sabato 12 febbraio 2011

Gli animali fantastici: dove trovarli di Rowling/Scamander

Breve recensione presa da Libri e Caffèlatte
Salani

DESCRIZIONE: Non c'è casa di maghi in tutto il paese dove non troneggi una copia di Gli animali fantastici: dove trovarli. Ora, solo per breve periodo, anche i Babbani avranno la possibilità di scoprire dove vivono i Quintaped, cosa mangiano i Puffskein e perché è una cosa saggia non lasciare latte in giro per i Knarl. I proventi della vendita di questo libro andranno a Comic Relief. 
Ciò significa che ogni euro o galeone d'oro ricavati faranno magie al di là dei poteri di qualunque mago. Se ritenete che questa non sia una buona ragione per separarvi dal vostro denaro, possiamo solo sperare per voi che un mago di passaggio si mostri più caritatevole nei vostri confronti, quando verrete attaccati da una Manticora.

CONCLUSIONI: Non poteva mancare nella collezione ^_^ Solo per gli appassionati perchè, anche se amo il mondo di Harry, questo libricino è parecchio infantile.
PROMOSSO


FONTE LIBRI E CAFFELATTE

giovedì 10 febbraio 2011

Le fiabe di Beda il bardo di Rowling

Breve recensione presa da Libri e Caffèlatte
Salani

DESCRIZIONE: Per sostenere il Children's High Level Group, istituzione benefica da lei fondata a favore dei bambini disagiati, nel dicembre 2007 J.K. Rowling ha messo all'asta da Sotheby's una delle sette copie manoscritte e illustrate da lei stessa delle "Fiabe di Beda il Barbo", il libro che viene lasciato da Albus Silente a Hermione Granger in "Harry Potter e i Doni della Morte". La copia messa all'asta è stata acquistata da Amazon per 1,95 milioni di sterline. Per rispondere alla grande richiesta dei fan di Harry Potter, l'autrice ha ora deciso di permettere la pubblicazione del libro e la sua traduzione in tutto il mondo; i proventi dei diritti verranno destinati anch'essi al Children's High Level Group. 
Questa nuova edizione ha addirittura qualcosa in più, precisa J.K. Rowling: "i commenti del Professor Albus Silente, su gentile concessione dell'archivio dei Presidi di Hogwarts". 
Finalmente tutti potremo leggere le fiabe che i genitori maghi leggono ai loro figli tradotte dalle rune originali da Hermione Granger, illustrate da J.K. Rowling, con commenti di Albus Silente.

CONCLUSIONI: C'è poco da dire se non che non potevo non comprarlo ^_^ L'idea è carinissima, le noticine riportare "a mano" sono deliziose. Sembra quasi di avere un pezzettino del mondo di Harry Potter a casa mia. Comunque lo consiglio solo agli appassionati del mondo potteriano.
PROMOSSO


FONTE LIBRI E CAFFELATTE

martedì 8 febbraio 2011

Notte buia, niente stelle di S.King

Quella che segue è un assaggio della recensione su Libri e caffèlatte^

Copertina italiana

Titolo originale: Full dark, no stars
Titolo italiano: Notte buia, niente stelle
Autore: Stephen King
Anno: 2010
Anno di pubblicazione italiana: 2010
Nazione: USA
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: king ^_^
Pubblico: kingoniani ^_^

Prima di parlare del libro è doverosa una precisazione.
In copertina compare Traduzione di Wu Ming 1.
Ebbene sì! C'è un nuovo traduttore per il Re qui in Italia.
Chi sarà mai costui che si firma Senza Nome 1?
Nulla fu mai più facile ... c'è Wiki e non solo ... ha un sito.
Così si scopre che Wu Ming 1 altri non è che il Signor Roberto Bui e fa parte di un collettivo di scrittori chiamato Wu Ming. Non lo avrei mai detto, pensa un po'! (Il tono in quest'ultima frase è ironico.)
Sul sito leggo che lo hanno congelato nel dicembre 2010 (il sito, non il sig. Bui ^_^), non lo aggiorneranno più ma resterà come archivio. Si sono spostati su GIAP, che diventerà a tutti gli effetti il loro punto di riferimento nel web.

