venerdì 16 settembre 2011

EverWorld 8 e 9 di K.A. Applegate

Per gli altri libri della saga ecco i link:
-Libri 2010 (volumi 1, 2, 3 e 4)
-Libri 2011 (volume 5 QUI!)
-Volume 6 QUI!
-Volume 7 QUI!

"EverWorld 8 - L'albero dei due Mondi"
MONDADORI
INCIPIT
FUOCO!
Le fiamme guizzavano, lingue di fuoco rosse, gialle, dorate si alzavano dal basso. Doppio tormento: il fuoco e la paura del fuoco. Stavo per bruciare vivo.
Le fiamme avvolsero il tronco dell'albero in un lampo, un fuoco innaturale, troppo veloce, avanzava troppo rapidamente. Le fiamme salirono lungo il tronco e si fermarono proprio sotto a David. Si propagarono sui rami, come se qualcuno li avesse cosparsi di benzina.
Sentii delle grida, alcune umane, altre no. I demoni danzavano tra le fiamme, felici nel loro elemento. Si riempivano le mani di fuoco e se lo gettavano sul viso, come se fosse acqua, e ridevano al vederci gridare, piangere, implorare.
La voce di David era un grido roco. Continuamente ripetuto. O era la mia? Dalla gola mi usciva un suono agghiacciante, un suono che non avrei mai saputo produrre di mia volontà, un suono spremuto dagli angoli più oscuri e remoti della mia mente. Soffocavo nel fumo, nel vomito del demone, nel mio stesso terrore.
Poi... un sibilo, un movimento velocissimo, un'ombra roteante e scintillante. Colpì il tronco e proseguì il volo. Il tronco scivolò giù, tagliato in obliquo a pochi centimetri dai piedi di David. Altri sibili, altri ancora. Una lama passò attraverso una delle creature, che non venne ferita, ma smise di ridere.

Monte Olimpo (immagine presa QUI!)
BREVE RIASSUNTO FINO A QUESTO PUNTO E TRAMA: Il punto di vista è quello di Jalil, diviso tra Everworld e il mondo reale dove cerca di avere un primo appuntamento con Miyuki, la ragazza dei suoi sogni.
Dopo essere stati sull'Olimpo, dopo una battaglia con e tra gli dèi stessi, il gruppo di amici (Jalil, Chris, David a April) si ritrovano con Senna. La dèa Athena la salva, in realtà, ingaggiando una vera sfida con gli altri dèi. 
Tutto per colpa dei ragazzi stessi che hanno portato in Everworld la polvere da sparo! Le cose si stanno complicando molto.

Everworld è come una bolla, per capirci. Tutti gli dèi si unirono per crearla. Ci misero dentro tutto quello che nel nostro mondo erano le civiltà perdute, i miti, le leggende.
Problema: altri "immortali" di un'altra galassia hanno deciso che Everworld era "carino" e l'hanno voluto conquistare. Hanno fatto breccia nella bolla e iniziato una guerra. Gli "alieni" al momento sono rappresentati dagli Hetwan e dagli Coo-Hatch. Il dio degli Hetwan, Ka Hanor, si nutre degli altri dèi.
Quando David, Chris, April e Jalil furono rapiti dai Coo-Hatch, popolo che lavora perlopiù i metalli, per salvarsi la vita gli diedero un libro di chimica. Da lì, senza volere, i quattro amici hanno generato uno squilibro fortissimo e a loro danno.
I Coo-Hatch vogliono solo andarsene da Everworld e pretendono che Zeus li aiuti. Da lì lo scontro sul monte Olimpo. Peccato che solo Senna possa condurli a casa, forse.
Il personaggio di Senna inizia a farsi più definito.
E' una sorta di porta, un'anomalia trans-dimensionale. Ha poteri particolari come quello di cambiare forma e aspetto, riesce a curare e a indurre "il desiderio".
Senna sostiene di poter viaggiare solo da Everworld e il mondo reale e non tra Everworld e il mondo dei Coo-Hatch. Forse però potrebbe sua madre.
Se così fosse, i Coo-Hatch rallenterebbero quegli insettoni degli Hetwan, che vogliono solo impossessarsi del mondo di Everworld a tutti i costi. 

In questo nuovo capitolo i problemi alla base sono che Jalil non se la sente di fare un sacrificio a degli dèi che non venera, una capra. Peccato che la mancanza del sacrificio li abbia fatti infuriare.
In un mondo capovolto, gli Orisha pretendono non più la capra ma la STREGA, cioè Senna.

