mercoledì 28 settembre 2011

Jane e la disgrazia di Lady Scargrave di S.Barron

TEA

INCIPIT
17 marzo 1803
N.4, Sidney Place,  Bath
Quando una giovane gentildonna più dotata di buone maniere che di  mezzi ha il buon senso di conquistare l'affetto di un gentiluomo più anziano, vedovo, possidente e agiato, si considera solitamente che il connubio sia dovuto all'intelligenza di entrambe le parti. La gentildonna ottiene quella posizione nella vita per la quale  le sue amiche possono invidiarla e congratularsi con lei, mentre il gentiluomo, in età ormai avanzata, conquista tutto ciò che può essere offerto dalla gioventù, dalla vivacità di spirito e dalla bellezza. (...)
Tuttavia, allorchè il gentiluomo anziano muore all'improvviso di disturbo gastrico dopo tre mesi di matrimonio ...

TRAMA: In visita presso l'amica, la bellissima e giovane Isobel Payne, Contessa di Scargrave, Jane Austen è testimone di una tragedia: il Conte Frederick, marito di Isobel, colto da improvviso e inspiegabile malore, muore in poche ore. La scomparsa prematura del marito, dopo tre soli mesi di matrimonio, getta la povera Isobel nella più cupa disperazione. Tuttavia la vedova scopre ben presto che non si tratta che dell'inizio delle sue disgrazie: di li a breve infatti una misteriosa missiva la raggiunge, nella quale sono contenute oscure minacce e la duplice accusa di omicidio e di adulterio. Terrorizzata, Isobel invoca l'aiuto di Jane, la sola di cui si può fidare, ma soprattutto l'unica, tra i presenti al castello nella notte della tragedia, che non tragga alcun vantaggio dalla morte di Lord Scargrave. Contando sulle sue ben note doti di comprensione dell'animo umano, Jane si trova così coinvolta in una pericolosa indagine che la porterà a varcare nientemeno che i cancelli della prigione di Newgate e persino la soglia della Camera dei Lords, arrivando a mettere a repentaglio la sua stessa vita.

CONCLUSIONI: Ogni tanto provo qualcosa di diverso. Accade raramente che questo qualcosa di riveli piacevole. Spesso mi ritrovo con una lettura lasciata a metà, altre volte invece la porto a termine con un piacevole ricordo. Come in questo caso.^^
In pratica, siamo di fronte a una sorta di Signora in Giallo del 1800 dove Jessica Fletcher altri non è che la scrittrice Jane Austen! Già! Un'altra scrittrice che porta una rogna pazzesca! Perchè rogna? Lo sanno tutti! Ogni volta che arriva lei, qualcuno nelle vicinanze schiatta! Ecco perchè ... scherzo, ovviamente! ^^
A parte gli scherzi, che s'è inventata la Barron? Una saga di libretti auto-conclusivi di genere giallo, con un po' di romanticismo e con protagonista la Austen che fa la detective improvvisata ...
L'intelligenza e la cultura dell'autrice (Austen, il personaggio del romanzo) le permettono di collegare gli eventi e di trovare la verità sul caso in questione.
Il testo è molto scorrevole e si legge bene, anzi benissimo. Ho notato molta cura nel dettaglio e i personaggi sono ben gestiti. Le ambientazioni sono curate così come le parti storiche.
E' un giallo anche se c'è un pizzico di avventura, quindi lo consiglio a tutti i fan dei vari Tenenti, di CSI e simili ^_^ perchè il fatto che sia Jane Austen la protagonista e non Miss Marple non cambia granchè l'essenza.
Non leggerò gli altri, è stato un esperimento.
PROMOSSO!

Fonte: LIBRI E CAFFELATTE

La Contessa nera di R. Johns


La RECENSIONE completa la trovate QUI!

INCIPIT
22 agosto 1614
Csejthe, Ungheria del Nord
Al reverendo Elias Lani, Zilina
Dominus vobiscum
E' con profondo  rammarico che mi vedo costretto a informarvi che la vedova Nadasdy è spirata ieri sera senza pentirsi dei suoi crimini, sebbene io e il reverendo Ponikenus abbiamo fatto tutto il possibile per indurla a confessare. (...)

PARTE I
Extra Hungariam non est vita
1° gennaio 1611
Il ragazzo e suo padre sono giunti all'alba per murarmi nella torre. Venivano dal villaggio ai piedi del castello, con il loro asino e il carretto pieno di attrezzi. Io ero sveglia da ore, a fissare dal davanzale il cielo che da nero volgeva all'azzurro chiaro, ed è così che ho sentito il loro scalpiccio sulla neve della corte: due sagome scure l'una all'altra, intente a bisbigliarsi qualcosa all'orecchio, rabbrividendo con lo sguardo rivolto alla mia finestra e segnandosi in fronte quasi fosse un mostro.

TRAMA: (dalla copertina) Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Il suo sguardo austero è rivolto verso una feritoia nel muro che mostra solo un piccolo squarcio di cielo. Quello squarcio di cielo è l'unica cosa che scorgerà per il resto della vita. Murata viva in quella stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Báthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita.
Fin da bambina Erzsébet è stata una ribelle, innamorata solo dei libri e delle folli corse con il suo cavallo, sorda ai severi insegnamenti della madre sulle arti femminili. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non dimenticherà mai. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nádasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sárvár è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere.
Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla.
Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini?