Ora che sappiamo nome e cognome, siamo più tranquilli? Lo leggiamo questo nuovo lavoro del Re?
Sapete perchè dico questo?
Ero in libreria quando ho sentito un dialogo strano tra due ragazzi sul traduttore. Non sto qui a riportarlo per intero (non ha tutta questa rilevanza!) ma quello che mi ha stupita è che senza nemmeno leggere qualcosa, i due erano preoccupati per la "nuova voce" italiana.
Capisco, per carità. Il traduttore è MOLTO importante. Ma non esageriamo.
Prima di fasciarsi la testa uno dovrebbe rompersela, o no?
Prima di tormentarsi con i dubbi Come sarà questo nuovo traduttore? Che faccio, lo compro o no? Perchè poi non si firma? ... uno non dovrebbe leggere un po'? E poi, come io in due minuti ho trovato il nome e il cognome (e volendo tutto quello che uno vuole sapere sulla vita professionale di WM1) perchè tutte queste paranoie sul fatto che non ha usato il nome anagrafico? Sinceramente non capisco. Allora quelli che usano pseudonimi che sembrano nomi veri? Solo perchè in questo caso è più evidente, non vuol dire che uno voglia tenersi nascosto. Vabbè!
E pensare che WM1 aveva fatto tutte le sue premesse, leggete QUI!
Davvero non sapevi che in rete trovi tutte le informazioni che vuoi?
Vieni qui che ti spiego tutto io!
Torniamo a Notte buia, niente stelle di KING.
Sono quattro blocchi. Per la precisione tre romanzi brevi e un racconto lungo.

Dal frontespizio (solo una parte):
I quattro nerissimi romanzi brevi raccolti in questo libro parlano di donne uccise, seviziate o comunque «rimesse al loro posto». È in corso, nel nostro Occidente, una guerra contro «l’altra metà del cielo». La combattono maschi frustrati, impauriti, resi folli dalla perdita del loro potere. Come in Dolores Claiborne e altri capolavori, Stephen King esplora la psiche di donne forti che non accettano i soprusi e, quasi sempre, trovano la propria rivalsa. Che non coincide per forza con un «lieto fine».
Dopo i classici Stagioni diverse e Quattro dopo mezzanotte – dalla prima raccolta sono stati tratti capolavori del cinema come Le ali della libertà e Stand by meNotte buia, niente stelle conferma ancora una volta lo straordinario talento del Re come scrittore di romanzi brevi.

Ho pensato di separarli fin dall'inizio col mio solito schemino: incipit, trama, osservazioni varie e conclusioni. Alla fine le conclusioni sull'intero libro.

!!! AVVISO: CI SONO ALCUNI SPOILER, 
POCHI MA CI SONO !!!
Nelle mie osservazioni personali potreste trovare alcune informazioni sugli avvenimenti del racconto, era inevitabile.
Non svelo il finale, però ^_^ 
Nemmeno la "sorpresa" del quarto!
(...) In Notte buia, niente stelle ho fatto del mio meglio per rendere quel che la gente potrebbe fare e come potrebbe comportarsi in certe situazioni estreme. Le persone di questi racconti non sono prive di speranza, ma riconoscono che a volte persino le speranze più fervide (e i migliori auspici per il nostro prossimo e la società in cui viviamo) si rilevano vane. (dalla Postilla)
1- 1922

INCIPIT
11 aprile 1930
Magnolia Hotel,
Omaha, Nebraska

A CHIUNQUE POSSA INTERESSARE
Mi chiamo Wilfred Leland James. Questa è la mia confessione. Nel giugno del 1922 uccisi mia moglie, Arlette Christina Winters James, e mi liberai del cadavere gettandolo in un vecchio pozzo. Mio figlio, Henry Freeman James, mi aiutò a compiere il crimine, ma aveva quattordici anni e non va ritenuto responsabile. Fui io a plagiarlo, facendo leva sulle sue paure e vincendo, in un paio di mesi, ogni sua naturale resistenza. Di questo mi sento colpevole più che dell'omicidio, per ragioni che vi saranno evidenti leggendo quanto segue.

TRAMA: Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo. La sua colpa? Voler vendere un lotto di terra ricevuto in eredità. «La terra è affare dell’uomo, non della donna.» Siamo in Nebraska nel 1922.