"EverWorld 9 - Sulle rive del Nilo"
MONDADORI
INCIPIT (extended 1 capitolo)
RIUNIONE DI FAMIGLIA
Merope e le altre Amazzoni armate di arco ci accompagnarono a una stanzetta in fondo al cortile. E fu lì... che parlai a mia madre per la prima volta dopo dieci anni.
«E così sei venuta» esordì lei.
«Non avevo molta altra scelta.»
«Sì, lo so. Le trame di Loki non sono passate inosservate. Ma sei riuscita a sfuggirgli. Sono sicura che è stata una bella impresa. Loki è molto pericoloso, molto intelligente... per essere un dio.»
A questo punto la conversazione si arenò. Era tutto qui? Dovevamo starcene in piedi, imbarazzate, in una stanzetta muffita, come due sconosciute che imbastiscono una conversazione frammentaria mentre aspettano l'autobus?
«Come te la sei passata, Senda?»
«Mi chiamo Senna adesso» la corressi.
Lei aggrottò la fronte.
«Senna? È il nome di una pianta usata in medicina, per lo più come lassativo.»
«Già. Per fortuna i ragazzi a scuola non perdono molto tempo a spulciare i dizionari.»
Lei abbassò gli occhi.
«Come te la sei passata?»
«Come me la sono passata? In questi ultimi dieci anni, da quando mi hai scaricata? Come me la sono passata, l'unica della mia specie, imprigionata in un mondo pieno di idioti ciechi, sordi e muti? Bene, mamma.' Benissimo. E tu, come te la sei passata?!»

CAPITOLO 1

Avevo sette anni quando mia madre mi disse che sarebbe andata via.
Ricordo che le luci del treno erano troppo forti, era impossibile vedere fuori dal finestrino. Il vagone sobbalzava e dondolava. Un uomo dormiva, il mento sul petto, e respirando fischiava. Un'infermiera si era tolta una scarpa bianca e si massaggiava il piede.
Eravamo sedute sui duri sedili di plastica, io e mia madre. Lei era nervosa, molto tesa, e si vedeva bene. Osservava troppo attentamente gli altri passeggeri. Mi parlava sussurrando, tenendo le labbra vicine al mio orecchio. Mi faceva un po' di solletico.
«So che non capisci, Senda. Non puoi capire veramente, non ora almeno. Ma se ti tengo con me, tesoro, se restiamo insieme, avremo dei guai. Ci sono delle persone cattive che potrebbero... non voglio spaventarti, zuccherino, non voglio che ti preoccupi. Devi solo fidarti della tua mammina. Un giorno capirai.»
Mi posò la mano sulla guancia, mi carezzò la faccia e i capelli. E mi baciò sulla tempia.

Fiume Nilo (immagine presa QUI!)
TRAMA: A parlare è SENNA! Iniziamo con lo scoprire che sua madre Anica l'ha mollata al padre quando aveva sette anni. Lui era già sposato con una figlia, April. Restio a tenersi la bimba, viene "ipnotizzato" e circuito da Anica che scompare subito dopo. Il nome della bimba è SENDA ma il fraintendimento proseguirà fino al nuovo incontro con la madre.
Con gli altri del gruppo devono risalire il Nilo, le Amazzoni sono lì per ripulire gli Egizi delle loro ricchezze. La madre di Senna/Senda non si scomporrà molto quando rivedrà la figlia. Anzi, avvertendo il pericolo (Senna è diventata molto potente) non si farà scrupoli a chiamare un vecchio amico, Merlino, che tanto la voleva.
Un capitolo avvincente che spiega molto sulla saga e su Senna.

Il titolo originale è INSIDE THE ILLUSION uscito nel 2000. Per ora è il più bello della saga.
Senna si rivela un personaggio fantastico. Cinico, freddo, egoista, spietato. Considera gli uomini inferiori, cose da usare per i propri fini, sacrificabili per il suo benessere.
Esiste lei e quello che lei vuole: diventare la dèa di Everworld!
Ma ci sono dei compromessi, anche nel mondo "senza senso" di Everworld.

SBALZI TEMPORALI
Siccome Senna controlla il ponte che collega i due mondi, Everworld e quello reale, ovviamente non viene sbalzata come gli altri. E' molto interessante come la Applegate ha mischiato i ricordi di Senna, quindi, con la storia. Ogni tanto è la stessa Senna a raccontarci qualcosa di lei, di quello che le è successo, del suo rapporto con la sorellastra April ma soprattutto ci svela i suoi pensieri.

Questo libretto, vi assicuro essere una perla ^_^

Mancano tre libri alla fine.
Alla prossima.

Nota: sembra che la saga di Everworld non sia stata scritta solo dalla Applegate ma anche da una collega "ghost writer". Secondo me, potrebbe anche essere. Comunque sia, è una saga per ragazzi davvero interessante e di qualità. COMPLIMENTI ALL'AUTRICE UFFICIALE E ALLA GHOST ^^

FONTE: articolo riportato da LIBRI E CAFFELATTE

giovedì 8 settembre 2011

John Carter (di Marte)


La RECENSIONE completa del libro con il trailer del film che uscirà nel 2012 la trovate QUI!
A seguire un assaggio ^^

E' arrivato il trailer di John Carter di Marte tradotto in italiano. Il film prodotto da DISNEY-PIXAR con un budget di ben 300 milioni di dollari ( O_O ) per la regia di Andrew Stanton (Wall-E e Alla ricerca di Nemo) presenta tutti gli aspetti "fantastici" dell'opera di Edgar Rice Burroughs (1875-1950). Metto le date dell'autore perchè ad alcuni potrebbero sfuggire.