CONCLUSIONI: Mi sento in dovere, oltre a dirvi la mia personale opinione, di fare una duplice conclusione/suggerimento perchè io, lo ammetto, sono partita prevenuta e con determinate aspettative basate sul personaggio storico.
Inizio col dirvi cosa NON è:
NON E' UN ROMANZO HORROR
NON E' UN HARMONY 
NON E' UN PARANORMAL ROMANCE
A me è sembrato più un romanzo STORICO SOFT (molto ma molto leggero) e senza scene esplicite di sesso nè di battaglie. Viene spesso fatta una sorta di introduzione all'inizio di alcuni capitoli spiegando (non mostrando!) gli eventi storici in corso.
Non è horror perchè a parte una leggera velatura di pazzia della Contessa non mi sono immersa in un'ambientazione particolarmente intensa e oscura. Non ho nemmeno percepito l'anima nera.
Non è un Harmony, non c'è romanticismo nemmeno a pagarlo! Non c'è stato un solo momento dove mi sono sentita coinvolta o palpitante. Non c'è emozione, io non l'ho avvertita.
Non è un PR, non c'è il minimo accenno a eventi surreali. Non ci sono nemmeno riti esoterici o di magia nera come voleva la leggenda.

MIA OPINIONE: Io, conoscendo la Contessa Bathory, mi aspettavo tutt'altro! La donna descritta in queste pagine non è la Bathory famosa ma una "rivisitazione personale" dell'autrice, a mio parere.
E' un po' come se avesse tolto a Dracula la sete di sangue o a Dorian Gray la vanità. E concedetemelo, è come se avesse tolto a Fujiko le tet ... cioè volevo dire l'egoismo ;)
La noia è stata molta.
A un certo punto (circa dopo la metà, dopo un evento che non vi dico per non inserire spoiler) ho sperato: "Oh! Adesso cambierà! Adesso farà qualcosa!"
E invece nisba!
Una delusione! Le mie aspettative, tradite.
I diversi motivi per cui l'ho comprato, non hanno trovato riscontro in niente.
Quindi, BOCCIATO!
Un vero peccato, pazienza :(

Comunque, non siamo tutti uguali. E il libro non è un "brutto" libro.
Quindi aggiungo due tipologie di potenziale lettore con relativo mio suggerimento:

IL MIO PRIMO SUGGERIMENTO è per chi come me già conosce il mito e spera di leggere della Contessa-vampira, di "vivere" scene forti considerando che era una sadica, di "vivere" un personaggio schizofrenico giunto fino ai giorni nostri proprio per la sua pazzia: LASCIA PERDERE!
Quella Bathory qui non la troverai. Qui è solo una donna comune con la mania di picchiare le serve e con il pallino dei soldi, cosa abbastanza scontata per quei tempi! La pazzia che viene descritta, se escludiamo le due frustatine date in tre scene del libro, sembra dettata dalla frustrazione e non da vera pazzia!
Secondo me, l'autrice non è stata in grado di entrare nella testa di una maniaca demente autentica come poteva essere la Bathory anche perchè ha tolto l'elemento chiave della sua vita: il sangue!
Qui è quasi una versione alternativa e annacquata della Bathory storica.

IL MIO SECONDO SUGGERIMENTO è per chi non sa nulla della Contessa, non gli frega della venatura vampiresca e del sangue e apprezza lo storico-femminile-soft: POTREBBE PIACERTI!
Alla fine, però, devo essere capace di mettere da parte le mie aspettative e dare un giudizio asettico.
Questo romanzo si è lasciato leggere, è scorrevole anche se gli eventi narrati si sviluppano lentamente. Quindi se ti piacciono i romanzi di "vita di corte" (tanto per capirci, anche se non siamo davvero a corte ma il tenore è quello) al femminile senza battaglie e con pochissime scene "leggermente" cupe, potrebbe risultarti una piacevole lettura.

EVERLOST di N. Shusterman

Cover PIEMME FREEWAY 2009
Recensione completa QUI!


EVERLOST (uscito nel 2006 negli USA ma da noi solo nel 2009) è il primo libro di una trilogia chiamata Skinjacker. L'autore ha già pubblicato nel 2010 in America Everwild. Ed è NOVITA' recente il terzo e conclusivo Everfound. E da noi? Mha! Per ora c'è solo il primo, che io sappia.

INCIPIT
Verso la luce ...