PROSEGUE SU LIBRI E CAFFELATTE

venerdì 21 gennaio 2011

Cacciatori di vampiri di C. Gleason

Quella che segue è solo un assaggio della recensione su Libri e Caffelatte^^
Copertina italiana
Titolo: Cacciatori di Vampiri
Titolo originale: The Rest falls away
Anno: 2007
Autore: Colleen Gleason
Editore: Newton & Compton
Genere: Paranormal Romance/Storico
Pubblico: dicono adulto ... 

INCIPIT (extended) 
PROLOGO 
Nel quale la nostra storia ha inizio

I suoi passi erano impercettibili, ma Victoria lo sentì muoversi.
Si strinse alla corteccia, premendo il corpo contro l'albero come se questo potesse risucchiarla, al sicuro. Ma tutto ciò che sentì fu una superficie dura e irregolare. Non poteva restare in quel posto. Accovacciandosi, con le dita strette intorno a uno spesso bastone, abbandonò il riparo offerto dall'ombra dell'albero e finì nella luce argentea, liquida, della luna. L'improvviso spezzarsi d'un ramoscello sotto le sue scarpe la costrinse a scappare, ora con passo più accorto, verso un'altra ombra nelle vicinanze…
Poteva sentirlo respirare.
E sentire l'eco del battito cardiaco di lui.
Batteva forte, stabile e vigoroso. Le rimbombava nelle orecchie, pulsando attraverso tutto il corpo quasi si trattasse del suo stesso cuore.
Victoria si spostò di nuovo: la gonna le ondeggiava sui fianchi mentre si precipitava lontano dal suono del suo inseguitore.
Corse all'impazzata nel sottobosco, scansando gli alberi e scavalcando i tronchi caduti come fosse una cavalla impazzita.
Mentre correva, i passi di lui si facevano più vicini e svelti.
Un ramo le graffiò il volto. Delle sterpaglie le s'impigliarono nella gonna.
Corse, corse e continuò a correre nella bianca luce lunare, tenendo stretto il bastone, ma lui stava arrivando, il battito del suo cuore deciso come la sua falcata.
Prima che se ne rendesse conto, Victoria incespicò in un lieve declivio e finì dentro un ruscello. Il sostegno offerto dal bastone le impedì di cadere del tutto mentre annaspava nell'acqua fino alle cosce, con la gonna zuppa che l'appesantiva e la faceva rallentare, finché riuscì a malapena a procedere.
Un grido di rabbia da dietro richiamò la sua attenzione mentre tentava di risalire la lieve pendenza sulla riva opposta del ruscello.
Mentre saliva, si girò indietro e lo vide in piedi sulla riva opposta. Non riusciva a scorgere quel volto… anche se i suoi occhi scintillavano nel buio, e dal suo corpo emanavano furia e frustrazione.
Ma non la seguì. Non attraversò il corso d'acqua.

Victoria si svegliò di soprassalto, col cuore che le batteva all'impazzata nel petto.
Era la luce del sole che risplendeva attraverso la finestra, non i raggi della luna.
Un sogno. Era stato un sogno.
Si passò una mano sul viso, madido di sudore, e scostò le ciocche di capelli che si erano svincolate dalla spessa treccia.
Il quinto sogno. Era tempo.
Il letto era piuttosto rialzato rispetto al pavimento, e i suoi piedi produssero un rumore sordo sul tappetino con decorazioni Aubusson mentre sgusciava in fretta dal copriletto, cercando disperatamente il vaso da notte. Noncurante dell'indecenza del gesto, Victoria sollevò la camicia zuppa di sudore gustandosi la piacevole sensazione dell'aria fresca sulla pelle appiccicosa.
Cinque sogni in meno di due settimane. Era il segnale: quel giorno si sarebbe recata dalla zia Eustacia.
I resti del sogno svanirono, rimpiazzati da una vibrante attesa e da un formicolio d'inquietudine. Victoria si guardò nello specchio alto e appannato. L'avvertimento era giunto.
Quel giorno avrebbe scoperto cosa profetizzava quell'avvertimento.
(fine del Prologo)