Stiamo parlando di un visionario, un genio che all'epoca ha scritto libri che sono divenuti leggenda!
Burroughs è anche solo il padre di TARZAN, è sarà poco! ^^
John Carter è un'opera del 1912 colma di creature e situazioni per l'epoca STRAORDINARIE!
Non a caso infatti i suoi libri sono stati cannibalizzati a più non posso. Molti autori, fumettisti e il cinema stesso hanno preso spunti dai suoi scritti senza rendergli merito (non tutti, ovvio!). Se vi sembrerà "tutto già visto" c'è un perchè. Perchè, chi prima chi dopo, s'è rivolto a lui per avere idee.
MA LE IDEE ERANO LE SUE!
Sono contenta dell'uscita di questo film, speriamo che il cinema renda omaggio a un grande scrittore. Se lo meriterebbe!

INCIPIT
Sono molto vecchio, non so esattamente quanto. Forse ho cento anni, forse più; ma non posso dirlo perché non sono mai invecchiato come gli altri uomini e non ricordo neppure di avere avuto un'infanzia. Fin dove arriva la mia memoria, ricordo di essere sempre stato adulto: un uomo di circa trent'anni.
Oggi il mio aspetto è identico a quello di quaranta e più anni fa, eppure sento che non posso continuare a vivere per sempre; che un giorno affronterò la vera morte dalla quale non c'è più resurrezione. Non so perché dovrei temere la morte, io che sono morto due volte e sono sempre in vita; tuttavia, al suo pensiero, provo lo stesso orrore che provate voi, che non siete mai morti. Ed è a causa di questo terrore della morte - credo - che sono così convinto che morirò.

La TRAMA è un crescendo di avventure già nel solo primo libro. 
Nel LIBRO come nel film (almeno la sensazione dal trailer è questa, poi si vedrà) abbiamo lo scrittore Burroughs che riceve un telegramma. Il Capitano John Carter, per lui lo zio Jack, gli chiede di fargli visita.
Alla stazione chiede a un uomo di accompagnarlo. Scopre che lo zio Jack è morto. Apprende le sue ultime volontà, tra le altre quelle di essere deposto in una cassa aperta in una tomba speciale già costruita in Virginia. Trova anche un manoscritto che non avrebbe dovuto leggere prima di undici anni e divulgato non prima dei ventuno. Così farà.

John Carter concept Phil Saunders'
John era un soldato sudista che aveva combattuto nella Guerra di Secessione. Lo scrittore se lo ricorda bene anche se era piccolo l'ultima volta che lo aveva visto. 
Dal libro: "Ero un bambino di cinque anni, allora, ma ricordo perfettamente quell'uomo alto, atletico, il volto liscio e la pelle scura, che io chiamavo Zio Jack. (...) Era un gran bell'uomo, alto più di un metro e ottantacinque, le spalle ampie e i fianchi sottili, e aveva il portamento di chi è abituato a combattere. I suoi lineamenti erano regolari e marcati, i suoi capelli erano neri e tagliati corti, e i suoi occhi grigio acciaio riflettevano un carattere forte e leale, pieno di fuoco e d'iniziativa. I suoi modi erano raffinati, e la sua etichetta era quella di un gentiluomo del Sud della classe più elevata."

Inizia a leggere di molti anni prima quando, nel 1866, John era partito con un amico, il Capitano James K. Powell, alla ricerca di una miniera d'oro nel deserto dell'Arizona.  
Lui e il suo amico, dopo giorni di ricerca, si ritrovarono inseguiti dagli indiani. Il Capitano Powell morì, John trovò rifugio in una grotta. Si trascinò dentro, sempre più in profondità. 
John perse i sensi. Vide il suo corpo dall'altro come fosse un'esperienza extracorporea. In realtà ebbe una trasmigrazione dell'anima.
Quando riaprì gli occhi, si scoprì nudo e in una terra straniera che gli abitanti del posto chiameranno Barsoom ma lo stesso John sa essere Marte (per motivi che nel romanzo spiega ma che non riporto per non sciupare una sorpresina ^^)

CONCLUSIONI: a mio avviso MERITA DAVVERO!

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

martedì 16 agosto 2011

Corso di scrittura condensato di G. Mozzi

ARTICOLO RIPORTATO DA LIBRI E CAFFELATTE
Cover "Corso di Scrittura Condensato"
di G. Mozzi, La tela Nera 2004
Tempo fa avevo segnalato dei VIDEO-CORSI DI SCRITTURA di GIULIO MOZZI.
Oggi vi propongo un libretto molto interessante editato da La tela nera ^^

E' GRATIS E SCARICABILE IN EBOOK QUI!

Si tratta di un insieme di buoni consigli su come iniziare a scrivere ma nulla di tecnico. Su come porsi davanti a una storia che si ha in mente e anche sugli aspetti da tener presente (nella propria mente) ma non per questo da scrivere!

Alcuni argomenti importanti sono solo sfiorati nel decalogo, forse ne parla in modo approfondito nel "Ricettario di scrittura creativa" edito da Zanichelli.