Un tornante sopra una foresta morta, un giorno come tanti. 
Una Toyota bianca andò a sbattere contro una Mercedes nera creando, per un momento, una macchia grigia. Alexandra, Allie per gli amici, era sulla Toyota. Stava discutendo con suo padre a proposito del volume della radio e proprio in quel momento aveva slacciato la cintura di sicurezza per sistemarsi la camicetta.
Nel sedile posteriore della Mercedes c'era Nick, vestito per il matrimonio del cugino. Voleva mangiare la stecca di cioccolata che aveva tenuto in tasca per tutta la mattina, ma siccome stava seduto tra il fratello e la sorella, e loro continuavano a spintonarlo, la cioccolata gli si era spalmata in faccia. Era un'automobile pensata per quattro passeggeri, però erano in cinque a bordo, quindi niente cintura di sicurezza per Nick.
Sulla strada c'era anche un pezzo di acciaio, piccolo ma tagliente, caduto da un camion di rottami. Almeno una dozzina di auto erano riuscite a evitarlo, ma la Mercedes non fu altrettanto fortunata. Sfrecciò sopra il metallo, la ruota anteriore esplose e il padre di Nick perse il controllo dell'auto.
Mentre la Mercedes schizzava oltre la linea di mezzeria piombando in mezzo al traffico che proveniva in senso opposto, Allie e Nick alzarono lo sguardo
Entrambi scorsero un'auto avvicinarsi a una velocità pazzesca
Non videro tutta la loro vita scorrergli davanti agli occhi, non ci fu il tempo. Accadde tutto così in fretta che nessuno dei due pensò o sentì granché. L'urto li sbalzò in avanti. Sentirono lo schiaffo degli airbag che si gonfiavano, ma a quella velocità, e senza cintura di sicurezza, non c'era molto che gli airbag potessero fare. Sentirono il parabrezza contro la fronte.
L'istante dopo, c'erano passati attraverso.
Lo schianto del cristallo si trasformò nell'ululato del vento e il mondo diventò buio.

TRAMA (quarta): Nick sta andando al matrimonio del cugino quando la Mercedes del padre va a schiantarsi contro la Toyota sulla quale viaggia Allie, in quel momento impegnata a discutere con i genitori sul volume della musica che sta ascoltando. 
Molto tempo dopo, che per Nick e Allie dura solo un attimo, i due si risvegliano. Sono morti, eppure sono rimasti qui, nel mondo. Il mondo però non si accorge più di loro. Per un motivo sconosciuto sono rimasti incastrati fra la vita e la morte in quella specie di limbo che si chiama Everlost
È pericoloso, è spaventoso ma non è disabitato. Molti altri vivono, se così si può dire, in quella sospensione del tempo e del giudizio, ma nessuno di loro è adulto. A Everlost ci sono solo ragazzi, tutti cristallizzati nell'attimo in cui sono morti. Stessi vestiti, stesse abitudini, stesso linguaggio. Stessa angoscia, almeno all'inizio.
Poi l'abitudine prende il sopravvento e tutti si rassegnano a perdere la memoria del proprio passato. Ci si dimentica della propria famiglia, dei propri amici; persino del proprio nome
Tutti gli abitanti di Everlost si rassegnano e dimenticano. Tutti, tranne due.

CONCLUSIONI: è un gradevole romanzo ma è per ragazzi. Lo consiglio a chi avesse un'età tra i 12 e i 15 anni. Se proprio uno fosse più grande e molto curioso, si lascia leggere ma senza troppe aspettative.
Il finale è aperto ma non tronco.
Onestamente, io non leggerò i seguiti. In alcuni momenti mi sembrava di leggere una favoletta per i bambini che introducesse l'argomento dell'aldilà e di come potrebbero essere i "cattivi". Troppe ingenuità e molti cliché.
Comunque alcune idee sono davvero gradevoli. Speravo si trattasse di un libro per tutti come Unwind, che è stato pubblicato con un solo anno di differenza, infondo. Ho riscontrato un abisso, invece.
Forse, è solo una mia supposizione però, l'autore li ha scritti con molti anni di distacco ma è la casa editrice che li ha pubblicati vicini. Chissà?
Anche lo stile è molto diverso.
Unwind era fresco, originale. Non mi sono mai annoiata.
Purtroppo Everlost è spesso lento e noioso con una struttura stilistica inferiormente netta. Il pov è ballerino, colmo di infodump buttati a casaccio (la storia della nave gettata in bocca al lettore direttamente dall'autore come fosse preso da wikipedia? Perchè?). Anche in Unwind c'era dell'infodump ma era ben gestito e sempre nel giusto momento. Qui non ho capito. Vabbè. Pazienza.
A questo punto rimango curiosa su una terza opera dell'autore che, a mio avviso, rimane un bravo scrittore con molta fantasia e notevole sensibilità. Ha pubblicato oltre venti romanzi, spero che traducano altro ^^

Fonte: LIBRI E CAFFELATTE

venerdì 16 settembre 2011

EverWorld 8 e 9 di K.A. Applegate

Per gli altri libri della saga ecco i link:
-Libri 2010 (volumi 1, 2, 3 e 4)
-Libri 2011 (volume 5 QUI!)
-Volume 6 QUI!
-Volume 7 QUI!

"EverWorld 8 - L'albero dei due Mondi"
MONDADORI
INCIPIT
FUOCO!
Le fiamme guizzavano, lingue di fuoco rosse, gialle, dorate si alzavano dal basso. Doppio tormento: il fuoco e la paura del fuoco. Stavo per bruciare vivo.
Le fiamme avvolsero il tronco dell'albero in un lampo, un fuoco innaturale, troppo veloce, avanzava troppo rapidamente. Le fiamme salirono lungo il tronco e si fermarono proprio sotto a David. Si propagarono sui rami, come se qualcuno li avesse cosparsi di benzina.
Sentii delle grida, alcune umane, altre no. I demoni danzavano tra le fiamme, felici nel loro elemento. Si riempivano le mani di fuoco e se lo gettavano sul viso, come se fosse acqua, e ridevano al vederci gridare, piangere, implorare.
La voce di David era un grido roco. Continuamente ripetuto. O era la mia? Dalla gola mi usciva un suono agghiacciante, un suono che non avrei mai saputo produrre di mia volontà, un suono spremuto dagli angoli più oscuri e remoti della mia mente. Soffocavo nel fumo, nel vomito del demone, nel mio stesso terrore.
Poi... un sibilo, un movimento velocissimo, un'ombra roteante e scintillante. Colpì il tronco e proseguì il volo. Il tronco scivolò giù, tagliato in obliquo a pochi centimetri dai piedi di David. Altri sibili, altri ancora. Una lama passò attraverso una delle creature, che non venne ferita, ma smise di ridere.