TRAMA: Da generazioni i Gardella sono cacciatori di vampiri: al compimento della maggiore età i discendenti sono chiamati ad accettare il destino della famiglia. Questa volta la prescelta è Victoria. Mentre la sua vita si snoda tra la folla delle sale da ballo e le strade solitarie illuminate della luna, il suo cuore è diviso tra il più ambito scapolo di Londra, il Marchese di Rockley, e il suo enigmatico alleato, Sebastian Vioget. E quando si ritroverà faccia a faccia con il più potente vampiro mai esistito, Victoria dovrà compiere la scelta estrema tra amore e dovere. Ambientato tra gli splendori e le ombre della Londra di inizio Ottocento, Cacciatori di vampiri è un'appassionante storia di sangue, di soprannaturale, d'amore e morte.
L'inizio di una saga, quella dell'Eredità dei Gardella, destinata a travolgere i lettori.
Copertina originale
dal sito dell'autrice http://www.colleengleason.com/
Primo capitolo di una saga "The Gardella Vampire Chronicles" che ha già tutti i volumi tradotti:
-La condanna del vampiro (2008)
-La rivolta dei vampiri (2008)
-Il crepuscolo dei vampiri (2009)
-Il bacio del vampiro (2010 - quinto e ultimo volume della saga)

L'hanno paragonata a BUFFY! L'autrice è una fan di Buffy! Ebbene sì! La mia eroina Buffy ... e allora leggiamo questo inizio, questa genesi della cacciatrice Victoria ^_^

Già le prime tre righe mi fanno storcere il naso (parlo del prologo!):
<Si strinse alla corteccia, premendo il corpo contro l'albero come se questo potesse risucchiarla, al sicuro. Ma tutto ciò che sentì fu una superficie dura e irregolare.> 
Ma che si aspettava? Che la corteccia di un albero fosse come un materasso? Che cosa vuol dire questa frase? E' ovvio che è dura e irregolare, è una corteccia!
In più, una donna vestita come nell'800 non ha molte parti del corpo esposte. Con cosa percepisce la corteccia se non con le mani, che però spesso portavano dei guanti?
Suppongo, a quest punto, con la guancia!
dal film Sherlock Holmes un esempio di vestitino ottocentesco ...
non sarà perfetto e curato a livello storico
ma una cosa è certa:
tutto il corpo era coperto!
PROSEGUE SU LIBRI E CAFFELATTE :D

lunedì 17 gennaio 2011

BISCLAVRET di V. Delsere e E. Maffioletti

Quello che segue è un assaggio, alla fine il link di collagamento con Libri e Caffelatte.

Illustrazione di Arianna Milesi
«Dame, jeo devienc bisclavret.
En cele grant forest me met,
Al plus espés de la gaudine,
S’i vif de preie e de ravine».

«Signora, io divento un lupo mannaro.
M’inoltro in quella grande foresta,
nel folto della macchia,
e vivo di preda e di rapina».

Maria di Francia, Lai di Bisclavret, vv. 63-66

INCIPIT exended al PROLOGO

Dovevano avermi già disteso sullo scudo. Sentivo il corpo sollevarsi. Un clamore mi avvolgeva. Forse ero morto da valoroso in battaglia. Forse il cuore si era schiantato per amore. Provai a sollevare le palpebre. 
Una luce sfolgorante quasi mi tolse la vista. Poi cominciai a distinguere vaghe figure.
«Ha aperto gli occhi» sentii mormorare. «È proprio un uomo». 
Un brusio si diffuse.
«Cavaliere, cavalier Aimone!». Una voce sopra le altre mi chiamava.
Distolsi gli occhi dal bagliore inseguendo quel suono così grato. 
Vidi affacciarsi un viso virile, bello e nobile. La barba ricciuta, lo sguardo vivace. Il naso ricurvo, segno certo d’alto lignaggio.
«Cavaliere, orsù! Non mi riconoscete?». 
L’accento tradiva umanissima preoccupazione e un’agitazione a stento trattenuta.
Con le narici mi aggrappai al noto odore di cuoio e sudore, di caccia e selvaggina. La mente mi si aprì a una lieta visione, un cervo agonizzante in un’ampia radura cinta da ombrosi alberi discreti. Dal collo il sangue sgorgava a fiotti, caldo e fumante.
Una delizia che mi fece tremare di confusione e desiderio.
Cercai allora lo sguardo del nobiluomo quasi a implorare conforto, ma quegli trasalì e si ritrasse. Poi, vergognandosi di apparire titubante di fronte agli astanti, la voce si schiarì con numerosi hmmm e subito girò il capo all’intorno con espressione di chi comandando non ammette critica. Chiuse la destra a pugno, trattenne un gesto che avrebbe potuto tradire l’esitazione e di nuovo s’incurvò, bisbigliando perché nessuno udisse:
«Cavaliere, vi prego! Alzatevi come si alza un uomo!». 
Sul momento non capii cosa intendesse. Uomo lo ero sempre stato!