Il POV, l'incipit e anche il famoso infodump, ad esempio ^^
Pensare a tutto quello che circonda un personaggio, come vive, come ragiona, quel che mangia ecc. serve per "farlo muovere e parlare" e non al lettore che deve "subirsi" paragrafi dopo paragrafi di dialoghi o descrizioni vuote e senza scopo. Da qui poi ci sarebbe anche il concetto di "MOSTRATO E NON RACCONTATO" o "show don't tell", ne faccio un cenno tra poco.

Il concetto di infodump non è difficile, la faticaccia è applicarlo anche perchè non è solo la descrizione maniacale di oggetti e persone ma rappresenta un vero e proprio "stile di scrittura" che o lo si conosce (perchè in gestazione lo si è appreso da mamma-Borg) o lo si apprende dai manuali.
Non c'è verso!
Applicarlo significa creare la scena che mostra ciò che vogliamo solo "pigramente" dire, cioè "il mostrato e non il raccontato" di cui sopra. Spesso questo crea però pagine di eventi al solo scopo di mostrare il carattere di una persona, ad esempio.
Quindi si passa da paragrafi di narrato a paragrafi di mostrato. O__o
E' la solita guerra tra le fazioni estreme.

ESEMPIO DI PANINAZZO INFODUMP :D
immagine presa QUI! Grazie!
Un BUON ESEMPIO di libro infodump da paiuuura lo sto portando a conclusione con estrema fatica in questo periodo. Lo avrei anche abbandonato, ma avendo SPESO BEN 18.00 EURO (cioè dal MIO POV tantissimi soldi!) alla fine ho deciso di finirlo. Trattasi di ANGELOLOGY!

IL "libro" che TI DICE TUTTO
TUTTO MA PROPRIO TUTTO!

Anche quello di cui NON TE NE PO' FREGARE 'NA MAZZA! :D
prossimamente la recensione, se sopravvivo! 
A QUESTO PUNTO, lo confesso, IO SONO PER IL COMPROMESSO!
IO ACCETTO UN PO' DI INFODUMP! UN PO'! Anzi lo trovo necessario.
Alla lunga, il SOLO MOSTRATO mi annoia esattamente come IL SOLO RACCONTATO.
Certo un abile scrittore riesce a mostrarti tutto il necessario senza farti annoiare, riesce a raccontarti il giusto ... io non ho ancora letto un libro "perfetto" a tal punto ma sono aperta ai suggerimenti.
Per quel che riguarda la mia scrittura, sto cercando di applicare entrambi. Non è un qualcosa che si apprende nel giro di pochi mesi, quindi con calma e costanza vado avanti :)

Esempio di PANINO CON UN PO' DI INFODUMP :)
A me piace leggere/scrivere, ad esempio, com'è fatta una stanza perchè denota la personalità del personaggio. Se è spartana, è ovvio che anche il personaggio sarà un "tipo sobrio". MA DUE RIGHE, NON DIECI!
Se viene introdotto un nuovo personaggio, mi piace leggere/dire un pochino com'è. Due cenni sull'abbigliamento, sulla corporatura, sul volto. Intervallandolo magari nel dialogo o durante un'azione, sarebbe meglio.
Anche in questo caso, i golosoni del paninazzo infodump fanno dieci righe di sola descrizione fisica, poi passano ai vestiti e poi narrano le vicende passate e amorose, e poi quel che ha fatto poco prima di arrivare all'incontro ...
Come in Angelology!
Al contrario, gli essenzialisti dello "show don't tell" non ti dicono nemmeno se ha i capelli finchè un buffetto di vento non scompiglia una ciocca. Mi sembra esagerato!

'raffa è un'estimatrice dell'infodump :D
Immagine presa qui!
Mozzi nel sul libretto accenna a molto altro passando anche per l'autobiografia, il genere ROSA e la scrittura PER E CONBAMBINI.
E' stata una lettura istruttiva anche se poco impegnativa. Io direi che è una buona base di partenza per chi fosse a digiuno di manuali.
Nota speciale va alla BIBLIOGRAFIA. Mozzi, molto cortesemente, fa un elenco di pubblicazioni per chi volesse approfondire i vari settori.
Purtroppo per la scrittura creativa, in Italia, non siamo messi bene per sua stessa ammissione. Non è un caso quindi che molti siti e blog propongano manuali in lingua inglese.
E' un vero peccato, noi che vogliamo migliorarci come scrittori siamo costretti alla fatica doppia. MANNAGGIA!

giovedì 14 luglio 2011

Fahrenheit 451 di R. Bradbury (Libro+Film di Truffaut)

MONDADORI
LA RECENSIONE COMPLETA è QUI! quella che segue è solo una parte.


Famoso romanzo UCRONICO di Ray Bradbury che nasce da un racconto breve THE FIREMAN del 1951 pubblicato su Galaxy Science Fiction e da noi uscito in due puntate su Urania Rivista nel 1953 col titolo "Gli anni del rogo".