Monte Olimpo (immagine presa QUI!)
BREVE RIASSUNTO FINO A QUESTO PUNTO E TRAMA: Il punto di vista è quello di Jalil, diviso tra Everworld e il mondo reale dove cerca di avere un primo appuntamento con Miyuki, la ragazza dei suoi sogni.
Dopo essere stati sull'Olimpo, dopo una battaglia con e tra gli dèi stessi, il gruppo di amici (Jalil, Chris, David a April) si ritrovano con Senna. La dèa Athena la salva, in realtà, ingaggiando una vera sfida con gli altri dèi. 
Tutto per colpa dei ragazzi stessi che hanno portato in Everworld la polvere da sparo! Le cose si stanno complicando molto.

Everworld è come una bolla, per capirci. Tutti gli dèi si unirono per crearla. Ci misero dentro tutto quello che nel nostro mondo erano le civiltà perdute, i miti, le leggende.
Problema: altri "immortali" di un'altra galassia hanno deciso che Everworld era "carino" e l'hanno voluto conquistare. Hanno fatto breccia nella bolla e iniziato una guerra. Gli "alieni" al momento sono rappresentati dagli Hetwan e dagli Coo-Hatch. Il dio degli Hetwan, Ka Hanor, si nutre degli altri dèi.
Quando David, Chris, April e Jalil furono rapiti dai Coo-Hatch, popolo che lavora perlopiù i metalli, per salvarsi la vita gli diedero un libro di chimica. Da lì, senza volere, i quattro amici hanno generato uno squilibro fortissimo e a loro danno.
I Coo-Hatch vogliono solo andarsene da Everworld e pretendono che Zeus li aiuti. Da lì lo scontro sul monte Olimpo. Peccato che solo Senna possa condurli a casa, forse.
Il personaggio di Senna inizia a farsi più definito.
E' una sorta di porta, un'anomalia trans-dimensionale. Ha poteri particolari come quello di cambiare forma e aspetto, riesce a curare e a indurre "il desiderio".
Senna sostiene di poter viaggiare solo da Everworld e il mondo reale e non tra Everworld e il mondo dei Coo-Hatch. Forse però potrebbe sua madre.
Se così fosse, i Coo-Hatch rallenterebbero quegli insettoni degli Hetwan, che vogliono solo impossessarsi del mondo di Everworld a tutti i costi. 

In questo nuovo capitolo i problemi alla base sono che Jalil non se la sente di fare un sacrificio a degli dèi che non venera, una capra. Peccato che la mancanza del sacrificio li abbia fatti infuriare.
In un mondo capovolto, gli Orisha pretendono non più la capra ma la STREGA, cioè Senna.

"EverWorld 9 - Sulle rive del Nilo"
MONDADORI
INCIPIT (extended 1 capitolo)
RIUNIONE DI FAMIGLIA
Merope e le altre Amazzoni armate di arco ci accompagnarono a una stanzetta in fondo al cortile. E fu lì... che parlai a mia madre per la prima volta dopo dieci anni.
«E così sei venuta» esordì lei.
«Non avevo molta altra scelta.»
«Sì, lo so. Le trame di Loki non sono passate inosservate. Ma sei riuscita a sfuggirgli. Sono sicura che è stata una bella impresa. Loki è molto pericoloso, molto intelligente... per essere un dio.»
A questo punto la conversazione si arenò. Era tutto qui? Dovevamo starcene in piedi, imbarazzate, in una stanzetta muffita, come due sconosciute che imbastiscono una conversazione frammentaria mentre aspettano l'autobus?
«Come te la sei passata, Senda?»
«Mi chiamo Senna adesso» la corressi.
Lei aggrottò la fronte.
«Senna? È il nome di una pianta usata in medicina, per lo più come lassativo.»
«Già. Per fortuna i ragazzi a scuola non perdono molto tempo a spulciare i dizionari.»
Lei abbassò gli occhi.
«Come te la sei passata?»
«Come me la sono passata? In questi ultimi dieci anni, da quando mi hai scaricata? Come me la sono passata, l'unica della mia specie, imprigionata in un mondo pieno di idioti ciechi, sordi e muti? Bene, mamma.' Benissimo. E tu, come te la sei passata?!»