Avevo un bel castello, possedevo duecentoventidue armenti, quattro paia di buoi, sessantotto giovenche, centocinquantuno galline, quattordici galli, svariate oche e pollastri, due mute di veltri, diciotto giumente, due stalloni, tre castroni (destrieri, per giunta), dodici puledri, ventuno scrofe, quattro verri, centotre lattonzoli, per Giove Pluvio! E poi, la dolce amica che un giorno fu mia sposa e tanto cara al cor mi s’afferrava: Deliana.

TRAMA: Nel cuore di un Medioevo insieme realistico e fantastico, il cavaliere Aimone di Torrarmata è incline per temperamento alla pratica dell’ironia, la meno cavalleresca delle virtù. Uomo “illuminato” e dunque anomalo rispetto al suo tempo, amministra con saggezza le proprie terre, ma è afflitto da una misteriosa e ricorrente metamorfosi che fa di lui, pacifico vassallo di re Alberico, un feroce predatore
La sua singolare natura gli conferisce il potere di viaggiare nel tempo per mezzo di folgoranti visioni, nonché la capacità di osservare il mondo con candido disincanto, traendone conclusioni paradossali e anticonformistiche ante litteram. Dopo aver ascoltato la profezia di Raksha, giovane e avvenente indovina della quale non può che innamorarsi, Aimone decide di intraprendere un’impegnativa ricerca per ricomporre le due facce della sua sconcertante personalità
Prende così l’avvio un emozionante percorso iniziatico nel solco della migliore tradizione cavalleresca, raccontato in prima persona dal cavaliere di Torrarmata con un linguaggio originale e divertente, che unisce alla cura filologica il gusto della battuta fulminante, la caratterizzazione gotica, pittoresca o spassosa a seconda delle situazioni. Ne scaturisce un’avventura indimenticabile, dove il cammino è orientato dall’interpretazione di segni e dalla soluzione di enigmi, tra vagabondaggi, duelli, incontri stupefacenti e pericoli mortali, fino al traguardo della decisiva illuminazione.

Il romanzo stampato dalla casa editrice O.G.E. Oleandri riprende la figura del bisclavret! 
Licantropo medioevale
Una versione medioevale del licantropo. 
O meglio, la figura del lupo mannaro vista con gli occhi del Medioevo. Gli occhi in questione sono di Maria di Francia che ne parla nelle sue liriche (lais). A lei si deve il termine bretone, a mio avviso molto intrigante ^_^

Con la presentazione prosegue su LIBRI E CAFFELATTE

Le sole conclusioni, comunque, sono:
E' davvero un gran bel romanzo! Merita una recensione tutta sua, cercherò di creare qualcosa di "speciale" ^^ Comunque, per ora vi dico che è scritto BENISSIMO! Le autrici usano un linguaggio molto curato con termini medievaleggianti che lasciano vivere "il senso di meraviglia" per tutto il libro. La trama scorre che è un piacere. Una PERLA!
PROMOSSO!

lunedì 10 gennaio 2011

Appunti di un venditore di donne di G. Faletti

Breve recensione presa da Libri e Caffèlatte
Dalai
INCIPIT
Io mi chiamo bravo e non ho il cazzo.

TRAMA: 1978. A Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande criminali di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. 
Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la «Milano da bere» degli anni Ottanta, non conosce soste. Si moltiplicano i locali in cui la società opulenta, che nella bella stagione si trasferisce a Santa Margherita e Paraggi, trova il modo di sperperare la propria ricchezza. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine che fa i suoi affari un uomo enigmatico, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno "sgarbo".
Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l'amico Daytona. L'unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. 
Fino alla comparsa di Carla che risveglierà in Bravo sensazioni che l'handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l'inizio di una nuova vita bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un'organizzazione terroristica.
Un noir fosco su uno dei momenti più drammatici del dopoguerra italiano, in una Milano che oscilla tra fermenti culturali e bassezze morali.