INCIPIT (extended)
Parte prima.
Il focolare e la salamandra.
Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, "diverse". Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non sai che direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto stava per accadere la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che si dette ad arroventare il cielo vespertino, poi ad ingiallirlo e infine ad annerarlo. Egli camminava entro una folata di lucciole. Voleva soprattutto, come nell'antico scherzo, spingere un'altea su un bastone entro la fornace, mentre i libri sbatacchiando le ali di piccione morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio.
Montag fece il sorriso crudele di tutti gli uomini bruciacchiati e respinti dalla fiamma.
Sapeva che quando fosse ritornato alla sede degli incendiari avrebbe potuto ammiccare a se stesso, specie di giullare negro, sporco di carbon fossile, davanti allo specchio. Poi, all'atto di andare a dormire, si sarebbe sentito quel sorriso di smorfia ancora artigliato nei muscoli facciali, al buio. Non scompariva mai, quel sogghigno, non se n'era andato mai nemmeno una volta per lontano che risalisse con la memoria.


TRAMA: Guy Montag è un PIROFILO cioè uno che appicca incendi! Per l'esattezza brucia i libri, retaggio di una società sbagliata quando la gente voleva pensare, sognare, avere idee insomma!


Il libro si apre con l'incontro tra Montag e Clarisse, una 17enne un po' pazza come si definisce lei. Attraverso IL DIALOGO risaltano alcuni punti interessanti:
-la leggenda che un tempo i "vigili del fuoco" spegnessero incendi è falsa!
-NON si leggono i libri prima di bruciarli. E' vietato dalla legge. SI DISTRUGGONO E BASTA!
-la televisione occupa molto tempo nella vita quotidiana di una persona.
-è molto difficile incontrare qualcuno per strada. Nessuno passeggia più. Tutti, quando non lavorano, rimangono in casa davanti alla tv.
Ecco quello che io chiamo un dialogo costruttivo ^^
(...)
Ogni volta che Montag parla con Clarisse è un modo dell'autore per spiegare il mondo di F451. In più, è lei che gli accende certe idee e dubbi in Montag. Lei dice: Cos'è più sociale? Io che passeggio e parlo con te o quando a scuola siamo tutti seduti in silenzio a guardare la Parete-tv? Domande come questa rendono le passeggiate con Clarisse un piacevole momento di riflessione per Montag e per il lettore.
Dal film di Truffaut, Clarisse e Montag
DIFFERENZE: il personaggio di Clarisse ha 20 anni e fa l'insegnante.
Avrà un ruolo più importante rispetto al libro, che è solo marginale.
Montag è sposato con Mildred, una donna "vuota" che fa un notevole uso di pastiglie, per dormire soprattutto, e di PARETI-TV. Ne ha ben tre, una anche in camera da letto. 
Una notte Montag rincasa e la trova quasi morta. Dimentica di aver già preso le tre pastiglie per la notte, ne ha prese altre. Forse più volte, fino all'overdose. La scena dei dottori è inquietante. Arrivano due infermieri e l'unica cosa che fanno è un bel riciclo totale del sangue! Fine! La donna si risveglierà il giorno dopo come nuova.
Un gruppo sanguigno a caso...
E' molto triste quando Montag si accorgerà che non l'avrebbe pianta! Anzi, dal libro: "(...) Perché sarebbe stata la morte di una persona sconosciuta, un volto di passante, un'immagine vista su un giornale, e ad un tratto gli apparve così ingiusto di essersi messo a piangere, non alla morte, ma al pensiero che "non avrebbe pianto" alla morte di lei, uomo sciocco e fatuo accanto a una donna sciocca e vuota, mentre il serpente famelico la faceva ancora più vuota."
Nel film hanno il letto matrimoniale
ma nel libro due letti singoli.
C'è una LEGGERA SFUMATURA TECNOLOGICA, cosa che mi ha piacevolmente stupito, rappresentata dal SEGUGIO MECCANICO che i pirofili hanno alla Casa del Fuoco.
Dal libro: "Il Segugio Meccanico dormiva, ma senza dormire, viveva, ma senza vivere, nel suo canile dolcemente ronzante, dolcemente vibrante, tutto soffuso d'una luce blanda, in fondo a un angolo buio della casa del fuoco.
La luce fioca dell'una dopo mezzanotte, la luce della luna che pioveva dal gran cielo aperto incorniciato nell'intelaiatura della finestra immensa, sfiorava qua e là il bronzo, il rame, l'acciaio della belva percorsa da un lievissimo tremito. La luce sfavillava su perline color rubino e sui sensibili peli capillari nelle narici irsute di nylon della creatura che fremeva, vibrava lievissimamente con le otto zampe disposte come quelle di un ragno sotto il corpo su zampe dai cuscinetti di gomma."
MOLTO CARINO, vero? ^_^
Nel film, purtroppo, non c'è!