CAPITOLO 1

Avevo sette anni quando mia madre mi disse che sarebbe andata via.
Ricordo che le luci del treno erano troppo forti, era impossibile vedere fuori dal finestrino. Il vagone sobbalzava e dondolava. Un uomo dormiva, il mento sul petto, e respirando fischiava. Un'infermiera si era tolta una scarpa bianca e si massaggiava il piede.
Eravamo sedute sui duri sedili di plastica, io e mia madre. Lei era nervosa, molto tesa, e si vedeva bene. Osservava troppo attentamente gli altri passeggeri. Mi parlava sussurrando, tenendo le labbra vicine al mio orecchio. Mi faceva un po' di solletico.
«So che non capisci, Senda. Non puoi capire veramente, non ora almeno. Ma se ti tengo con me, tesoro, se restiamo insieme, avremo dei guai. Ci sono delle persone cattive che potrebbero... non voglio spaventarti, zuccherino, non voglio che ti preoccupi. Devi solo fidarti della tua mammina. Un giorno capirai.»
Mi posò la mano sulla guancia, mi carezzò la faccia e i capelli. E mi baciò sulla tempia.

Fiume Nilo (immagine presa QUI!)
TRAMA: A parlare è SENNA! Iniziamo con lo scoprire che sua madre Anica l'ha mollata al padre quando aveva sette anni. Lui era già sposato con una figlia, April. Restio a tenersi la bimba, viene "ipnotizzato" e circuito da Anica che scompare subito dopo. Il nome della bimba è SENDA ma il fraintendimento proseguirà fino al nuovo incontro con la madre.
Con gli altri del gruppo devono risalire il Nilo, le Amazzoni sono lì per ripulire gli Egizi delle loro ricchezze. La madre di Senna/Senda non si scomporrà molto quando rivedrà la figlia. Anzi, avvertendo il pericolo (Senna è diventata molto potente) non si farà scrupoli a chiamare un vecchio amico, Merlino, che tanto la voleva.
Un capitolo avvincente che spiega molto sulla saga e su Senna.

Il titolo originale è INSIDE THE ILLUSION uscito nel 2000. Per ora è il più bello della saga.
Senna si rivela un personaggio fantastico. Cinico, freddo, egoista, spietato. Considera gli uomini inferiori, cose da usare per i propri fini, sacrificabili per il suo benessere.
Esiste lei e quello che lei vuole: diventare la dèa di Everworld!
Ma ci sono dei compromessi, anche nel mondo "senza senso" di Everworld.

SBALZI TEMPORALI
Siccome Senna controlla il ponte che collega i due mondi, Everworld e quello reale, ovviamente non viene sbalzata come gli altri. E' molto interessante come la Applegate ha mischiato i ricordi di Senna, quindi, con la storia. Ogni tanto è la stessa Senna a raccontarci qualcosa di lei, di quello che le è successo, del suo rapporto con la sorellastra April ma soprattutto ci svela i suoi pensieri.

Questo libretto, vi assicuro essere una perla ^_^

Mancano tre libri alla fine.
Alla prossima.

Nota: sembra che la saga di Everworld non sia stata scritta solo dalla Applegate ma anche da una collega "ghost writer". Secondo me, potrebbe anche essere. Comunque sia, è una saga per ragazzi davvero interessante e di qualità. COMPLIMENTI ALL'AUTRICE UFFICIALE E ALLA GHOST ^^

FONTE: articolo riportato da LIBRI E CAFFELATTE

giovedì 8 settembre 2011

John Carter (di Marte)


La RECENSIONE completa del libro con il trailer del film che uscirà nel 2012 la trovate QUI!
A seguire un assaggio ^^

E' arrivato il trailer di John Carter di Marte tradotto in italiano. Il film prodotto da DISNEY-PIXAR con un budget di ben 300 milioni di dollari ( O_O ) per la regia di Andrew Stanton (Wall-E e Alla ricerca di Nemo) presenta tutti gli aspetti "fantastici" dell'opera di Edgar Rice Burroughs (1875-1950). Metto le date dell'autore perchè ad alcuni potrebbero sfuggire.

Stiamo parlando di un visionario, un genio che all'epoca ha scritto libri che sono divenuti leggenda!
Burroughs è anche solo il padre di TARZAN, è sarà poco! ^^
John Carter è un'opera del 1912 colma di creature e situazioni per l'epoca STRAORDINARIE!
Non a caso infatti i suoi libri sono stati cannibalizzati a più non posso. Molti autori, fumettisti e il cinema stesso hanno preso spunti dai suoi scritti senza rendergli merito (non tutti, ovvio!). Se vi sembrerà "tutto già visto" c'è un perchè. Perchè, chi prima chi dopo, s'è rivolto a lui per avere idee.
MA LE IDEE ERANO LE SUE!
Sono contenta dell'uscita di questo film, speriamo che il cinema renda omaggio a un grande scrittore. Se lo meriterebbe!

INCIPIT
Sono molto vecchio, non so esattamente quanto. Forse ho cento anni, forse più; ma non posso dirlo perché non sono mai invecchiato come gli altri uomini e non ricordo neppure di avere avuto un'infanzia. Fin dove arriva la mia memoria, ricordo di essere sempre stato adulto: un uomo di circa trent'anni.
Oggi il mio aspetto è identico a quello di quaranta e più anni fa, eppure sento che non posso continuare a vivere per sempre; che un giorno affronterò la vera morte dalla quale non c'è più resurrezione. Non so perché dovrei temere la morte, io che sono morto due volte e sono sempre in vita; tuttavia, al suo pensiero, provo lo stesso orrore che provate voi, che non siete mai morti. Ed è a causa di questo terrore della morte - credo - che sono così convinto che morirò.