CONCLUSIONI: Credo che l'incipit di questo libro rimarrà nella storia per la sua brutalità. L'ho letto perchè ero curiosa di vedere come avrebbe gestito la "Milano da bere o by night" di quegli anni. Faletti non mi dispiace anche se non mi fa impazzire, ma per il genere non per lo stile. Il libro è cupo, per certi versi "deprimente". Il personaggio Bravo mi ha messo una tristezza crescente
Alla fine l'ho letto ma mi sono convinta non essere un genere che mi appartiene. Cmq, Milano la descrive benissimo. La storia è coerente, ma non mi è piaciuta. I personaggi alcuni sono ben "dipinti" altri trovano poco spazio e quindi hanno poco spessore. Bravo rimane un uomo davvero triste, sarà per gli "ovvi motivi"...
PROMOSSO ma lo consiglio solo a chi piace Faletti e il noir.

FONTE LIBRI E CAFFELATTE

venerdì 7 gennaio 2011

Il ghigno di Arlecchino di A. Barone


Cover
Titolo: Il ghigno di Arlecchino
Autore: Adriano Barone
Anno: 2010
Editore: Asengard - Wyrd
Genere: Weird
Pubblico: maturo

INCIPIT

0
non temete le mie parole non temete le parole che costruiscono mondi 
respiratele cantatele e tracciate nervose spezzate libere linee nell’aria immaginate realtà create ipotesi masticate il caos escreti i sogni rigurgitate 
le infinite possibilità postulate meravigliosi terribili incidenti dall’uno i 
molti solo quando è tutto finito realizzate felicità inventate l’ombra ha 
formulato lo spirito ha agito per essere causa se il tempo vi è ostacolo e 
nemico divoratelo voraci digrignate i denti sfregateli tra loro fino a farli 
stridere e poi sbatteteli con forza e aprendo e chiudendo la bocca tac tac 
tac tac tac...
Tac
tac
tac
tac

tac

1
Il Barone camminava nel corridoio, l’eco dei suoi passi rimbombava nonostante cercasse di appoggiare i piedi al suolo più delicatamente possibile.
Ai lati del corridoio, le creature fluttuavano in contenitori trasparenti, alcune beatamente abbandonate all’abbraccio del liquido di conservazione, altre che si dibattevano come in preda a una crisi epilettica o a un raptus di follia.
«Il ragno piccolo e stupido, piccolo e stupido, piccolo e stupido...» ripeteva la voce proveniente da una testa di neonato dalla Adriano Barone quale si allungavano dita innaturalmente lunghe. Ognuna di esse non terminava in polpastrelli ma in piccole bocche che si appiccicavano alla superficie del contenitore cilindrico. La voce, da fuori, era udibile grazie a onde multicolore che, propagandosi nel liquido e infrangendosi contro la superficie di vetro, venivano amplificate all’esterno.
Al termine del condotto uretrale di quello che sembrava un pene reciso ospitato in un altro contenitore, un occhio si aprì,  contemporaneamente ad altri due occhi che si trovavano dove avrebbero dovuto esserci dei testicoli.

TRAMAVittima di esperimenti che lo hanno portato ad avere poteri quasi divini, ma sui quali non ha il minimo controllo, il folle Arlecchino fugge dalla prigionia impostagli fin dalla nascita. Il giullare si ritrova in un mondo in apparenza perfetto, dove la morte non esiste: insofferente a ogni tipo di regola, vittima di un destino che lo vede sempre in balia di forze che vogliono imporre l’ordine nel Multiverso, Arlecchino porta il caos nel mondo in cui è prigioniero e, liberatosi, in tutte le altre realtà esistenti, provocando ciò che i misteriosi Tracciatori vogliono prevenire ad ogni costo. E quando si scatena la sua follia, in tutti i Tracciati dell’universo risuona il ghigno di Arlecchino.

LA RECENSIONE PROSEGUE SU LIBRI E CAFFELATTE
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