Un giorno come tanti altri, Montag si reca per l'ennesima pulizia nella casa di una vecchietta. La donna nascondeva dei libri. Anche se solo di sfuggita, legge una riga "Il tempo si è assopito nel gran sole del meriggio". Come fosse stata incisa da un ferro rovente, quella frase gli rimane in testa. Nasconde il libro salvandolo dalle fiamme. La donna si lascerà bruciare con i libri.
Che scena! In più la signora parla citando frasi di libri.
Nel film è resa benissimo!
In casa della vecchietta, Montag ruba un libro e inizierà a leggerlo di nascosto, in casa e di notte. Non si fermerà a questo solo. Le letture cambieranno il suo modo di vedere le cose. Inizierà a "pensare", a riflettere su chi e cosa lo circonda. E' bellissimo!

Fin qui, spero di avervi incuriosito per la lettura.
In Libri e Caffèlatte prosegue con l'avviso di SPOILER.

CONCLUSIONI: F451 è sicuramente un libro da leggere! Un libro che fa riflettere sull'importanza che ha il nostro bagaglio culturale. Non saremmo ciò che siano senza "quel che c'è stato". L'idea di fondo del libro mi è piaciuta però non sono rimasta colpita come 1984 di Orwell.
Forse perchè F451 è più satirico che cupo.
Montag ha molte libertà rispetto a Winston di '84. Ha un moglie anche se deprimente fino all'inverosimile. Ha una casa, ha modo di trascorrere delle serate piacevoli. Insomma, ha una vita anche se sente che qualcosa gli manca. Winston no!
Orwell mi ha marchiata a fuoco, Bradbury si è lasciato leggere bene ma niente marchio.
A mio avviso, hanno anche due spessori diversi.
Orwell è riuscito a dare verosimiglianza a un mondo claustrofobico e totalitarista laddove Bradbury ha tentato di far solo riflettere sull'importanza del fruire delle idee e della conoscenza.
In entrambi i casi risalta la necessità di comunicare le opinioni e le emozioni liberamente ma in 1984 i toni grigi contribuiscono nell'esaltare la scintilla di speranza che Winston cerca. Che trova e gli viene strappata via senza pietà. Al contrario, Montag mi è sembrato più un personaggio con un disagio ma non di vitale importanza.
Comunque lo PROMUOVO senza dubbio.

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

mercoledì 15 giugno 2011

EverWorld 6 - Inseguiti dagli Hetwan di K.A. Applegate

MONDADORI
Recensione completa QUI!


INCIPIT 
(extended con un anticipo del primo capitolo)

LA QUIETE PRIMA
DELLA TEMPESTA

Mi guardai intorno, e adesso c'era luce...
Il primo pensiero, la prima idea fu di avere davanti una donna bellissima. E, nonostante la faccia che mi si stava gonfiando a vista d'occhio, nonostante la fifa blu, nonostante la rabbia che sentivo contro Jalil e David e anche contro April, sebbene non avesse fatto o detto niente, nonostante tutto questo, ero incantato. Attratto.
L'angelo era bello, con un viso dominato da immensi occhi verdi e luminosi, incorniciato da riccioli d'oro, con una bocca ben disegnata, labbra carnose e denti bianchi e brillanti.
E solo allora, solo dopo essere stato travolto da quella prima ondata di un'improbabile lussuria dei sensi, solo allora mi resi conto che quell'angelo era un uomo.
«Buona sera» disse con una voce al cui confronto i più bei gorgheggi di April sembravano il gracidio di uno stagno di rane. «Il mio nome è Ganimede...»
Restammo a bocca aperta.
Era alto, ma non alto come Loki. E non certo così spaventoso. Era praticamente quasi nudo. L'unica cosa che lo copriva era una specie di lieve drappo bianco che sembrava sempre sul punto di scivolare giù dai fianchi stretti...
Ganimede si avvicinò...
«C'è cibo. C'è vino. C'è amore. "Ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia..."»
«"Di doman non c'è certezza"» concluse April.
Ganimede sembrò sorpreso.
«Sì. Come dici tu, è meglio fare festa, mangiare, bere, stare in allegria, perché non c'è certezza nel domani.»

CAPITOLO I
Dunque, in pratica, le cose ci stavano andando piuttosto bene. Eravamo scappati dal Regno dei Folletti, il che non era stato facile come potrebbe sembrare. Avevamo evitato di essere inceneriti da Nidhoggr, il drago grande come Rhode Island, di guardia alla porta posteriore dell'allegro mondo degli Inferi di Hel. Avevamo venduto il nostro mezzo satiro con un buon margine di guadagno (a dire il vero, noi non avevamo pagato niente per averlo...). Avevamo creato la prima società di telecomunicazioni di Everworld, nel Regno dei Folletti, in cambio di un paio di grosse manciate di diamanti.
Eravamo un gruppo di adolescenti ricchi, allegri e spensierati.
E sarebbe stato tutto perfetto, roseo e dorato, se non avessimo avuto alle costole un sacco di gente: Loki, divinità nordica dalla progenie schizofrenica; Hel, sua figlia, mezza morta e putrefatta e mezza viva e mozzafiato; il secondo figlio di Loki, il Serpente del Midgard (al cui confronto Nidhoggr sembra un girino); Fenrir, il figlio-lupo di Loki, grosso abbastanza da mangiarsi e digerirsi un sofà tutto intero; e infine Merlino, che non è figlio di Loki e probabilmente non è nemmeno cattivo, ma che è pur sempre capace di far tornare in vita un cinghiale arrostito e mandarlo a scannarti.
E adesso, mentre i miei occhioni ancora, pieni di sonno si aprivano a fatica, mentre venivo strappato contro ogni mia volontà dal mondo reale (dove stavo cercando di convincere una ragazza in una chat room su Internet che avevo venticinque anni e avevo fatto i miliardi con i software), adesso, dicevo, mi resi conto improvvisamente che c'era un'altra piccola questione, una cosa da nulla, una nuvoletta nera che rabbuiava la mia visione del mondo altrimenti rosea e serena: eravamo entrati nella terra degli Hetwan.