La TRAMA è un crescendo di avventure già nel solo primo libro. 
Nel LIBRO come nel film (almeno la sensazione dal trailer è questa, poi si vedrà) abbiamo lo scrittore Burroughs che riceve un telegramma. Il Capitano John Carter, per lui lo zio Jack, gli chiede di fargli visita.
Alla stazione chiede a un uomo di accompagnarlo. Scopre che lo zio Jack è morto. Apprende le sue ultime volontà, tra le altre quelle di essere deposto in una cassa aperta in una tomba speciale già costruita in Virginia. Trova anche un manoscritto che non avrebbe dovuto leggere prima di undici anni e divulgato non prima dei ventuno. Così farà.

John Carter concept Phil Saunders'
John era un soldato sudista che aveva combattuto nella Guerra di Secessione. Lo scrittore se lo ricorda bene anche se era piccolo l'ultima volta che lo aveva visto. 
Dal libro: "Ero un bambino di cinque anni, allora, ma ricordo perfettamente quell'uomo alto, atletico, il volto liscio e la pelle scura, che io chiamavo Zio Jack. (...) Era un gran bell'uomo, alto più di un metro e ottantacinque, le spalle ampie e i fianchi sottili, e aveva il portamento di chi è abituato a combattere. I suoi lineamenti erano regolari e marcati, i suoi capelli erano neri e tagliati corti, e i suoi occhi grigio acciaio riflettevano un carattere forte e leale, pieno di fuoco e d'iniziativa. I suoi modi erano raffinati, e la sua etichetta era quella di un gentiluomo del Sud della classe più elevata."

Inizia a leggere di molti anni prima quando, nel 1866, John era partito con un amico, il Capitano James K. Powell, alla ricerca di una miniera d'oro nel deserto dell'Arizona.  
Lui e il suo amico, dopo giorni di ricerca, si ritrovarono inseguiti dagli indiani. Il Capitano Powell morì, John trovò rifugio in una grotta. Si trascinò dentro, sempre più in profondità. 
John perse i sensi. Vide il suo corpo dall'altro come fosse un'esperienza extracorporea. In realtà ebbe una trasmigrazione dell'anima.
Quando riaprì gli occhi, si scoprì nudo e in una terra straniera che gli abitanti del posto chiameranno Barsoom ma lo stesso John sa essere Marte (per motivi che nel romanzo spiega ma che non riporto per non sciupare una sorpresina ^^)

CONCLUSIONI: a mio avviso MERITA DAVVERO!

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE

martedì 16 agosto 2011

Corso di scrittura condensato di G. Mozzi

ARTICOLO RIPORTATO DA LIBRI E CAFFELATTE
Cover "Corso di Scrittura Condensato"
di G. Mozzi, La tela Nera 2004
Tempo fa avevo segnalato dei VIDEO-CORSI DI SCRITTURA di GIULIO MOZZI.
Oggi vi propongo un libretto molto interessante editato da La tela nera ^^

E' GRATIS E SCARICABILE IN EBOOK QUI!

Si tratta di un insieme di buoni consigli su come iniziare a scrivere ma nulla di tecnico. Su come porsi davanti a una storia che si ha in mente e anche sugli aspetti da tener presente (nella propria mente) ma non per questo da scrivere!

Alcuni argomenti importanti sono solo sfiorati nel decalogo, forse ne parla in modo approfondito nel "Ricettario di scrittura creativa" edito da Zanichelli.

Il POV, l'incipit e anche il famoso infodump, ad esempio ^^
Pensare a tutto quello che circonda un personaggio, come vive, come ragiona, quel che mangia ecc. serve per "farlo muovere e parlare" e non al lettore che deve "subirsi" paragrafi dopo paragrafi di dialoghi o descrizioni vuote e senza scopo. Da qui poi ci sarebbe anche il concetto di "MOSTRATO E NON RACCONTATO" o "show don't tell", ne faccio un cenno tra poco.

Il concetto di infodump non è difficile, la faticaccia è applicarlo anche perchè non è solo la descrizione maniacale di oggetti e persone ma rappresenta un vero e proprio "stile di scrittura" che o lo si conosce (perchè in gestazione lo si è appreso da mamma-Borg) o lo si apprende dai manuali.
Non c'è verso!
Applicarlo significa creare la scena che mostra ciò che vogliamo solo "pigramente" dire, cioè "il mostrato e non il raccontato" di cui sopra. Spesso questo crea però pagine di eventi al solo scopo di mostrare il carattere di una persona, ad esempio.
Quindi si passa da paragrafi di narrato a paragrafi di mostrato. O__o
E' la solita guerra tra le fazioni estreme.

ESEMPIO DI PANINAZZO INFODUMP :D
immagine presa QUI! Grazie!
Un BUON ESEMPIO di libro infodump da paiuuura lo sto portando a conclusione con estrema fatica in questo periodo. Lo avrei anche abbandonato, ma avendo SPESO BEN 18.00 EURO (cioè dal MIO POV tantissimi soldi!) alla fine ho deciso di finirlo. Trattasi di ANGELOLOGY!

