo Everworld ma senza volerlo. Soprattutto senza controllo, ogni tanto ritornano nel loro mentre fanno le solite cose di tutti i giorni.
Davvero simpatiche alcune battute. 
Ho riso troppo quando, durante un raduno di vichinghi a una dei ragazzi protagonisti viene chiesto d'intonare un canto. Lei risponde che non conosce canzoni di battaglie. Il suo amico la invita a cantare cmq, ne va della loro vita. Le dice di pensare a una canzone con le parole kill o blood e roba del genere. Così lei intona "Killing me softly" (per chi non la conoscesse è d'amore) ... alla fine i vichinghi si commuovono come pupi ^_^

FONTE LIBRI E CAFFELATTE

 
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