TRAMAQuesta volta il narratore è Christopher, il mio preferito^^ Il gruppo arriva nella terra degli Hetwan. (Chris dice: "Sono alieni, gli Hetwan. Alti più o meno come un nano. Forse un nano e un quarto. Hanno occhi da mosca e intorno alla bocca tre appendici, simili a piccole braccia, che, non smettono mai di afferrare non si sa cosa nell'a-ria, forse insetti... E hanno le ali."
Conoscono anche  l'ANGELO Galimede, Chris lo descrive così: "Si vedeva ogni singolo muscolo sotto la pelle luminosa, ma non era un Mister Muscolo, un palestrato, uno gonfiato con gli steroidi. Anzi, era piuttosto magro, sebbene non proprio scarno.
Quando si muoveva, si percepiva tutta la sua potenza. Dava l'idea di uno che sarebbe riuscito a passare attraverso un muro di mattoni. Ma dava anche l'idea di uno che si sarebbe spostato per non schiacciare una formica.
Guardai David di sottecchi. Anche lui lo ammirava con gli occhi sgranati e la bocca aperta. Aveva un'espressione considerevolmente stupida. Jalil continuava a deglutire nervosamente.
April guardava Ganimede con ammirazione franca e palese. Se lo divorava con gli occhi. Era patetica. Stava sbavando." 
Faranno conoscenza con Dioniso, con cui Chris si prenderà una bella sbronza ^^
Un nuovo passo verso la scoperta sulla natura di Senna si compie mostrando altre creature di questo mondo fantastico che è Everworld. Un nuovo passo che li porterà fin sull'Olimpo da Zeus.

CONCLUSIONIQuesti libretti sono FANTASTICI! Quando poi parla Chris è ancora meglio! Mi divertono, mi distraggono e non mi stufano mai. Li hanno etichettati erroneamente come "età di lettura 8 anni", ma questo capitolo è un'altra conferma che IN REALTA' sono per TUTTI
Inseguiti dagli Hetwan poi è gestito da Chris che non fa che pensare al sesso, non mi sembra tanto per  un bambino di otto anni! Secondo me, sicuramente sono per un pubblico giovane (più o meno adolescente) ma non sono certo libretti "innocenti" come Geronimo Stilton! 
A mio avviso, sono d'evasione anche per un adulto che cerca una lettura di genere fantastico spensierata, rilassante e di totale svago.
Davvero dei gioiellini. 
PROMOSSO/I
... e la lettura prosegue^^


FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

domenica 12 giugno 2011

EverWorld 5 - Il regno dei Folletti di K.A. Applegate

Breve recensione presa da Libri e Caffèlatte
Mondadori

INCIPIT
IL PATTO CON IL DRAGO
«Nidhoggr» sussurrai.
Nessuna risposta.
Iniziai ad arrampicarmi sulla gigantesca montagna d'oro. E finalmente si accorse di me. La testa enorme si sollevò, mi sovrastava. Un rivolo di quindici litri di napalm gli gocciolava dalle fauci e scendeva nell'oro, fon-dendolo.
«Umano» disse il drago. «Non vedo la mia pietra, né la mia lancia, né la mia spada, né il mio calderone.»
«No» risposi, parlando più forte che potevo.
«Non hai un bell'aspetto.»
«No.»
«Ti restano solo poche ore, umano. La pietra che hai dentro il petto è impaziente di bruciarti.»
Annuii.
«Sì. Lo so. Ma so anche come puoi fare per riavere i tuoi oggetti.»
Il drago mi guardò.
«Sei venuto a cercare di convincermi a cadere nella trappola che i folletti mi hanno teso?»
«No. So della trappola. Se la intendono con il nemico, con gli Hetwan. C'entra anche questo, in parte.»
L'enorme occhio che mi stava davanti si dilatò per la sorpresa.
«I folletti vogliono il tuo tesoro. Gli Hetwan vogliono invadere il regno degli Inferi, e non vogliono dover combattere contro di te per farlo.»
Nidhoggr annuì appena. Era come vedere il dirigibile della Goodyear che dondolava nell'aria.
(continua...)