IL "libro" che TI DICE TUTTO
TUTTO MA PROPRIO TUTTO!

Anche quello di cui NON TE NE PO' FREGARE 'NA MAZZA! :D
prossimamente la recensione, se sopravvivo! 
A QUESTO PUNTO, lo confesso, IO SONO PER IL COMPROMESSO!
IO ACCETTO UN PO' DI INFODUMP! UN PO'! Anzi lo trovo necessario.
Alla lunga, il SOLO MOSTRATO mi annoia esattamente come IL SOLO RACCONTATO.
Certo un abile scrittore riesce a mostrarti tutto il necessario senza farti annoiare, riesce a raccontarti il giusto ... io non ho ancora letto un libro "perfetto" a tal punto ma sono aperta ai suggerimenti.
Per quel che riguarda la mia scrittura, sto cercando di applicare entrambi. Non è un qualcosa che si apprende nel giro di pochi mesi, quindi con calma e costanza vado avanti :)

Esempio di PANINO CON UN PO' DI INFODUMP :)
A me piace leggere/scrivere, ad esempio, com'è fatta una stanza perchè denota la personalità del personaggio. Se è spartana, è ovvio che anche il personaggio sarà un "tipo sobrio". MA DUE RIGHE, NON DIECI!
Se viene introdotto un nuovo personaggio, mi piace leggere/dire un pochino com'è. Due cenni sull'abbigliamento, sulla corporatura, sul volto. Intervallandolo magari nel dialogo o durante un'azione, sarebbe meglio.
Anche in questo caso, i golosoni del paninazzo infodump fanno dieci righe di sola descrizione fisica, poi passano ai vestiti e poi narrano le vicende passate e amorose, e poi quel che ha fatto poco prima di arrivare all'incontro ...
Come in Angelology!
Al contrario, gli essenzialisti dello "show don't tell" non ti dicono nemmeno se ha i capelli finchè un buffetto di vento non scompiglia una ciocca. Mi sembra esagerato!

'raffa è un'estimatrice dell'infodump :D
Immagine presa qui!
Mozzi nel sul libretto accenna a molto altro passando anche per l'autobiografia, il genere ROSA e la scrittura PER E CONBAMBINI.
E' stata una lettura istruttiva anche se poco impegnativa. Io direi che è una buona base di partenza per chi fosse a digiuno di manuali.
Nota speciale va alla BIBLIOGRAFIA. Mozzi, molto cortesemente, fa un elenco di pubblicazioni per chi volesse approfondire i vari settori.
Purtroppo per la scrittura creativa, in Italia, non siamo messi bene per sua stessa ammissione. Non è un caso quindi che molti siti e blog propongano manuali in lingua inglese.
E' un vero peccato, noi che vogliamo migliorarci come scrittori siamo costretti alla fatica doppia. MANNAGGIA!

giovedì 14 luglio 2011

Fahrenheit 451 di R. Bradbury (Libro+Film di Truffaut)

MONDADORI
LA RECENSIONE COMPLETA è QUI! quella che segue è solo una parte.


Famoso romanzo UCRONICO di Ray Bradbury che nasce da un racconto breve THE FIREMAN del 1951 pubblicato su Galaxy Science Fiction e da noi uscito in due puntate su Urania Rivista nel 1953 col titolo "Gli anni del rogo".

INCIPIT (extended)
Parte prima.
Il focolare e la salamandra.
Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, "diverse". Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non sai che direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto stava per accadere la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che si dette ad arroventare il cielo vespertino, poi ad ingiallirlo e infine ad annerarlo. Egli camminava entro una folata di lucciole. Voleva soprattutto, come nell'antico scherzo, spingere un'altea su un bastone entro la fornace, mentre i libri sbatacchiando le ali di piccione morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio.
Montag fece il sorriso crudele di tutti gli uomini bruciacchiati e respinti dalla fiamma.
Sapeva che quando fosse ritornato alla sede degli incendiari avrebbe potuto ammiccare a se stesso, specie di giullare negro, sporco di carbon fossile, davanti allo specchio. Poi, all'atto di andare a dormire, si sarebbe sentito quel sorriso di smorfia ancora artigliato nei muscoli facciali, al buio. Non scompariva mai, quel sogghigno, non se n'era andato mai nemmeno una volta per lontano che risalisse con la memoria.


TRAMA: Guy Montag è un PIROFILO cioè uno che appicca incendi! Per l'esattezza brucia i libri, retaggio di una società sbagliata quando la gente voleva pensare, sognare, avere idee insomma!


Il libro si apre con l'incontro tra Montag e Clarisse, una 17enne un po' pazza come si definisce lei. Attraverso IL DIALOGO risaltano alcuni punti interessanti:
-la leggenda che un tempo i "vigili del fuoco" spegnessero incendi è falsa!
-NON si leggono i libri prima di bruciarli. E' vietato dalla legge. SI DISTRUGGONO E BASTA!
-la televisione occupa molto tempo nella vita quotidiana di una persona.
-è molto difficile incontrare qualcuno per strada. Nessuno passeggia più. Tutti, quando non lavorano, rimangono in casa davanti alla tv.
Ecco quello che io chiamo un dialogo costruttivo ^^
(...)
Ogni volta che Montag parla con Clarisse è un modo dell'autore per spiegare il mondo di F451. In più, è lei che gli accende certe idee e dubbi in Montag. Lei dice: Cos'è più sociale? Io che passeggio e parlo con te o quando a scuola siamo tutti seduti in silenzio a guardare la Parete-tv? Domande come questa rendono le passeggiate con Clarisse un piacevole momento di riflessione per Montag e per il lettore.
Dal film di Truffaut, Clarisse e Montag
DIFFERENZE: il personaggio di Clarisse ha 20 anni e fa l'insegnante.
Avrà un ruolo più importante rispetto al libro, che è solo marginale.
Montag è sposato con Mildred, una donna "vuota" che fa un notevole uso di pastiglie, per dormire soprattutto, e di PARETI-TV. Ne ha ben tre, una anche in camera da letto. 
Una notte Montag rincasa e la trova quasi morta. Dimentica di aver già preso le tre pastiglie per la notte, ne ha prese altre. Forse più volte, fino all'overdose. La scena dei dottori è inquietante. Arrivano due infermieri e l'unica cosa che fanno è un bel riciclo totale del sangue! Fine! La donna si risveglierà il giorno dopo come nuova.
Un gruppo sanguigno a caso...
E' molto triste quando Montag si accorgerà che non l'avrebbe pianta! Anzi, dal libro: "(...) Perché sarebbe stata la morte di una persona sconosciuta, un volto di passante, un'immagine vista su un giornale, e ad un tratto gli apparve così ingiusto di essersi messo a piangere, non alla morte, ma al pensiero che "non avrebbe pianto" alla morte di lei, uomo sciocco e fatuo accanto a una donna sciocca e vuota, mentre il serpente famelico la faceva ancora più vuota."
Nel film hanno il letto matrimoniale
ma nel libro due letti singoli.
C'è una LEGGERA SFUMATURA TECNOLOGICA, cosa che mi ha piacevolmente stupito, rappresentata dal SEGUGIO MECCANICO che i pirofili hanno alla Casa del Fuoco.
Dal libro: "Il Segugio Meccanico dormiva, ma senza dormire, viveva, ma senza vivere, nel suo canile dolcemente ronzante, dolcemente vibrante, tutto soffuso d'una luce blanda, in fondo a un angolo buio della casa del fuoco.
La luce fioca dell'una dopo mezzanotte, la luce della luna che pioveva dal gran cielo aperto incorniciato nell'intelaiatura della finestra immensa, sfiorava qua e là il bronzo, il rame, l'acciaio della belva percorsa da un lievissimo tremito. La luce sfavillava su perline color rubino e sui sensibili peli capillari nelle narici irsute di nylon della creatura che fremeva, vibrava lievissimamente con le otto zampe disposte come quelle di un ragno sotto il corpo su zampe dai cuscinetti di gomma."
MOLTO CARINO, vero? ^_^
Nel film, purtroppo, non c'è!

Un giorno come tanti altri, Montag si reca per l'ennesima pulizia nella casa di una vecchietta. La donna nascondeva dei libri. Anche se solo di sfuggita, legge una riga "Il tempo si è assopito nel gran sole del meriggio". Come fosse stata incisa da un ferro rovente, quella frase gli rimane in testa. Nasconde il libro salvandolo dalle fiamme. La donna si lascerà bruciare con i libri.
Che scena! In più la signora parla citando frasi di libri.
Nel film è resa benissimo!
In casa della vecchietta, Montag ruba un libro e inizierà a leggerlo di nascosto, in casa e di notte. Non si fermerà a questo solo. Le letture cambieranno il suo modo di vedere le cose. Inizierà a "pensare", a riflettere su chi e cosa lo circonda. E' bellissimo!

Fin qui, spero di avervi incuriosito per la lettura.
In Libri e Caffèlatte prosegue con l'avviso di SPOILER.

CONCLUSIONI: F451 è sicuramente un libro da leggere! Un libro che fa riflettere sull'importanza che ha il nostro bagaglio culturale. Non saremmo ciò che siano senza "quel che c'è stato". L'idea di fondo del libro mi è piaciuta però non sono rimasta colpita come 1984 di Orwell.
Forse perchè F451 è più satirico che cupo.
Montag ha molte libertà rispetto a Winston di '84. Ha un moglie anche se deprimente fino all'inverosimile. Ha una casa, ha modo di trascorrere delle serate piacevoli. Insomma, ha una vita anche se sente che qualcosa gli manca. Winston no!
Orwell mi ha marchiata a fuoco, Bradbury si è lasciato leggere bene ma niente marchio.
A mio avviso, hanno anche due spessori diversi.
Orwell è riuscito a dare verosimiglianza a un mondo claustrofobico e totalitarista laddove Bradbury ha tentato di far solo riflettere sull'importanza del fruire delle idee e della conoscenza.
In entrambi i casi risalta la necessità di comunicare le opinioni e le emozioni liberamente ma in 1984 i toni grigi contribuiscono nell'esaltare la scintilla di speranza che Winston cerca. Che trova e gli viene strappata via senza pietà. Al contrario, Montag mi è sembrato più un personaggio con un disagio ma non di vitale importanza.
Comunque lo PROMUOVO senza dubbio.

FONTE: LIBRI E CAFFELATTE
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