TRAMA: "Ewerworld. Conati di vomito. Più niente da vomitare. Più niente dentro. Pioggia, pioggia forte, fango dappertutto. Io, disteso sulla schiena, la bocca aperta, a cercare di spegnere la sete ardente con una goccia, una goccia, un'altra goccia di pioggia. Un'ora dopo l'altra. Pioggia sulla faccia, sul petto, dappertutto, pioggia negli occhi, nelle orecchie. Una goccia, un'altra goccia, nella bocca impastata di terra." (David)

CONCLUSIONI: In questo quinto capitolo è nuovamente David a parlare, a pensare. Non mi è simpatico come Chris ma mi piace lo stesso. Non so che dire se non che, sebbene siano per ragazzi, trovo questi libretti godibilissimi. Ci sono molti clichè, sicuramente non sono perfetti e qualche forzatura ogni tanto c'è ma si lasciano leggere volentieri. Unico problema: sono brevissimi e finiscono sempre "tronchi" ... uff! Cercherò di velocizzare la lettura in modo da concludere questa saga ^_^
PROMOSSO


FONTE LIBRI E CAFFELATTE

lunedì 30 maggio 2011

Flatlandia di E. A. Abbott


LA RECENSIONE COMPLETA E' QUI!

Dire che questo "racconto" del 1884 è una perla del genere UCRONIA (DISTOPIA) è dir poco!
"FLATLANDIA, racconto fantastico e più dimensioni" è più una visione, secondo me. Edwin A. Abbott ha avuto un'illuminazione e ha creato un'opera MOLTO ORIGINALE, UNICA con protagonista QUADRATO che vive in FLATLANDIA. Per quadrato intendo proprio lui ^^
Quadrato, il protagonista^^
La storia è semplice, a un primo livello di lettura.
Nella prima parte, Quadrato racconta la sua società e il suo mondo "piatto" a NOI abitanti di SPACELAND, noi che viviamo in TRE DIMENSIONI.
Nella seconda, che io ho preferito, narra del suo incontro con SFERA. Un incontro che lo sconvolgerà perchè rivelatore di un'altra dimensione oltre alle sue due, di un'altra civiltà insomma. Avendo difficoltà di comprensione, Sfera lo porta con sè e gli mostra le differenze.
Un po' come se si trovasse davanti un alieno, Quadrato ascolta le verità di Sfera e cerca di razionalizzarle. E' affascinante! Attraverso le riflessioni di Quadrato, e qui arriva un secondo livello di lettura, Abbott dipinge anche una SATIRA alla sua società londinese dell'ottocento. Ma non solo, e qui c'è un terzo livello, affronta anche la MATEMATICA E LA GEOMETRIA come mai nessuno prima. 
UN GENIO! Che dire di più? ^^

Cover di "FLATLAND, A ROMANCE OF MANY DIMENSIONS" del 1884
Questo libro è stato una scoperta piacevole, istruttiva e, per certi versi, divertente.
Ecco quindi che ho pensato di segnalare FLATLANDIA con poche righe come recensione perchè, a mio avviso, se dico troppo rovino la lettura, che è stata sicuramente particolare.

INCIPIT (dalla versione Adelphi)

PARTE I
QUESTO MONDO
«Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo»

1 - Sulla natura della Flatlandia
Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio.
Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al loro posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma - consistenti, però, e dai contorni luminosi.
Così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. Ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose.

Abitazione di Quadrato
TRAMA (dalla versione di Bollati B. Ed. nel SITO QUI!):
Questo libro, e il film animato che ne è stato tratto, sono l’avventura di un quadrato: ci riguarda tutti però. Una forma geometrica ben nota sin dai tempi dell’antica Grecia, descritta da Euclide, una forma semplice, che cavalca la storia delle civiltà sino ad arrivare alle soglie del XX secolo. Ed entrare come protagonista dell’arte, del design dei nostri tempi. Perché, come ha scritto Bruno Munari, «il quadrato non ha stili», funziona sempre. 
Quadrato è il protagonista di questo libro di Abbott intitolato "Flatlandia" (Il mondo piatto) scritto nel 1884. Un’avventura alla scoperta della terza dimensione, lasciando il paese piatto delle origini, sino a sognare, immaginare la quarta dimensione e dimensioni ancora più alte, che diventeranno visibili grazie ai matematici in quegli stessi anni. Un’avventura che parla di geometria, di nuovi mondi, di creatività e fantasia, di libertà. Una storia molto attuale, in cui hanno spazio anche i diversi, i geometricamente diversi, ovviamente. Che turbano, creano scompiglio nel regno della regolarità.


I DUE ASPETTI-IDEE DEL LIBRO CHE HO APPREZZATO DI PIU': la Gerarchia Geometrica e le Femmine Filiformi.
La Gerarchia in Flatlandia è in base al numero dei lati del poligono, più lati si ha e più in alto si è. Quindi un triangolo sarà nella classe più bassa mentre un poligono con molti lati e con la forma il più vicino possibile al cerchio sarà addirittura un "privilegiato".
Invece, le femmine sono viste come linee rette ma appuntite. Temibili e, alle volte, invisibili. Le donne sono anche passionali e isteriche. Forse nell'ottocento erano viste così da Abbott ma rimane il fatto che anche oggi siamo "temibili" e sappiamo essere "invisibili" ... uh uh uh!^^

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE
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